Maggie in Londonland: Paese che vai, tradizioni che trovi

Maggie in Londonland: Paese che vai, tradizioni che trovi

Aneddoti in ordine sparso di un’italiana a Londra.

Maggie in LondonlandLo ammetto: da piccola, iniziai ad amare i giorni di festa perché era quando si stava a casa da scuola. Prima ancora di capire la valenza storica del 25 aprile o del 2 giugno, prima ancora di farmi due domande sul perché a Pasqua e a Natale si avesse un sacco di tempo libero extra, mi godevo le giornate di riposo in modo assolutamente inconsapevole.

E una cosa molto simile mi è successa recentemente, quando mi sono trasferita a Londra. Lavorando in un ufficio, una volta ogni tanto (soprattutto in primavera) mi viene annunciato che il lunedì seguente si può stare a casa perché è “bank holiday”. Questo termine, per quanto – a pensarci bene – sia stranamente votato al dio denaro, ha avuto da subito un alone mistico, come una manna dal cielo giunta a darmi un weekend di tre giorni in periodi di stress intenso. Ma, com’era successo alle elementari con le feste nostrane, dopo un po’ la curiosità di sapere esattamente PERCHÉ in quei giorni siano festa nazionale ha avuto la meglio. E non si è fermata lì… col tempo ho iniziato a sentir parlare di strane usanze con nomi misteriosi, o notare abitudini peculiari che parevano ripresentarsi ogni anno nello stesso periodo. Una breve ricerca, ed ecco che cosa ho scoperto…

1) Pancake Day (Shrove Tuesday) – martedì prima dell’inizio della Quaresima

Che cosa pensavo fosse: la prima volta che ho sentito nominare il Pancake Day, ho subito detto: “Tsè, la solita americanata a caso che ha preso inspiegabilmente piede anche da questa parte dell’Atlantico”. Tipo Halloween. O San Valentino.
Che cos’è veramente: Si tratta della versione inglese del nostro “Martedì Grasso”. Cade di solito in febbraio o marzo, in coincidenza col mercoledì delle ceneri, l’ultimo giorno prima dell’inizio della Quaresima. E per tenere vivo lo spirito di penitenza cristiana, che cosa pensano di fare gli inglesi? Scofanare frittelle come se non ci fosse un domani, facendo fuori tutto il burro e le uova rimaste in dispensa, proibite per i seguenti 40 giorni. Questo, ovviamente, in teoria.

2) May Day – primo lunedì di maggio

Che cosa pensavo fosse: una versione britannica della Festa dei Lavoratori, una bella celebrazione della tradizione sindacale mondiale, ma organizzata in modo un pelo più intelligente: in qualunque giorno della settimana cada il 1° maggio, si sta sempre a casa il primo lunedì del mese.
Che cos’è veramente: Una celebrazione della primavera e della rinascita che ha origine in tradizioni anglo-sassoni antiche di secoli. In un sacco di comunità nel Regno Unito, il May Day viene ancora celebrato con feste di paese strafighe, con tanto di balli tradizionali – con nastri variopinti – intorno ai cosiddetti “Pali di Maggio”, incoronazioni della “Regina di Maggio” e celebrazioni della ritrovata fertilità del suolo dopo la semina.

3) Bonfire Night – 5 novembre

Che cose pensavo fosse: Bonfire Night mi è sempre parsa una gran cagata. Ben prima di scoprirne l’origine, già mi chiedevo quale razza di masochista avesse pensato di istituire una celebrazione con tanto di fuochi d’artificio notturni, all’aria aperta, ai primi di novembre…
Che cos’è veramente: In un certo senso, la Bonfire Night – o Guy Fawkes Day – è un gigantesco monito a non cercare di mettere in pericolo la monarchia, che tanto si finisce male. L’episodio alla base è il seguente: il 5 novembre 1605, Mr Fawkes, cattolico fervente e cospiratore senza macchia, tentò di far fuori King James I e i membri del Parlamento riuniti nella Camera dei Lord cercando di dare fuoco a tutta la baracca (il complotto è passato alla storia come la “congiura delle polveri”). L’attentato fu sventato, e i sudditi pensarono bene di celebrare la cosa appiccando dei bei falò in ogni parte del regno.

4) Remembrance Poppies – autunno, fino all’11 novembre

Che cosa pensavo fosse: Giunta per la prima volta a Londra in settembre, di lì a poco iniziai a notare gente di tutte le età con uno strano fiore rosso e plasticoso all’occhiello. La mia reazione iniziale? “Si tratterà di qualche fashion statement che nessuno ha avuto la buona cortesia di comunicarmi…”.
Che cos’è veramente: Il cosiddetto “poppy” viene distribuito ogni anno dalla Royal British Legion in cambio di donazioni a soldati e veterani e costituisce un omaggio a tutti i militari inglesi morti per la patria. L’idea, ispirata ala poesia “In Flanders Fields”, pare essere nata negli Stati Uniti negli anni ’20 per commemorare i caduti della Grande Guerra. Trasportata in UK, l’usanza vuole che si indossi il poppy fino all’11 di novembre, anniversario dell’armistizio della Prima Guerra Mondiale. Politici e personaggi pubblici vengono criticati aspramente se appaiono in tv o in mezzo alla gente senza il papavero nazionalista, tanto che, per evitare lo sdegno, qualche mese fa un membro dello staff di Downing Street è stato beccato a photoshoppare – un po’ maldestramente – un poppy sulla giacca di David Cameron…

Tradizioni British

5) Boxing Day – 26 dicembre

Che cosa pensavo fosse: Qualche lezioncina mal digerita di “Civiltà inglese” alle medie mi aveva lasciato, chissà perché, la strana idea che Boxing Day avesse a che fare con le pulizie e il rigoverno in casa dopo i bagordi natalizi. Quando si dice che la memoria gioca brutti scherzi.
Che cos’è veramente: Oggi: un’occasione per rimpinzarci di cibo ben 24 ore dopo il Natale, o se non altro andare a trovare i parenti che non si sono riusciti a incastrare al 25. Una volta: il Natale della servitù nelle case signorili. Il “box” del nome significa semplicemente regalo, e fa riferimento ai doni che la servitù, tradizionalmente, riceveva dai padroni ogni 26 dicembre. Il che mi fa tanto pensare a Downton Abbey.

6) Hogmanay – 31 dicembre

Che cose pensavo fosse: A sentire il nome la prima volta, ero convinta Hogwarts c’entrasse in qualche modo.
Che cos’è veramente: Hogmanay non è altro che il termine scozzese per indicare l’ultimo giorno dell’anno, aka il Capodanno. La tradizione – a parte includere ingenti quantitativi di alcol – vuole che ci si scambino regali e si vadano a trovare amici e parenti, prestando particolare attenzione al cosiddetto “first-foot”, il primo ospite che ci viene a trovare nell’anno nuovo.

BONUS: 7) Matrimoni/Morti della famiglia reale – quando capita

Che cose pensavo fosse: Diciamo che qui non c’erano grandi dubbi sul significato della ricorrenza, ma ignoravo quali fossero esattamente le occasioni in cui lo “stop” nazionale venisse applicato.
Che cos’è veramente: Per la maggior parte degli inglesi, il matrimonio reale è una scusa come un’altra per fare festa e dormire fino a tardi. Ahimè, con le nozze di William & Kate ormai ben alle nostre spalle, le possibilità di vedere Harry ingabbiato tanto presto sono ai minimi storici. In realtà la vera pacchia sarà quando sarà l’inossidabile Queen Elizabeth a passare a miglior vita: si prevedono almeno 12 giorni di stop, con banche chiuse e l’economia britannica a piangere la sua regina con perdite da miliardi di sterline.

Italian 20-something living and dreaming in London. Literature geek, film fanatic, social media enthusiast and incurable feminist.