Smartwatch: ci siamo dimenticati del Pebble?

Smartwatch: ci siamo dimenticati del Pebble?

Buonasera italiani arrabbiati e benvenuti ad Angry Tech. Ricordate l’articolo scritto dal mio collega sull’utilità o meno degli smartwatch? Ha scatenato una discussione tra me e lui riguardo all’esclusione di quello che, a mio parere, è l’unico smartwatch che vale la pena prendere.

Già, perché si ci si è “dimenticati” di Pebble, quel ciottolo americano che vibra sui polsi da ben prima che Apple solo pensasse di produrre un “orologio intelligente”. In particolare parleremo di quello che campeggia sul mio polso da un anno a questa parte: quel Pebble Steel tanto sconosciuto quanto discreto ed elegante da poter essere tranquillamente messo in occasioni importanti senza dare nell’occhio per la sua fattura plasticosa o giocattolosa, essendo infatti in acciaio con possibilità di cinturino sia in acciaio che in pelle. Alla mia accusa di dimenticanza, Andrea ha liquidato con un “Beh, Pebble è più un notificatore che uno smartwatch“.

Forse è vero, non ha molte funzioni che gli smartwatch attuali hanno (molto carente ad esempio è il comparto fitness, comparto molto in voga al momento nonché core business di tutti gli wearable della serie Samsung), ma bistrattarlo a questo modo mi è parso fuori luogo; così ho deciso di dedicare questo spazio tecnologico alla recensione di questo orologio, che non reputo più intelligente degli altri, solo più focalizzato su aspetti che a me interessano e sui quali gli altri non mi soddisfacevano appieno. Vediamo quali sono. Pebble Steel è in vendita sul sito ufficiale al prezzo di 179,99 €. Premessa: non è l’ultimo nato in casa Pebble, da aprile infatti Pebble Time Steel ha sostituito il modello precedente, con un design a mio parere meno sobrio e più giocattoloso, che si rifa ad un altro target di pubblico. Il prezzo (invariato da ottobre scorso a causa del cambio euro dollaro sceso) è indubbiamente allettante, visto ache quello che ha da offrire. Partirei subito con quelli che sono i punti di forza del Pebble Steel:

140106b10.steel_sl_qtr_zoom

1) Compatibilità da sempre sia con terminali iOs sia con terminali Android (compresi quelli che montano ROM “cucinate” quali la famosa Cyanogen). Primo punto, fondamentale. Se mai mi venisse voglia di ritornare ad iOs o lavorassi in un’azienda dove mi venisse dato un iPhone aziendale, non dovrei per forza cambiare il mio smartwatch per problemi di compatibilità. Non tutti ci pensano perché il mondo della telefonia è spesso caratterizzato da “fan”: un Apple fan punterebbe su Apple Watch perché mai prenderebbe in considerazione il fatto di poter passare ad Android, stesso discorso dicasi per il viceversa. Pebble da questo punto di vista è l’unica che da subito ha pensato ad un’utenza più variegata.

2) Non ha il touch screen. E qua direte “quale sarà questo gran vantaggio?” Ebbene qua il vantaggio c’è ed è notevole, forse non tutti i lettori saranno appassionati di montagna e di sci, ma il sottoscritto si è divertito per anni a far gare e ancora ora si diletta come un bambino sulle piste innevate ogni qual volta gli si presenti l’occasione. Provate ad usare un orologio touch screen a -20°C in mezzo alla bufera? Dovete per forza togliere i guanti, operazione scomoda oltre che poco piacevole. Lo stesso dicasi per quelle giornate cittadine dove il freddo punge e le circostanze ci costringono a passare lungo tempo all’aperto. Sento il telefono in tasca? Guardo l’orologio, vedo se è una cosa urgente, se è il caso tolgo i guanti tiro fuori il telefono e rispondo (ma se ho l’auricolare nelle orecchie nemmeno tolgo i guanti), se è una notifica non urgente lascio tutto com’è e me ne occupo quando sono al caldo, se è una chiamata a cui posso rispondere dopo posso anche riattaccare e spedire un messaggio preimpostato (purtroppo solo in inglese) direttamente dai tasti a lato dello schermo, senza togliere i guanti. Impensabile con un qualunque altro smartwatch.

3) Ha uno schermo e-ink. Quello del Kindle e degli altri E-book readers, per intenderci. Questo aspetto racchiude in sé un duplice vantaggio: la visibilità al sole è garantita in ogni situazione e la batteria arriva a durare anche cinque giorni di utilizzo continuato, vi assicuro che non è da tutti gli smartwatch.

Le funzioni del Pebble, benché non complete come quelle dei concorrenti, sono sufficienti a chi cerca uno smartwatch senza fronzoli che faccia il compitino: si possono leggere i messaggi, vedere notifiche di apps, vedere chi ci sta chiamando, interagire con messaggi e chiamate, scaricare qualche piccola app di meteo o qualche programmino di fitness veramente basilare, indietro rispetto a quelli dei competitors, ma perché questo non è il business di Pebble. Detto questo, è un prodotto che consiglio a tutti, senza fronzoli, senza troppe cose inutili, che fa il suo dovere più che egregiamente. Giustizia è fatta su Angry Italian, ora anche Pebble ha avuto lo spazio che meritava.