L’angolo del Wankel: Vol.1: Mazda RX-8

L’angolo del Wankel: Vol.1: Mazda RX-8

Oggi è Domenica. Di questi tempi è la Domenica del ritorno di Vale46 e del Mercedes GP (Grande Palla). Ma soprattutto, è la Domenica dell’Angolo del Wankel!

Come scritto nel primo pezzo, “in questa rubrica parleremo di auto piene di difetti, con evidenti problemi di progettazione, in alcuni casi di auto comprate da 6 persone”. In questa Domenica estiva, vi immagino sul ciglio della strada, con le mani sporche d’olio e la spider fumante, mentre per l’ennesima volta chiamate il meccanico: “Si, si sono fermo! Si senti ascolta, i nuovi tromboncini sono una meraviglia! Che goduria! Si, si ti aspetto qui non scappo!”

Oggi voglio proprio parlarvi di una di queste auto. Un’auto che è stata protagonista degli anni 2000, e che in qualche modo da li nome a questa rubrica. E con la quale, in qualche modo, posso presentarmi a voi in maniera motoristica, lasciando le manfrine e belle parole al pezzo precedente.

Correva l’anno 2003, e il giovane Lorenzo, sulla tazza del cesso (si, i giornali d’auto si tengono in bagno) sognava la rinascita delle auto sportive “giappo”: infatti, mentre Impreza e Lancer continuavano a sfidarsi senza esclusione di colpi, altri modelli sportivi giapponesi erano spariti dal mercato.

Quell’estate invece, queste due birbanti erano pronte a sfidare le coupè europee per la conquista del Trono di  Scarichi:

350z_rx-8

Ai tempi, da buon subarista pensavo che contro il 2.0 turbo boxer queste due pivelle non potessero combinare nulla. E dal punto di vista dei meri numeri, in effetti era vero. Nonostante il mio giudizio da tifoso, negli anni queste due auto si sono guadagnate davvero tanti consensi, per originalità, guida e soluzioni tecniche.

La 350z con un’impostazione più da Gran Turismo, pesante ma con quel v6 dal timbro profondo. La Mazda, più leggera, con quelle strane porte a libro e quell’arma segreta sotto al cofano. Entrambe a trazione rigorosamente posteriore, si sono date battaglia per anni, incontrando sulla loro strada molti estimatori. Tra questi, il sottoscritto: quella in copertina è la mia bestiola, in una rarissima giornata di sole inglese.

A prima vista, o la si ama o la si odia. In Mazda hanno fatto una coupè a quattro porte, con apertura a libro, con un intersecarsi di triangoli e cerchi. “Smarmella tutto, a cazzo di cane!” (cit.). Devo dire che a me attizza però, soprattutto a distanza di 13 anni.

I sedili sono comodissimi, l’impianto Bose pazzesco, il bag..WILD CARD! Questi aspetti sono assolutamente banditi da questa rubrica, anzi d’ora in avanti verranno presi come difetti. Dicevo, i sedili sono schifosamente comodi, il produttore di rumori troppo chiassoso e nel bagagliaio non hanno manco messo uno Stig d’emergenza.

A livello tecnico, prendiamola molto larga: l’auto ha uno dei primi servosterzi elettrici, e devo ammettere nonostante non sia un fan che il risultato è stupefacente, con un’ottima prontezza e sensibilità. Il cambio ha una leva corta, è veloce e preciso sebbene la prima sia un po’ troppo contrastata. In Mazda son riusciti nell’intento di fare una coupè con quattro porte e 230 cavalli (192 la versione per schiappe) stando sotto i 1400 kg, con una distribuzione dei pesi 50:50. Chapeau.

Per ora dalla mia descrizione, questa sembra un’auto ben progettata, che ha solo un desing un po’ stravagante. Cosa c’è di speciale? Dov’è il QQUORE? (detta da alfista)

La cosa speciale è che in Mazda sono dei pazzi folli. Hanno fatto tutto per bene, e poi han messo su un motore che fa meno di 6 km con un litro di benzina, inquina talmente tanto che nel 2010 non sono più riusciti ad importarla in Europa  e …che si rompe a guardarlo! Benissimo, abbiamo tutti gli ingredienti! “Pronto, lascia stare non venirmi a prendere, la lascio qui tanto fa più strada senza motore! Buona Domenica!”

Eppure, il cuore di questa macchina è unico al mondo. Si arriva oltre i 9.000 giri, come detto ha 230 cavalli e….ed è un 1.3, con al posto dei cilindri un rotore! La delirante idea dietro questo propulsore è venuta a Felix Wankel, ingegnere tedesco (che darà il nome al motore appunto) che in una non definita Domenica negli anni ’60 aveva svuotato l’Oktoberfest per intero (come faranno i suoi motori alla pompa di benzina).

Dopo gli anni ’60, si è cercato più volte di rilanciare il motore Wankel, che nonostante sviluppi un’incredibile potenza in relazione alle sue dimensioni ha sempre avuto problemi di affidabilità, emissioni e consumo. Le prime ad utilizzare il rotore furono le NSU, poi le Mercedes…alla fine, negli ultimi trent’anni il progetto è stato portato avanti da Mazda. La madre della Mazda RX-8, anche lei cavalla pazza, era la famosa RX-7, che aveva un Wankel turbo. L’evoluzione di quel motore, senza turbo, è il cosiddetto “Renesis” della RX-8.  Sicuri di aver trovato la quadratura del cerchio (o la triangolatura, vista la forma del Renesis) per quanto riguarda i problemi sopra elencati, Mazda garantiva questo nuovo motore 5 anni.

wankel

L’Rx-8 ha vinto 37 premi internazionali, tra cui l’ “International Engine of the Year nel 2003”.

Sembra una storia a lieto fine. E invece ni. Ni perché comunque anche se ottimizzato, il motore consuma come un’ Hummer che traina un T-Rex che ha mangiato il meccanico che deve venirvi a prendere con il suo carro attrezzi. E si rompe ancora abbastanza facilmente (una modifica ricorrente è quella di fare una vaschetta a parte con olio moto 2t da dove la pompettina di lubrificazione rotori preleva olio 2t e non olio dalla coppa motore, che invece crea eccessive incrostazioni).

L’esperienza di guida però è davvero fantastica, l’auto è composta e agile, molto naturale nei comportamenti, ed il tutto è reso magico dal Wankel, con quel suo sound da aspirapolvere della folletto impazzito!

Questo è credo l’unico video su Youtube nel quale si senta bene il sound del frullatore pazzo: la coppia non ha picchi bruschi, e la spinta sale costante fino al limitatore, posto la dove pochissime auto possono arrivare. Devo dire che è molto più coinvolgente di quel che credessi, e ritrovarsi poi su un’altra auto che arriva a 5000 giri magari crea depressione. Qui a 5000 si scala!

A causa della trazione posteriore e dei controlli disattivabili è anche perfetta per i drift (nel caso siate tra quelli che fanno i traversi anche coi carrelli della spesa), ed inoltre per darle un po’ di cavalleria e coppia in più spesso viene aggiunto un compressore (che può portare a circa 330 cavalli).

Avendola presa da poco, potrei pensare di fare una piccola nota in fondo ai prossimi pezzi, nel quale possiamo rivivere insieme i felici giorni spesi in officina! Per ora l’auto va bene, a parte il catalizzatore da cambiare (non ho detto togliere!). Il rivenditore penso sia la persona più inaffidabile in tutta Londra, neanche il test di compressione corretto al motore è riuscito a farmi (è anche riuscito a sigillarmi un faro con l’acqua dentro, come direbbe Renzi “A Genius!”). Però l’auto è relativamente giovane e ben tenuta, e aveva sei mesi di garanzia inclusi. Ho subito trovato il guru del Renesis in UK, è nell’ Essex e quando sono andato avrà avuto 30 RX-8 (non so se sia un bel segnale però!), 10 RX-7 più altre vecchie bombe giapponesi . Questa immagine dovrebbe trasmettervi il mio entusiasmo una volta giunto in questo paradiso! Che spettacolo! Riguardo all’uso quotidiano, devo dire che i costi di gestione abbastanza alti, tra consumi e tasse (relative a cubatura del motore, 2660cc secondo la legge, ed emissioni qui in UK), ed assieme alla scarsa affidabilità del motore spiegano il basso valore d’acquisto della Mazdona.

RX-8

Ps. Penso che questa sia una delle auto più recenti di cui leggerete in questa rubrica. Spero di parlarvi molto presto di qualche bestia selvaggia proveniente dai decenni precedenti!

Angry dottorato in economia applicata, vivo e lavoro a Londra. Scrivo e dirigo Angry Italian perché penso che sia una grande opportunità per confrontare le proprie idee con gli altri, ed un importante mezzo per far sì che qualunque ragazzo in gamba e con la passione per la scrittura possa dire la sua!