"L'Angolo del Wankel": che ne sarà della nostra passione?

“L’Angolo del Wankel”: che ne sarà della nostra passione?

Ben ritrovati su “L’Angolo del Wankel”!

Abbiamo (ho) avuto una lunga pausa della rubrica, chiedo venia a tutti quelli coi pistoni in testa (meglio i rotori).

Il motivo del lungo digiuno risiede nel fatto che mi sono trasferito due mesi a Kampala (Uganda) per lavoro, ed è stato difficile combinare le cose. Ho in progetto però un pezzo davvero interessante riguardante il mondo dell’auto in Africa, ne discuteremo nelle prossime settimane.

Oggi invece vorrei parlarvi di qualcosa che ci tocca nel profondo, a cui tutti abbiamo pensato recentemente.

Cosa ne sarà del mondo delle auto sportive? In un futuro fatto di energie rinnovabili e tecnologia, ci sarà spazio per la nostra passione? 

Se durante la mia gioventù la preoccupazione dei fan era rivolta ai controlli elettronici sulle auto, ora il panorama sembra certamente più tetro: abbiamo vetture che non emettono rumori, che non rilasciano odori, non ti sfidano né ti danno emozioni.

La sportiva ha bisogno del tuo cuore per muoversi, all’auto di Google non fa differenza che tu sia o no a bordo.

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Eppure, il pianeta ha bisogno di questo. Parliamoci chiaro, con i livelli di inquinamento e sfruttamento delle risorse attuali lo sfascio totale sarebbe questione di poche, pochissime generazioni. Bisogna fare qualcosa, ed è giusto e sacrosanto che si provi a migliorare la situazione, con ogni tecnologia possibile e anche a costo di perdere definitivamente il nostro hobby (di cui tra l’altro al resto del globo non interessa).

Date tutte le premesse, non la vedo così grigia in fondo (per i prossimi 70-100 anni, poi chissà..alle future generazioni non interesserà il tema forse): di seguito vi riporto quello che mi aspetto dal futuro, vi prego ditemi la vostra nei commenti per aprire il come sempre interessante dibattito.

A mio parere, le innovazioni future cambieranno totalmente il trasporto quotidiano su gomma (sempre che resti su gomma); il 95% delle auto sarà di “nuovo” tipo, ed in giro non vedremo più la stragrande maggioranza delle macchine. E fin qua tutto bene, chi ha bisogno di avere lente vetture senza anima incolonnate e fumanti? Inoltre, il culto sportivo non tramonterà: le vetture sportive “civilizzate” spariranno dalla scena (versioni sport, gti, opc, type-R etc), e resterà un settore di nicchia per gli appassionati fatto di auto senza compromessi.

Qui si aprono dinamiche interessanti, che dipendono da due variabili fondamentali: il petrolio e l’asfalto. Sicuramente a causa della scarsa domanda diverrà molto costoso estrarre l’oro nero, ed è probabile che ciò trasformi l’automobilismo sportivo in qualcosa di davvero elitario. Inoltre, se l’asfalto non sarà più necessario per i nuovi veicoli (magari in un futuro più remoto), sarà difficile muoversi in giro con la stessa facilità di oggi. L’ asfalto ha bisogno di manutenzione, la manutenzione costa cara. Dove andranno quindi gli appassionati del 2050? Ma nei circuiti, è chiaro! L’unico caso nel quale mantenere l’asfalto in ordine possa avere un senso, in cui qualcuno sia disposto a pagare.

L’auto sportiva del (nel) futuro correrà solo in pista.

Entrambi i fattori suggeriscono che la nostra passione potrebbe diventare cosa per pochi. Questo significa che molti, moltissimi modelli del passato e del nostro presente scompariranno completamente, e solo un limitato numero di auto acquisirà un grande valore e riconoscimento. Pensate se solamente 2.000.000 di persone al Mondo potessero permettersi di divertirsi al volante, chi investirebbe mai sulla GTI 40th Anniversary, l’Alfa Brera o la Corsa OPC? Spero nessuno, sono altre le auto da salvare, ma se così fosse il futuro sarebbe in mano al cattivo gusto. Quindi, se state pensando ad un investimento a lunghissimo periodo, io penso che valga la pena puntare sulle vetture straordinarie, o grandissimi classici. Le vie di mezzo non reggeranno l’urto.

Chi portereste voi sull’Arca?

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Dal punto di vista dei produttori, questi si specializzeranno nelle nuove tecnologie, alcuni sicuramente falliranno. Pochissimi invece continueranno a produrre vetture per gli appassionati. Probabilmente Ferrari, Porsche, chissà magari anche Lotus..ma saranno davvero pochi e molto ridimensionati nei numeri.

Arrivati a questa situazione, il mezzo di trasporto quotidiano e l’auto come la intendiamo oggi non saranno più nemmeno lontani parenti, e a nessuno verrà in mente di usare la seconda come prima. In tal caso, la rincorsa tecnologica del Mondo dell’auto subirebbe un grande stop, non essendo più necessario cercare di aggiornarsi e modificarsi per diventare ciò che non si è (sicuri/ecologici).

Penso quindi che per l’auto sportiva il tempo si fermerà, andrà indietro se possibile. Anche i produttori futuri offriranno soluzioni per soli appassionati, fatte di rumori, odori, emozioni. Ogni sistema elettronico di assistenza, ogni diavoleria tecnologica scomparirà dalle auto, e resterà solo il cuore del pilota, come un tempo.

Diventerà elitario, sarà in gabbia, ma  la il Mondo l’auto sportiva resterà cristallizzato e perfetto.

Angry dottorato in economia applicata, vivo e lavoro a Londra. Scrivo e dirigo Angry Italian perché penso che sia una grande opportunità per confrontare le proprie idee con gli altri, ed un importante mezzo per far sì che qualunque ragazzo in gamba e con la passione per la scrittura possa dire la sua!