Serie-Addicted Anonimi: I grandi esclusi

Serie-Addicted Anonimi: I grandi esclusi

L’estate è agli sgoccioli, e l’addicted che è in me comincia a farsi la tipica domanda: “ Ma è già finita?! E com’è possibile che io abbia visto così poche serie tv…?! Adesso mi tocca seriamente aspettare fino all’estate prossima?!” Che fregatura.

Che poi, non è che la mi estate sia stata completamente infruttuosa. Per esempio, mi sono resa conto, nelle mie varie visioni/rivisitazioni, di essermi DIMENTICATA UN SACCO DI ROBA. Ebbene si, il mio sistema di “divisione delle serie per argomento”, che all’epoca mi era parso tanto astuto e perfettamente logico, si è rivelato abbastanza fallimentare. Un po’ qua e un po’ là, mi sono accorta di aver lasciato fuori dei MASTERPIECE delle serie tv, indispensabili membri della mia personalissima Bibbia dei Tv Show. Per cui, perché non chiudere la rubrica in bellezza con un bell’articolo random sui “grandi esclusi”? Serie tv vecchie e nuove, alcune appena iniziate, altre finite da anni, serie corte, lunghe, fantasy, poliziesche e chi più ne ha più ne metta.

Partiamo da quella che è per me la crème de la crème, l’intramontabile ALIAS. Vi state chiedendo cos’è…? Male, MOLTO MALE. Avete presente chi è JJ Abrams? Beh, il caro JJ, che tra le altre cose è stato il registra di Star Trek e Mission Impossible, è il responsabile di tutti i trip mentali che vi siete fatti vedendo Fringe o Lost e quei poverelli persi sull’isola. Last but not least, ha diretto STAR WARS VII, motivo per cui sarà da me invidiato per tutta la vita. Perché vi sto facendo la filmografia completa di JJ? Perché, prima di tutto ciò, quando ancora era un nerd alle prime armi, JJ ha creato ALIAS. La serie di spionaggio per eccellenza ha per me un posto speciale: è la prima serie che ho visto davvero, la serie che ha svelato e svegliato l’Addicted in me. Capolavoro. La serie ideale per il binge-watching, la fine di ogni episodio vi obbliga tassativamente a vedere quello dopo. Presto canterete la sigla e il main theme a squarciagola perché, voglio dire, è ALIAS amici miei.

Beh la prossima, come forse avrete intuito, è Lost, cui ormai associo naturalmente “trip mentale”. Se non vi siete ancora imbattuti nei naufraghi più famosi degli ultimi anni e siete miracolosamente riusciti a sfuggire agli spoiler e a non scoprire il finale, questo potrebbe essere il momento per iniziare Lost, in barba agli esami a settembre. Qualche avvertenza: non riuscirete più a salire su un aereo senza squadrare i vari compagni di viaggio chiedendovi: “Mmh con chi preferirei finire su un’isola deserta?”. Che poi, è davvero deserta?! Eheh..! Ah, altra cosa: è indispensabile vedere le puntate IN ORDINE, tutte. Se vi siete imbattuti in una puntata a caso in tv è perfettamente lecito che non abbiate capito nulla o che non vi sia piaciuta subito. Per poter mettere davvero assieme i tasselli, dovete avere la pazienza di vedere tutto in ordine! Cioè voglio dire… non è una di quelle serie fuffa tipo Big Bang Theory che potete vedere anche a caso.

Cambiando genere, quando ho scritto l’articolo sulle miniserie ho dimenticato tipo metà di quelle che vedo. Per esempio, come ho fatto a non nominarvi Orphan Black?! Breve incipit: la protagonista Sarah sta aspettando un treno e assiste inavvertitamente al suicidio di una giovane donna che si butta sotto il suddetto treno. La donna ha un altro nome e un’altra storia… solo che è esattamente uguale alla nostra protagonista. E come avrete modo di scoprire nel Pilot, non è l’unica. Sono gemelle? Sosia? Cloni? Pazze? L’attrice protagonista Tatiana Maslany è stata nominata ai Golden Globe per la sua interpretazione dei ruoli differenti.. quanti, non ve lo dico, altrimenti vi anticipo troppo! Molto avvincente.

Orphan Black

Altre recente è Broadchurch. Nella prima David Tennant abbandona i panni di Dottor Who per quelli dell’ispettore Alec Hardy. Deve risolvere un torbido omicidio in una piccola cittadina isolata e cercare di superare i pregiudizi e le barriere erette dai diffidenti abitanti del luogo.

Terza e ultima miniserie che mi ero clamorosamente dimenticata è The Affair. I due protagonisti dell’affair in questione, sono costretti a raccontare gli eventi di anni e anni prima quando la polizia riapre un caso di omicidio svoltosi ai tempi del loro affair. Non solo raccontano la storia da due punti di vista diversi, loro raccontano due storie diverse. Quale sia quella vera, se menta solo uno dei due o entrambi e perché, io non l’ho ancora capito, ma di sicuro lo voglio scoprire! Vincitrice quest’anno del Golden Globe come Miglior serie drammatica, The Affair ha battuto, udite udite, Game of Thrones… e MENOMALE aggiungerei, visto l’obbrobrio che hanno fatto al posto della quinta stagione. Sì. Ho appena insultato Game of Thrones, lo so, ma che vi posso dire? Sono una nazi dei libri, e ‘sta cosa che si inventano le story lines di sana pianta ultimamente, beh, non m’è piaciuta. Ma torniamo alle nostre serie random… Ammesso che non abbiate smesso di leggere dopo il mio primo insulto alla serie del momento e non siate già nella fase “Fuoco e sangue!” in stile Targaryen.

Se siete amanti delle serie anni ’90, quelle in cui i vampiri erano ancora una novità B.T. (Before Twilight), allora BUFFY ragazzi, BUFFY. Dite addio ai vampiri sbarluccicanti e vegetariani in stile Edward Cullen, perché quelli a Buffy fanno un baffo (grandi giochi di parole oggi)! Anche qui, proprio come con Alias, Buffy è la prima tappa di un futuro genio aka Josh Whedon (Avengers, anyone?). Se non vi piace il genere, forse non vi appassionerete, ma se siete anche solo curiosi, io penso che sia una delle serie anni ’90 fatte meglio.

Dopo il periodo della cacciatrice di vampiri, per me è arrivato quello delle mitiche CASALINGHE DISPERATE. Ebbene sì, colpevole, ho visto tutte le otto stagioni di Desperate Housewives e sono anche stata di cattivo umore per una settimana buona quando è ufficialmente finita. Non sono sinceramente in grado di rispondere alla domanda “Di che cosa parla?”, ma ci provo: Wisteria Lane è un quartiere ricco e residenziale, una schiera di villette con giardini uno più curato dell’altro. A Wisteria i panni sporchi si lavano rigorosamente in famiglia (quelli metaforici, per gli altri ci sono le domestiche) e il pettegolezzo è il peggior nemico delle nostre casalinghe. La serie inizia con la voce narrante di una delle ex casalinghe, ormai passata a miglior vita. Starà alle sue quattro migliori amiche svelare il terribile segreto che l’ha portata a suicidarsi. Non fate gli scettici e vedetene una puntata. Se vi fa schifo, potete ufficialmente insultarmi nei commenti, ma se invece vi piace, attenzione! Non fa che migliorare. Ma vi prego, non liquidatemela con frasi tipo “Sì, ma è da femmine”, che altrimenti mi sembra un tuffo nel passato alle elementari. Dopotutto, se ne hanno fatte 8 stagioni intere, a qualcuno sarà pur dovuta piacere. Commento che naturalmente mi fa comodo fare adesso perché la serie di cui sto parlando mi piace. Quando invece ne sto insultando una e mi rispondono “Eh ma se ne hanno fatte 7 stagioni un motivo ci sarà”, la cosa non vale più.

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Ultima ma non meno importante è The Americans. Lo so, di serie di spionaggio è pieno, ormai le spie, gli infiltrati, il doppiogioco sono cosa trita e ritrita (tranne Alias, che come sapere è nell’Olimpo delle serie tv), ma Americans è diversa. Perché? Perché più o meno tutte le serie di questo stampo che vediamo sono o trattano di agenti americani o inglesi, o no? C’è la CIA, c’è l’FBI, se c’è il KGB è il nemico. Beh, con The Americans, ambientata negli anni ’80, la prospettiva si inverte: i protagonisti sono due agenti dormienti russi, trapiantati negli Stati Uniti. Il peggior incubo durante la guerra fredda erano proprio loro, gli agenti mimetizzati, con figli nati negli Stati Uniti, gli agenti invisibili. Per la prima volta come protagonisti avrete una coppia di coniugi russi e non il tipico G.I. americano. È davvero molto interessante osservare le dinamiche di questa strana famiglia, finta sì, ma solo fino a un certo punto. Si può odiare un paese nel quale si vive da più di 20 anni, in nome di una madrepatria fredda e lontana che non si vede da altrettanto tempo? Fin dove può spingersi la lealtà? E quand’è che la finzione perfetta diventa realtà? La serie ha anche un altro elemento di novità: lo sceneggiatore della serie infatti è un ex agente della CIA e ha preso spunto per la sua creazione, dai risultati di un’indagine dell’FBI sulla scoperta negli Stati Uniti di una rete di spie dormienti russe.
Bene direi che ho finito… ma non vi prometto niente, potrei sempre uscirmene con un articolo intitolato “cosa ho dimenticato tra le serie che mi ero dimenticata”… o una cosa del genere! 🙂

THE AMERICANS

BUFFY

BROADCHURH

THE AFFAIR

BLACK ORPHAN

LOST

Desperate Housewives e Alias essendo le più vecchiotte non hanno un trailer degno di questo nome…ma fidatevi di un’addicted cronica!

Studentessa innamorata del cinema e ormai dipendente da serie tv. Scrivo perché anche altri se ne innamorino e perché così ho una scusa in più per parlarne. Se mi leggete e trovate una bella frase, è molto probabile che io l'abbia rubata ad un film.. Ma francamente cari, me ne infischio..Nessuno è perfetto! (Ecco, l'ho rifatto lo sapevo).