Serie-Addicted Anonimi: Orange is the new Blacklist

Serie-Addicted Anonimi: Orange is the new Blacklist

Tempo fa, provai a tratteggiare un breve ritratto dell’universo Addicted, distinguendo tra “nascosti“, “potenziali” e “ormai irrecuperabili“. Ebbene, seguendo quelle categorie,  ecco l’ESTATE dell’Addicted medio. L’estate per l’Addicted ordinario rappresenta una fonte incredibile di possibilità (e di pericoli). In estate sbocciano gli amori? Macchè, in estate CI SI METTE IN PARI CON LE SERIE TV! Naturalmente, anche qui è il caso di distinguere. I Nascosti, per esempio, sono sempre alla ricerca di un compromesso: magari giovedì sera si sparano mezza stagione si, ma poi venerdì e sabato escono con gli amici e recuperano i loro rapporti sociali. I Potenziali sono curiosi, non hanno più da studiare per cui si dicono “ma sì dai, posso provare a vederne una puntata”. In quanto potenziali però, non sono ancora pronti a sacrificare la loro social life, per cui cercano di unire le due cose: magari decidono di vederla, ma con gli amici. Ancora non si fingono malati, né inventano scuse per restare a casa, cosa che invece ormai è routine per gli AI (Angry Italians? no, Addicted Irrecuperabili, sorry).

Perchè è qui che arriva il bello, con la terza e ultima categoria: costume, occhiali da sole e ombrellone? Macchè. Agli accessori da mare tipicamente estivi, gli Addicted preferiscono computer, ventilatore e Netflix. Se poi sono proprio dei Pro, si piazzano in terrazzo, così nel frattempo si abbronzano pure. Quando si dice la botte piena e la moglie ubriaca. Gli Addicted non sono certo alla loro prima estate di serie tv e hanno ormai sviluppato tutta una serie di accorgimenti per riuscire a vedere più episodi possibili, come: 1. proporre sempre agli amici di vedersi all’ora di pranzo/colazione. Tanto, mangiare devono mangiare e almeno non si spezzano il pomeriggio: 2. quando inventano di avere un altro impegno e invece sono a casa a vedere Scandal, usano solo Whatsapp per comunicare… MAI Messenger che, traditore, ti segnala la posizione se non stai attento. E così scoprono tutti che sei a casa tua. 3. Gli Addicted più tecnologici hanno persino un’applicazione sul cellulare che gli dice quali e quanti episodi gli mancano, con tanto di reminder ogni sera (utilissima). L’estate insomma è una terra felice, la patria del Binge-watching e delle maratone senza sensi di colpa. Ora, qualche volta persino gli Addicted decidono che è meglio fare una pausa, ma le pause spesso si rivelano così poco proficue (per esempio, ieri ne ho fatta una e mi sono ritrovata a leggere un articolo intitolato “Quanti anni ha e cosa fa oggi la bambina che faceva il sole che sorride nei TELETUBBIES”; capite anche voi che, meglio continuare con gli episodi).

Ma torniamo a noi. Questa settimana si parla di Serie CARCERARIE (quando si dice, il modo ideale per evadere dalla realtà…). Una delle protagoniste di questa categoria, Orange Is the New Black, è la mia fissa del momento. Con “fissa del momento” intendo che l’ho appena RIcominciata, visto che non punto solo a vederla ma a saperla a memoria. Per farvi capire quanto possa dare dipendenza, l’ho cominciata a caso un pomeriggio, qualche giorno prima di un esame dicendomi “Ma si, tanto non mi piacerà e così me ne torno a studiare” …E INVECE NO. Che ingenua. Insomma, dovrei averlo imparato dopo anni, la regola n°1 del Manuale Addicted è “non si comincia MAI una serie nuova alle soglie di un esame. Too risky.” E invece no… Comunque, è una serie creata EGREGIAMENTE (sì, proprio con tutte le lettere maiuscole).

La storia è tratta da quella vera di Piper Kerman e dal libro che ha scritto sul suo anno in una prigione femminile, intitolato appunto “Orange Is the New black”. Piper, che conduce una vita borghese ed è in procinto di sposarsi, viene denunciata per un crimine commesso ben 10 anni prima, e finisce in prigione. Inutile dirvi, che non sia la carcerata modello (non che io me ne intenda di carcerate modello eh, ma magari ce le immaginiamo un po’ toste, strong, non certo una biondina pulitina con la casa negli Hamptons). Ora, al di là di tutti gli stereotipi che regnano sulle serie di questo tipo “Ma lì sono tutte lesbiche” o “Ma si fanno la doccia insieme?!” (non l’ho inventata, mi è stata fatta questa domanda..), penso che uno dei meriti maggiori di questa serie sia il reale sviluppo che hanno i personaggi. Piper in primis ne ha uno, ma la serie ha moltissimi coprotagonisti, le altre carcerate, le guardie, tutti sviluppati molto bene. Col tempo, scopriremo perchè ciascuno di loro è lì dentro, grazie a una serie di flashback (è sempre bello vedere come la tua visione di un personaggio possa cambiare radicalmente dopo un po’ di backstory). Chiaramente è sempre fiction, ma forse essendo questa volta basata su memorie reali, la storia è molto realistica e soprattutto, i personaggi sono quanto di più umano possiate trovare. Piper più di tutti, sbagliano e continuano a sbagliare. Personalmente penso sia per questo che ha avuto così successo: i protagonisti non sono geni ineguagliabili o eroi senza macchia, non sono brillanti avvocati o medici che salvano sempre la situazione, non sono superagenti doppiogiochisti che vi fanno vergognare perché voi non sapete nemmeno mentire al vostro gatto e dopo 5 flessioni siete stanchi. Sono persone normali..(sia chiaro che è un carcere di minima sicurezza per crimini minori, e non vi sto dicendo che mi identifico con serial-killer o rapinatori!).

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Quindi, Orange è per me la n°1, ma bisogna citare un precedente illustre, questa volta tutto al maschile. Eh sì, sto parlando del cult Prison Break. Il protagonista Michael è un genietto che si fa incarcerare apposta, per riuscire a far evadere il fratello (un po’ meno genio, diciamocelo), già in prigione. La prima mossa di Michael prima di farsi beccare, è farsi un bel tatuaggio che gli copre tutto il torace e le braccia… no, non vuole fare la queen B in prigione, al contrario: a guardarlo bene, il tatuaggio è una mappa in codice del carcere. Furbo il ragazzo eh? Il titolo è Prison Break e l’assunto è piuttosto chiaro, ma chiaramente le cose si complicano. Un House of Cards dietro le sbarre, Prison Break è piena di intrighi, e alleanze dubbie e fragili, un crescendo di astuzie e colpi di scena che non potranno non tenervi col fiato sospeso.

Ma andiamo avanti. Parlando di prigioni, non poteva certo mancare una serie che si intitola Alcatraz. Alcatraz ha un ingrediente in più rispetto alle altre perché mischia al mistero anche un po’ di fantascienza. Vi metto la frase incipit del trailer, che secondo me non solo intriga, ma vi dice già un po’ dove si va a parare: “On March 21, 1963, Alcatraz officially closed due to rising costs and decrepit facilities. All the prisoners were transferred off the island. Only that’s not what happened. Not at all.”
Volete sapere cos’è successo davvero? Guardare per credere! Purtroppo però devo avvertirvi: Alcatraz è stata cancellata, per cui sarebbe meglio non trattenere il fiato alla fine della prima serie perché, ehm, la seconda non c’è. Che ingiustizia.

Se invece volete vedere come si comportano degli ex-convict appena usciti di prigione, date un’occhiata a White Collar e The Blacklist. In questo caso i protagonisti sono “ex” criminali, assoldati da CIA o FBI per aiutarli nelle indagini. La domanda è sempre la stessa: si finisce mai di essere un criminale? Voi non le tentereste tutte per liberarvi di quella scomodissima cavigliera elettronica e scappare via? Come sempre in questi casi, vi troverete a soffocare il vostro senso morale e a fare inevitabilmente il tifo per il Neal di White Collar e per il Reddington di Blacklist (un bravissimo James Spader). I nostri due protagonisti nell’armadio non hanno solo scheletri ma anche un bel numero di completi a giacca estremamente eleganti, che contribuiscono a creare quell’aura da criminale dandy anni ’30 (un po’ come il Johnny Depp di Nemico Pubblico), che ve li renderà sempre più affascinanti del buon samaritano dell’FBI, porello. White Collar ha toni un po’ più ironici, mentre Blacklist è più dark e un po’ più macabra, ma entrambe meritano.

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P.S. Mi rendo conto di aver un po’ istigato il criminale che è in voi con questo articolo ma vi sfido a guardarne una e a restare moralmente immacolati. Inoltre, l’arancione è un gran bel colore, finalmente un po’ di vivacità sullo schermo!

1. ORANGE IS THE NEW BLACK

2. PRISON BREAK

3. ALCATRAZ

4. WHITE COLLAR

5. THE BLACKLIST

Studentessa innamorata del cinema e ormai dipendente da serie tv. Scrivo perché anche altri se ne innamorino e perché così ho una scusa in più per parlarne. Se mi leggete e trovate una bella frase, è molto probabile che io l'abbia rubata ad un film.. Ma francamente cari, me ne infischio..Nessuno è perfetto! (Ecco, l'ho rifatto lo sapevo).