Maggie in Worldland: Nuove compagne di viaggio (#6)

Maggie in Worldland: Nuove compagne di viaggio (#6)

La città era caotica, piena di smog, pregna di odori intensi. Eppure mi piaceva, tanto che quando arrivò il momento di lasciarla mi dispiacque. In una manciata di giornate, mi ero abituata alla vita frenetica di Bangkok, al mio ostello piccolino ma tanto carino, a quelle conoscenze improvvisate che mi avevano fatto sentire tanto bene con me stessa. Ma non ero certo partita per il mio viaggio per il mondo per sentirmi tranquilla e “in controllo” troppo a lungo, e così venne il momento di partire. Alle 8 di sera di una domenica sera di fine febbraio, lasciai Bangkok alla volta di Krabi, nel sud della Thailandia, a bordo di un gigantesco bus notturno, dotato di sedili ampi e confortevoli, aria condizionata da scagotto fulminante e persino intrattenimento per i passeggeri (fu trasmesso un assurdo film thailandese di tre ore a volume altissimo, il quale aveva per protagonista una strega con un gatto computerizzato che, a quanto ho capito, faceva degli strani incantesimi a diversi personaggi…).

Giunta finalmente a destinazione, trovai ristoro in un ostello gigantesco, nuovissimo e splendente. Non feci neanche in tempo a sistemare il mio “backpack” nell’armadietto sotto al letto e scrivere qualche mail in Italia, che subito mi immersi di nuovo in tipiche conversazioni da ostello. “Where are you coming from, what’s your story, where are you going next?”. È così che conobbi Shawn, una ragazza canadese di 25 anni che in una mail a casa descrivetti come “la tipica persona che potrebbe far chiacchierare persino un muro”. Ma neanche nelle mie fantasticherie più ottimiste avrei immaginato che cosa sarebbe successo di lì a poco. Nella sala comune dell’ostello, infatti, conoscemmo un’altra ragazza: Linda, 32 anni, olandese, bionda, sempre sorridente nonostante un matrimonio finito dopo 6 mesi. Senza stare a pensarci troppo, decidemmo di andare tutte a cena insieme, invitando anche altre ragazze della nostra camerata. E tra una portata di fried rice e un boccone di pad thai, ecco che attaccammo bottone con Julia, 27 anni, austriaca, ormai giunta alle ultime settimane della sua personalissima esperienza di viaggio intorno al mondo.

Compagne di viaggio 2

La mattina dopo ci incontrammo per fare colazione tutte insieme, e senza pensarci due volte divenimmo da un giorno all’altro una specie di “minigruppo”, una famigliola improvvisata che trascorse le seguenti due settimane esplorando spiagge paradisiache e feste alquanto zarre, sempre noi quattro, sempre insieme. Forse ad unirci così tanto contribuirono, oltre alle risate, anche le esperienze traumatiche. Come quella volta in cui, al ritorno in barca da una gita nei paesaggi mozzafiato di Railay Beach, fummo sorprese da un acquazzone di proporzioni bibliche, con lampi che si frantumavano sulla superficie del mare e il vento che ti schiaffeggiava la faccia senza pietà.

O quell’altra volta, che mi costò una nuova fobia… Dopo aver sentito i racconti di alcuni ragazzi in ostello, io e le mie 3 nuove amiche decidemmo che il giorno seguente ci saremmo trovate alle 6 di mattina nella hall dell’ostello per andare a vedere l’alba in cima al Tiger Temple, un tempio di Krabi a cui si accede scalando 1237 scalini. Non so bene come – date le quantità di alcol consumate la sera prima – ma riuscimmo a svegliarci tutte e 4, prendere il taxi per il tempio, e, una volta lì, iniziare la scalata. A parte la fatica, inizialmente andava tutto benissimo: il sole cominciava a fare capolino dietro le nuvole, e il paesaggio era davvero meraviglioso. Peccato che, allo scalino n° 500 circa, accadde l’imprevisto: una scimmietta piuttosto incazzata strappò, LETTERALMENTE, dalle mani di Linda il sacchetto in cui c’era la sua bottiglietta d’acqua e la sua scatola di biscotti. La storia sarebbe rimasta un aneddoto divertente se, a quel punto, non fossero comparse – non si sa bene da dove – una decina di altre scimmie, che ci circondarono cercando di afferrare i nostri zaini alla ricerca di cibo… Se penso all’aria di pura crudeltà che emanavano, mi viene ancora adesso un brivido di terrore. Una di queste scimmie iniziò persino a rincorrermi, tanto da gettarmi nel panico e farmi decidere di tornare giù, alla base, a una velocità speditissima. Insomma: il tempio non lo raggiunsi mai (a differenza di Linda e Shawn che proseguirono, Julia preferì seguirmi…), ma da quel giorno ho una nuova fobia: scimmie ladre incazzate che mi rincorrono col braccio teso e gli occhi da pazze!

Maggie in Worldland

Italian 20-something living and dreaming in London. Literature geek, film fanatic, social media enthusiast and incurable feminist.