Mustang

Mustang

È estate, è appena finita la scuola e cinque sorelle tornano a casa.
Belle e adolescenti, ormai sulla bocca di tutti i vicini perché viste strusciarsi su alcuni loro compagni di classe.
Fino a quel momento ragazze come tutte le altre, senza preoccupazioni e abituate a vivere spensierate, vengono improvvisamente segregate in casa da una nonna preoccupata dalle voci del vicinato – qualcuno ha osato insinuare che una delle ragazze abbia perso la sua virtù – e da uno zio violento.
Sono finiti i giorni in cui andavano a scuola ed erano solo delle ragazzine, oramai sono in età da matrimonio.

Le cinque sorelle non sono state avvisate dalla nonna o dai parenti del motivo della loro reclusione in casa, né del perché siano state costrette a lasciare la scuola o perché le stiano istruendo a diventare delle brave mogli e donne di casa. Lo immaginano; ma non sanno assolutamente che da lì a poco verranno combinati i loro matrimoni con ragazzi che non hanno mai visto in vita loro.

227073

Il film di Deniz Gamze Ergüven mostra uno spaccato della società turca in cui le comunità rurali conservano ancora costumi, quali il matrimonio combinato in giovane età, che nella grande Istanbul sono stati ormai abbandonati.

Istanbul è vista come la città della libertà, delle opportunità. È una realtà distante anni luce da dove è ambientata la vicenda, in un piccolo villaggio che dà sul mare. Istanbul, la città in cui Lale, la sorella più piccola, l’unica a non essere ancora in età da matrimonio, vuole scappare portando con sé le sorelle per impedir loro di sposarsi con uomini che non amano e che (soprattutto!) non conoscono.

Lale, la più piccola e per questo quella che riesce a vedere con distacco e lucidità quello che sta per accadere alle sorelle: l’entrata forzata in un mondo che prevede la separazione degli uomini dalle donne, agli uni il lavoro e la libertà, alle altre la segregazione e la cura della casa. Solo Sonay, la sorella più grande, riesce a sposare il ragazzo di cui è innamorata. Tutte le altre sono costrette a sposarsi e ognuna di loro affronta la situazione in maniera diversa.
Le donne della famiglia sono comprensive ma molto conservatrici: il matrimonio è giusto, non bisogna aspettare e l’amore verrà col tempo.

Le ragazze non riescono a condividere un pensiero del genere, hanno studiato, hanno passato gran parte del loro tempo con ragazzi della loro età, ma non hanno potere. Il potere della tradizione è molto più forte di quello che vogliono loro, non hanno l’appoggio di nessuno se non di loro stesse, ma non sono abbastanza forti.

La vicenda è affrontata in maniera realistica, senza fronzoli, senza musiche o battute ad effetto. La prima parte del film è rappresentata in maniera molto vivace ed energica, e mostra il mondo delle sorelle ancora unite, sorridenti, che vivono sempre come un gioco la loro segregazione in casa.

Man mano l’atmosfera cambia, s’irrigidisce, la situazione diventa conflittuale, ci sono molti litigi, pianti, fughe e un forte senso di claustrofobia e rassegnazione –  ma anche di anche di disgregazione, di rottura del quel nido fatto della forza delle cinque sorelle. La progressiva scomparsa dell’armonia iniziale ha reso la famiglia di appartenenza un luogo insopportabile e spaventoso in cui le sorelle ancora nubili devono vivere. Più i minuti scorrono, più la costruzione vicenda non si regge attraverso i dialoghi, ma piuttosto attraverso le immagini, gli sguardi e le frasi non dette.

La pellicola fa inevitabilmente ripensare a “Il giardino delle vergini suicide” di Sofia Coppola; questa volta, però, le ragazze sono turche e hanno un’energia molto diversa dalle sorelle Lisbon. Non a caso, il film si chiama “Mustang”.
Mi sento di consigliarlo a tutti.
Vi assicuro che non distoglierete un attimo lo sguardo dallo schermo.

Secondo i dati Unicef (2014), ogni anno i matrimoni precoci costringono 15 milioni di ragazze ad abbandonare la scuola, avere rapporti sessuali e diventare baby mamme. E lo scorso luglio il Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani ha approvato all’unanimità una risoluzione che riconosce i matrimoni precoci come una violazione dei diritti umani.

Qui il trailer

Una delle musiche del film