Maggie in Londonland: Cambi di stagione

Maggie in Londonland: Cambi di stagione

Aneddoti in ordine sparso di un’italiana a Londra.

Maggie in Londonland‘Ormai deve essere alla frutta. Le stagioni? Tipo tema delle elementari? Ma che, davero?’, ecco cosa starete pensando. E io rispondo: ‘Eh sì, davero’! Se c’è una cosa che fa parte del DNA, della quinta essenza, dello spirito inglese più di qualunque altra è proprio l’ossessione per le stagioni e per i cambiamenti climatici che queste comportano. Da Richmond a Dagenham, da Finchley a Clapham, londinesi nativi o d’adozione sono ossessionati dal tempo.

Prendiamo una tipica conversazione tra la ragazza che, sulla via per l’ufficio, si ferma ad uno di quei paradisi hipster col caffè buono per uno skinny- cappuccino-take-away-no-chocolate-on-top e il barista intento a montare il latte:

– Come va oggi? Tutto a posto?
– Non troppo male, dai. Sono solo un po’ stanca, ma per fortuna è venerdì.
– Piani per il weekend?
– No, ancora no. Però mi hanno detto che dovrebbe essere una bella giornata domani. Si potrebbero addirittura toccare i 15 °C!
– Ma no, davvero? Fantastico! Finalmente un po’ di tempo primaverile! Non come oggi…
– Eh già, oggi fa proprio freddo. Sta anche iniziando a piovigginare.
– Già, terribile. Comunque, ecco il tuo cappuccino.
– Grazie mille.
– A te! Buona giornata

‘Na palla, dite? Forse, ma sempre meglio di un silenzio imbarazzante. I commenti sul tempo, per quanto apparentemente banali, hanno una serie di vantaggi da non sottovalutare: eliminano completamente l’ansia sociale di dover pensare a qualcosa di ‘personalizzato’ da dire a ciascuna persona che si incontra, ma allo stesso tempo – data la variabilità e imprevedibilità del clima londinese – non diventano mai troppo monotoni. Socialmente, una formula infallibile: sforzo minimo, resa massima.

Che poi, a pensarci bene, questa ossessione continua, questa attenzione anticipatoria al limite del paranoico è dettata dal fatto che le stagioni inglesi sono tutte incasinate. Per una donzella cresciuta nell’Europa continentale come la sottoscritta, abituarsi a questa roulette meteorologica non è stato facile. In breve, ecco cosa ho imparato:

  • Inverno: senza dubbio è la stagione più lunga dell’anno. Inizia a inizio ottobre e si protrae, quando si è fortunati, fino all’inizio di aprile. Le temperature sono infaustamente rigide, e quel vento freddo che ti entra nelle ossa potrebbe far lacrimare anche una statua di marmo. Le ore di luce sono sempre troppo poche, ma è sbagliato pensare che l’inverno londinese sia esageratamente bagnato. Piogge e pioggerelle non si fanno certo desiderare, ma le giornate gelidamente limpide sono altrettanto una possibilità. Quello che non manca mai, in ogni caso, è il grigiume diffuso.
  • Primavera/Autunno: no, non sto per esordire con la banalità che non ci sono più le mezze stagioni (ops! L’ho appena fatto!), ma con la considerazione che primavera e autunno, a Londra, hanno svariati elementi in comune. Se non fosse per il colore delle foglie e per quello delle giacche a vento, le due stagioni di mezzo formerebbero un amalgama piuttosto omogeneo. Da aprile ad agosto sembra primavera, da agosto a ottobre pare autunno. Ma poi può capitare che un giorno di maggio sia più freddo e umido di uno di inizio novembre. E magari, così dal nulla, un giorno di settembre decide di fare il brillante, manco appartenesse all’inizio di giugno. Così, tanto per tenere vivo l’interesse…
    In ogni caso c’è una cosa che, durante questa specie di macro stagione, non manca mai: acqua, dal cielo, frequente e copiosa.
  • Estate: sarebbe sbagliato dire che l’estate a Londra non esiste. Esiste eccome, ma è capricciosa. Magari arriva per una settimana a fine maggio, e poi scompare. Quando ormai avevi perso tutte le speranze, eccola ricomparire per un 10 giorni a metà luglio. Inizi ad illuderti che sia arrivata per rimanere, e puff! Scomparsa di nuovo. Magari, la volta dopo si ripresenta in versione ‘heat wave’, causando svenimenti nella tube e sconvenienti sfoggi di carne bianchiccia e molliccia da parte della popolazione cittadina, che improvvisamente si riversa su qualunque superficie erbacea della metropoli. E quando stavi iniziando ad abituarti ad una normale assunzione di vitamina D, ecco che l’estate sparisce di nuovo, per non tornare mai più… almeno per altri 9 mesi!

P.S. Buon primo giorno di pseudoprimavera a tutti! E un GRAZIE di cuore a Ludo Cirils per il mio nuovo logo 🙂

Italian 20-something living and dreaming in London. Literature geek, film fanatic, social media enthusiast and incurable feminist.