7 cose che (forse) non sai sulla finale di Champions

7 cose che (forse) non sai sulla finale di Champions

Stasera allo stadio “Giuseppe Meazza” di Milano si giocherà l’attesissima finale di Champions League. Come due anni fa a Lisbona, sarà ancora Real Madrid contro Atletico: i figli delle stelle guidati dall’elegante Zidane contro la banda di pirati del condottiero Simeone, per un derby madrileno tutto da vivere.

Aspettando il fischio d’inizio, ecco 7 cose, tra statistiche, notizie e curiosità, che (forse) non sai sulla finale di San Siro.

1. Una “musichetta” speciale
Inzaghi

Come prima di ogni partita di Champions, stasera San Siro risuonerà dell’Inno della più importante competizione europea. In pochi sanno però che la famosa “musichetta” che tanto esaltava Inzaghi quando ancora era un calciatore, ha origini nobili. Il brano riprende infatti uno dei quattro Inni composti da Handel per l’incoronazione di Re Giorgio II d’Inghilterra nel 1727. Per la precisione il primo, a suo volta articolato in tre parti: dalla prima è tratto l’Inno della Champions, ovviamente con un testo differente.

2.  In finale alla Scala  

Dall’Opera a San Siro, il passo è breve, visto che uno dei soprannomi dello stadio milanese è proprio “la Scala del calcio“. Ebbene, da stasera il “Meazza” entrerà nell’Olimpo degli stadi europei. Sarà infatti uno dei pochissimi impianti ad aver ospitato ben 4 finali di Champions (1965, 1970, 2001, 2016). Gli altri sono l’Olimpico di Roma, il Santiago Bernabeu di Madrid, il Prater di Vienna e l’Heysel di Bruxelles. Solo il vecchio Wembley ne ha di più: 5. Nell’ultima finale giocata a San Siro, Bayern Monaco-Valencia, i tedeschi si imposero ai calci di rigore dopo l’1-1 dei tempi supplementari.

3. Esordienti allo sbaraglio
zidane_madrid

Comunque vada, sarà una finale speciale per Zinedine Zidane. Il francese, alla sua prima esperienza come tecnico, stasera vivrà anche la sua prima finale di Champions da allenatore. Ma la cosa più incredibile è che non si tratta di un fatto raro, anzi. In tutte le ultime tre edizioni, infatti, un allenatore alla sua prima stagione in Champions è arrivato in finale: nel 2014 fu Simeone con l’Atletico, nel 2015 Luis Enrique col Barcellona, e ora proprio Zidane. Di sicuro per Zizou varrà il noto adagio: la prima volta (in finale) non si scorda mai.

4. Cholo, dov’è la bacchetta?
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Come non parlare dell’allenatore dell’Atletico, quel genio di Simeone. Tutti conoscono la sua grinta e il suo carisma (con un francesismo: los huevos), doti che l’ex interista ha dimostrato più volte di avere, sul campo prima e, ora, in panchina. Ma c’è di più: sembra che El Cholo, come lo chiamano in Argentina, avesse la stoffa del condottiero già da bambino. Quando il piccolo Simeone era alle elementari, il suo professore di musica, Bruno Amasino, lo scelse come direttore d’orchestra ad appena 10 anni. Quando si dice un leader nato…

5. Amuleto-Pep
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Con Guardiola eliminato, trionfo assicurato. Pep, non ce ne voglia: è la fredda statistica a dirlo. Nelle scorse quattro edizioni della Champions, la squadra che ha eliminato Guardiola dalla competizione ha poi sempre vinto la coppa (con la sola eccezione del Bayern di Heynckes nel 2013). Non ci credete? La storia è una sentenza: dopo il Chelsea nel 2012, nel 2014 toccò al Real Madrid di Ancelotti (eliminando il Bayern di Pep in semifinale), infine al Barcellona la scorsa stagione (idem). Quest’anno è stato l’Atletico ad aver eliminato il Bayern di Guardiola. Niente è già scritto, ma la statistica e (i gilet di Pep) pronosticano la vittoria-Atleti.

6. Ronaldo (finalmente) “imbruttito”?
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Forse l’unico piccato dal fatto di giocare la finale a Milano è Cristiano Ronaldo. Lo score dell’attaccante a San Siro è pietoso: 0 gol segnati. C’è da scommettere che stasera CR7 vorrà timbrare il cartellino al più presto, anche per sfatare il suo fastidioso tabù milanese. E dire che per il suo stile appariscente e le sue manie di esibizionismo, il portoghese dovrebbe trovarsi a suo agio nella ricca Milano. La finale sarà l’occasione giusta per rivelare finalmente la sua natura di “milanese imbruttito”?

7. Foto di rito

In casa dei blancos, la voglia di vincere la “undecima” è pari alla paura di perderla. Così, nell’ultimo allenamento del Real c’è stato spazio per qualche foto di rito (propiziatorio). Come prima della finale del 2014, lo storico capitano Raul, insieme ad altre leggende del club come Gento, Roberto Carlos, Mijatovic e Amancio si sono messi in posa con Cristiano Ronaldo. La speranza per le merengues è che l’esito di stasera sia lo stesso di due anni fa, quando ad alzare la coppa al cielo fu il Real.
Sul prato di San Siro c’era anche Richard Gere, ma questa è una altra storia…