Ecco perché vivere in Asia ti cambia la vita

Ecco perché vivere in Asia ti cambia la vita

In genere, quando dico che ho passato cinque mesi in Cina, la gente sgrana gli occhi stupita. E rimane scioccata quando dico che Shanghai è una città meravigliosa e che adorerei vivere da quella parte del mondo. Sembra impossibile pensare che una persona possa vivere in un luogo che non sia Europa o Stati Uniti.

La verità è che tutti siamo vittime di una visione estremamente distorta del resto del mondo. O meglio, non abbiamo un’idea precisa di come il resto del mondo sia effettivamente, e ci ritroviamo a esprimere giudizi sulla base di notizie pubblicate, vaghi racconti di viaggi e un mare di pregiudizi che, volenti o nolenti, si creano nella nostra testa.
Purtroppo, per quanto si possa cercare di capire e studiare l’Asia, non la si può comprendere fino a quando non ci si mette piede. E anche dopo una permanenza relativamente prolungata, non si arriva a una vera conoscenza di quel mondo, tanto complesso e così poco riconosciuto come tale, ma semmai si conquista la consapevolezza di dover imparare ancora molto.

Per diversi motivi, l’idea di andare a studiare o a lavorare in Asia non è molto popolare in Occidente. L’Oriente spaventa per la sua diversità: una distanza culturale che può sembrare a molti incolmabile. Eppure, vivere nel continente più grande del mondo è un’esperienza che regala tantissimo.

Il sogno asiatico
Il sogno americano si è spostato ad ovest. Dalle prime colonie è emigrato verso il West, ha attraversato il Pacifico e si è ritrovato in Estremo Oriente.
Molti dicono “la Cina è il futuro”. Errore: la Cina è il presente. E faremmo bene a rendercene conto prima che sia troppo tardi. Sicuramente è un paese ricco di contrasti e con ancora tanta strada da fare. Ma questa strada la sta percorrendo a velocità incredibile. Shanghai, centro economico e finanziario della Cina, è l’esempio più incredibile di questa crescita. Lo si percepisce da molte cose: dalla quantità di grattacieli in costruzione, dai vestiti griffati degli imprenditori (molti dei quali donne), dall’imprenditorialità di tutti (persino del venditore di noodles che per strada, mentre fa saltare i chao mian, ti fa vedere il suo nuovo libro sul mercato azionario), le tecnologie futuristiche, la dedizione degli studenti. È un genere di slancio verso il futuro che non ho mai percepito in nessun altro paese, nemmeno adesso che vivo a Washington, capitale della politica del mondo.
E la Cina è solo uno degli esempi di paesi che stanno sgomitando per conquistarsi un posto tra le potenze del mondo: alcune punte di diamante consolidate da tempo, come Hong Kong, le città del Giappone e Singapore, e altre metropoli sulla via del successo come Bangkok, Mumbai, Seoul, persino Kuala Lumpur.

Lo skyline di Shangai

Lo skyline di Shangai

La legge della domanda e dell’offerta
Come dicevamo prima, gli occidentali che hanno passato un po’ di tempo in Asia sono proprio pochi. E la richiesta di persone che conoscono questa realtà è alta. Per questo motivo un’esperienza di questo tipo vi rende merce rara e preziosa. È un’esperienza che vi dà accesso a una serie di conoscenze e abilità invidiabili.
Una cosa è vera sugli asiatici: sono molto diversi da noi. Questo non vuol dire niente se non che il mondo a Oriente funziona inevitabilmente in modo diverso rispetto a quanto ci potremmo aspettare. Molti di noi, quando si ritrovano davanti a questa diversità, non la accettano. O meglio, questa viene vista come un deficit nei confronti dei paesi occidentali. Mi spiego meglio: una reazione che molti hanno nei confronti dei cinesi una volta arrivati in Cina è una reazione di indignazione per il fatto che la quasi totalità della gente non parla l’inglese. Non solo non capisce l’inglese, ma cerca pure di parlarti in cinese. Ma chi ha deciso che l’inglese debba essere la lingua parlata da tutti? Noi ci aspettiamo che in ogni parte del mondo valgano gli assunti del nostro mondo.
L’esposizione al mondo asiatico ti dà la possibilità di comprendere quanto ciò che noi consideriamo l’assoluta verità sia in realtà incredibilmente relativo.
Il solo fatto di sapere che una strada alternativa a quella tracciata dall’Occidente esiste costituisce un’importante conoscenza per il mondo complesso in cui viviamo e ci dà la possibilità di un migliore approccio nei confronti del resto del mondo.

Bancarelle e ristoranti per strada a Kuala Lumpur.

Bancarelle e ristoranti per strada a Kuala Lumpur.

La scoperta di se stessi
Quello in Asia è un viaggio all’ennesima potenza. Vi mette in difficoltà, vi cambia, vi fa diventare chi siete veramente. È molto difficile da spiegare a parole, ma un’esperienza di questo tipo provoca un fortissimo impatto di cui ci si rende conto solo dopo essere tornati.
È un mondo che vi mette in grande difficoltà, che vi costringe ad attingere a risorse che non sapevate di avere. È un genere di cose che si imparano quando, nel mezzo del nulla nella campagna intorno a Pechino, ti ritrovi a chiedere indicazioni (in cinese ovviamente) per la Grande Muraglia.
Ed è un viaggio perché inevitabilmente entri a contatto con una cultura talmente diversa e ricca che non può far altro che insediarsi dentro di te. È una cultura che ti entra nell’anima poco alla volta, con alti e bassi, con momenti in cui la adori e altri in cui non riesci proprio a sopportarla.
Un viaggio in Asia è il momento in cui definisci, anche per esclusione, chi sei veramente. È un’esperienza che ti sconvolge, che ti porta in un luogo metaforico molto scomodo. Ma, a pensarci bene, le cose meravigliose della nostra vita non accadono quando siamo comodi.

Non sono sicura, in questo articolo, di essere riuscita ad esprimere in modo comprensibile quanto la mia esperienza in Asia mi abbia arricchito e riempito l’anima. È un continente difficile, complesso, ma allo stesso tempo accessibile, se solo ci si sforza di accettare un punto di vista diverso dal nostro. È un continente in cui sono stata, in cui ritornerò a brevissimo e in cui consiglierei a tutti di vivere.

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