I viaggi che mi hanno cambiato la vita

I viaggi che mi hanno cambiato la vita

Si dice spesso (e anch’io su questa pagina l’ho scritto più volte) che viaggiare è l’unica cosa comprabile che ti rende più ricco. Personalmente, sono convinta che la maggior parte delle mie conoscenze derivi da esperienze avute durante tour estivi, vacanze natalizie, weekend fuori porta. Ogni viaggio, a patto di essere ben predisposti, lascia un marchio speciale che ci porteremo con noi per tutta la vita. Ci sono alcune destinazioni, tuttavia, che riescono a fare breccia più di altre, che ci cambiano per sempre.

I viaggi che mi hanno cambiato la vita

Io ho avuto la fortuna di viaggiare molto, sin da piccolissima. Nonostante questa fortuna, ancora non posso dire di aver visto che una minima parte dei luoghi che bisognerebbe visitare o in cui mi piacerebbe andare. Detto ciò, ho accumulato alcune esperienze che, almeno dal mio punto di vista, vale la pena raccontare. Questi sono i viaggi che hanno cambiato la mia vita.

Israele-Palestina
Un piccolo viaggio di quattro giorni che sicuramente merita di rientrare nelle esperienze più incredibili che io abbia vissuto. Immagino che, per chiunque ci sia stato, il passaggio alla dogana tra Israele e Palestina rimanga uno dei ricordi più forti. A parte questo, il contrasto tra due mondi così vicini e così diversi, il clima militare, la presenza di così tante religioni e culture non può che colpire la curiosità e scatenare tantissime domande. L’insegnamento più grande che ho tratto da Israele e Palestina è che, veramente, non sappiamo nulla.

Bahamas
Per quanto mare, Pina colada e surf possano essere piacevoli, non posso proprio dire che abbiano cambiato la mia vita. Ma il mio viaggio alle Bahamas è stato particolare per altri motivi. Avete presente quando dicono “Non andare ai Caraibi in agosto?”. Io sono andata ai Caraibi in agosto e da quel momento la mia voce si è unita a quel coro che sconsiglia ai turisti che vogliano godere del sole tropicale la stagione estiva. Quando sono andata alle Bahamas era l’agosto del 2005, una data di cui non molti si ricordano. Molti, invece, si ricordano di Katrina, quell’uragano che avrebbe poi distrutto New Orleans e affossato il governo in carica. Per fortuna, quando Katrina è passata d Grand Bahamas quell’agosto era ancora piccola e innocua, ma non dimenticherò mai l’acqua che arrivava alle ginocchia, i camerieri che spazzavano in continuazione e senza alcun risultato, sedie di plastica al vento, palme sradicate e granchietti che si rifugiavano tra i nostri teli mare.

Cina
Chiunque mi conosca, e probabilmente anche chi ha letto qualche mio articolo si Angry Italian, non ne può più. Basta parlare di Cina! Eppure non potevo non includerla anche in questa pagina. La cosa buffa è che se qualcuno mi avesse chiesto cinque anni fa dove mi sarebbe piaciuto viaggiare, avrei risposto dovunque, tranne la Cina. E poi è arrivata l’ossessione.

Il motivo vero per cui andare in Cina mi ha cambiato la vita è che è stato un po’ come andare su un pianeta diverso: un mondo nuovo da scoprire, di cui pensiamo di sapere qualcosa ma in realtà ignoriamo tutto, così simile e così diverso allo stesso tempo.

New York

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New York rappresenta per me un paradigma. Tante volte, con amici amanti viaggiatori come me, mi ritrovo a discutere sul perché una città mi affascina più di un’altra. È sempre stato difficile rispondere a questo quesito, finché non è venuto fuori il “paradigma di New York”. Tutto sommato, New York potrebbe essere una città come tante altre. E invece, è considerata, a ragione, una delle città più incredibili al mondo. Perché? Non sarà certo l’Empire State Building o la 5th a renderla tanto celebrata. È qualcosa che è difficile da spiegare ma estremamente evidente. È l’energia, la gente, la capacità di ispirare, l’aria che si respira a rendere New York una delle città più grandiose sul pianeta.