Antonio Conte fra passato e futuro

Antonio Conte fra passato e futuro

Era il 15 luglio del 2014: stavo finendo il mio turno di lavoro in un ristorante, quando, guardando il telefono, ebbi una brutta sensazione. Un amico mi chiedeva se già avessi saputo, un altro mi diceva di prepararmi, il mio cervello era già dell’idea che una notizia tragica, un lutto di qualcuno di importante nella mia vita, mi aspettava. E invece no. Un terzo amico mi aveva inviato un messaggio e allora capii: Antonio Conte, simbolo della rinascita bianconera, leader nella vittoria di tre scudetti consecutivi (con il raggiungimento di 102 punti nell’ultima stagione), e uomo-immagine per tutti i tifosi della Juventus, avrebbe lasciato il club.

A peggiorare la situazione di questo fulmine a ciel sereno per i tifosi bianconeri era il calendario: la squadra si era appena ritrovata a Vinovo dopo le vacanze, ed il ritiro estivo stava iniziando. Conte era nervoso, principalmente per il fatto che le scelte di mercato non lo soddisfacevano del tutto. Così si materializzò l’addio. Per sostituire il mister pluripremiato fu scelto Massimiliano Allegri, accolto con una delle peggiori reazioni da parte della tifoseria bianconera. Nonostante quel malumore iniziale, il toscano è riuscito a far passare in fretta ai tifosi la nostalgia per Conte, grazie soprattutto a un cammino magico in Champions League. Oggi Antonio Conte torna in mente ai tifosi della Juve solo quando ci sono le partite degli Azzurri. Ma in queste settimane c’è un’eccezione: i media parlano con insistenza del suo approdo al Chelsea a partire dalla prossima stagione.

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Futuro in Blues
Con il contratto la FIGC in scadenza quest’estate, una volta terminato il campionato europeo in Francia – a prescindere dal risultato -, molto probabilmente Antonio Conte lascerà l’Italia e la sua nazionale. Come allenatore lo conosciamo bene: avendo catturato spesso le prime pagine dei giornali quando era alla Juventus, è abbastanza chiaro che Conte viva intensamente il suo lavoro giorno dopo giorno, cosa che il ruolo di commissario tecnico non gli permette di fare. Per questo motivo, insieme alla voglia di mettersi alla prova fuori dal nostro paese – e perché no, un ottimo stipendio -, Conte vuole tornare ad essere l’allenatore di un club. Il Chelsea, in questo caso.

Dopo il fallimento di José Mourinho e l’attuale transizione guidata da Guus Hiddink, sembra che patron Abramovich voglia portare l’attuale ct sulla panchina dei Blues. In qualche modo, Antonio Conte può essere paragonato allo stile vincente di Mourinho: posizionamento di tutta la tensione su di lui, evitando che la squadra subisca troppa pressione; sfruttamento di una difesa fortissima e di un tatticismo avanzato; stile da vincente, alimentato dalle vittorie figlie di tanto sudore e tanta passione. Tutte queste caratteristiche rappresentano il bagaglio che Conte porterebbe con sé a Londra, con l’obiettivo di riportare i Blues ai piani alti, dove erano abituati a stare fino alla scorsa stagione. Per questi motivi, e forse per il buon passato degli italiani a Stamford Bridge (l’ultimo allenatore italiano sulla panchina, Roberto Di Matteo, vinse la Champions League), il club di Londra sarebbe pronto a firmare un contratto molto ricco con il salentino più famoso del calcio.

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Rischi
Stando alle parole di un giornalista dell’Independent, ci sono altrettanti rischi che potrebbero essere conseguenze della firma di Conte. Partendo dalle basi della comunicazione umana, potrebbe esserci il problema della lingua: la conoscenza attuale dell’inglese che possiede Conte potrebbe rappresentare un limite per il suo operato a Londra. Inoltre, la mancanza di risultati vincenti in Europa potrebbe rappresentare un gap con quello che la società di Abramovich esige dai propri allenatori. Forse, questa estate, Conte potrebbe rivalutarsi in campo continentale grazie ai risultati degli Azzurri, ma fino ad oggi, i due anni in Champions League ed Europa League alla guida della Juventus non hanno lasciato bei ricordi sul suo curriculum.

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Colonia bianconera 
Se questa firma dovesse andare in porto, il Chelsea troverebbe senza dubbio un nuovo gruppo di tifosi pronti a sostenere i Blues. La tifoseria bianconera si è infatti divisa da quando Antonio Conte ha lasciato la Juventus: se una metà dei supporter non ha accettato il suo gesto, definendolo un comportamento da mercenario, l’altra metà ha conservato i sentimenti che provava per lui. Questi ultimi provano ancora una stima indissolubile per il condottiero-Conte, la cui energia e grinta portarono a risultati straordinari per il club bianconero. Così tanti tifosi bianconeri potrebbero di colpo cominciare a simpatizzare per il Chelsea, fino a sperare nella sua vittoria della Champions League, qualora – sia chiaro – la Juventus dovesse essere eliminata.

Questi sentimenti sarebbero influenzati ancor di più se Abramovich dovesse soddisfare i desideri di Conte. Si parla infatti di una potenziale offerta con provenienza da Londra per portare oltremanica Paul Pogba e Leonardo Bonucci. L’offerta per entrambi? 150 milioni di euro, a cui Agnelli e Marotta farebbero fatica a dire di no. Nonostante la mia speranza che questa fantastica coppia rimanga a Torino, devo ammettere che con Conte e questi due giocatori il Chelsea farebbe senza dubbio un salto di qualità. Oltre a guadagnarsi molti simpatizzanti in più nella penisola, fra cui il sottoscritto.