Giampiero Ventura prossimo Ct: 4 motivi per cui è la scelta sbagliata

Giampiero Ventura prossimo Ct: 4 motivi per cui è la scelta sbagliata

L’erede di Antonio Conte sulla panchina della Nazionale di calcio sarà Giampiero Ventura. L’ex tecnico del Toro ha firmato un contratto che lo legherà agli Azzurri per due anni. Obiettivo: il Mondiale russo del 2018. Personalmente sono rimasto stupito e anche abbastanza deluso da questa scelta. Non perché Ventura non mi piaccia – penso sia un ottimo allenatore per certe squadre della nostra Serie A – semplicemente non lo considero l’uomo giusto per sedere sulla panchina dell’Italia, soprattutto in questo momento.

Ecco le mie perplessità in 4 punti.

1. Una Nazionale in transizione
Quella che Ventura erediterà da Conte sarà una Nazionale in una fase assai incerta della sua gloriosa storia. Inutile negarlo: l’Italia calcistica sta vivendo un periodo di delicatissima transizione. Ci troviamo dinanzi ad un bivio: o si comincia a costruire una squadra ricca di talento capace di ridare spolvero alle gesta dei grandi campioni italiani del passato, oppure si finisce nell’oblio. Per non dire nel ridicolo.

Spiace per Ventura, ma francamente questo per lui sarebbe il momento di andare in pensione, non di cominciare l’incarico più importante della sua carriera.

Il prossimo Ct italiano avrà quindi davanti un compito ingrato. Da un lato puntare su quei pochi giovani promettenti che il nostro (vecchio) campionato è in grado di offrire; dall’altro mantenere dritta la barra dei risultati e cercare di regalare fin da subito qualche soddisfazione agli italiani. Ora possiamo dirlo: Conte si è dimostrato un maestro nell’impresa di dare vita a un gruppo, prima che ad una grande squadra, potendo contare su un gruppo di giocatori normali. Se l’Italia è potuta andare così avanti all’Europeo, sfiorando la (meritata) semifinale, gran parte del merito va al prossimo tecnico del Chelsea.

Per questi motivi, all’Italia servirebbe un allenatore moderno, innovatore, che conosca i giovani su cui puntare per il futuro. Ventura, per quanto sia un tecnico intelligente e preparato, non mi sembra abbia nessuna di quelle caratteristiche.

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2. Catenaccio e contropiede?
Secondo qualcuno le squadre di Ventura giocherebbero bene a calcio. Sarà, ma se dovessi descrivere lo stile di gioco predicato dall’attuale tecnico del Torino, parlerei semplicemente di catenaccio e contropiede. Oppure, volendo essere meno rigidi, di difesa solida e attacco rapido a colpire sui ribaltamenti di fronte. Quindi l’Italia di Ventura, altro fedelissimo del 3-5-2 alla Conte, non potrebbe sfatare la (pessima) fama di cui gode il nostro calcio fuori dai confini della penisola. Ventura si porterebbe in azzurro Benassi, da piazzare in mediana, per poi colpire in contropiede con la coppia granata Belotti-Immobile? Agghiaggiande, come direbbe qualcuno. Ma forse sempre meglio del duo Zaza-Pellè…

A differenza di Conte, Ventura non si è mai seduto su una panchina di primo livello.

3. Largo ai giovani
Da Tavecchio difficilmente ci si poteva aspettare un nome nuovo per il ruolo di prossimo Ct. Il presidente-geronte della Figc non si è smentito, scegliendo un dinosauro come uomo del futuro azzurro. Un paradosso evidente, se si pensa che Giampiero Ventura è sempre più vicino alla soglia dei 70 anni, età in cui anche il professionista più capace comincia a perdere colpi. Spiace per Ventura, ma francamente questo per lui sarebbe il momento di andare in pensione, non di cominciare l’incarico più importante della propria carriera.

Per fare un paragone con le altre maggiori nazionali europee, solo l’Inghilterra starebbe al nostro passo in quanto a tenici-dinosauri: Roy Hodgson, coi suoi 68 anni eguaglierebbe il nostro GV; mentre il navigatissimo Del Bosque (Spagna) si ferma alla “giovane” età di 65. D’altronde si sa, in Italia l'”esperienza” conta più di qualsiasi altra cosa. Non è un paese per giovani, neanche quando si parla di Ct.

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4. Esperienza internazionale
Arriviamo al punto più dolente della questione. Giampiero Ventura non ha l’esperienza necessaria per fare il Ct. Nella sua lunga carriera ha allenato club di tutte le parti d’Italia: dal Pisa alla Sampdoria, passando per Cagliari, Venezia, Udinese, fino al Torino. Ha lavorato anche a Napoli, ma solo quando il club partenopeo si trovava nella terza serie, dopo la rifondazione. Tuttavia, a differenza di Conte, Ventura non si è mai seduto su una panchina di primo livello. Certo il Toro è un club storico, ma in quanto a pressione mediatica e fame di vittorie non può essere paragonato ai cugini juventini.

Infine, visto che di Nazionale si parla, bisogna affrontare il tema della conoscenza del calcio internazionale. Anche da questo punto di vista Ventura non sembra avere il giusto pedigree. Mi chiedo: come può un allenatore, per quanto esperto possa essere, misurarsi con realtà che non ha mai affrontato nella sua carriera, tutta passata tra i confini della penisola? Un conto è preparare una partita come Torino-Lazio, con tutto il rispetto, un altro un’Italia-Germania.

In bocca al lupo a Ventura, ma secondo me non è lui l’uomo giusto per guidare la nostra Nazionale.