Civiltà perduta: l'esploratore che arrivò "dove nessun uomo è mai arrivato prima"

Civiltà perduta: l’esploratore che arrivò “dove nessun uomo è mai arrivato prima”

“Il deserto verde“. È cosí che gli esploratori e gli avventurieri chiamavano l’Amazzonia all’inizio del secolo. Prima gli inglesi e poi gli americani e i francesi, sull’onda delle prime scoperte sono stati in tantissimi a spingersi sempre piú a fondo nella foresta amazzonica.
Civiltá perduta, uscito da poco nelle sale italiane, racconta una di queste esplorazioni. Ambientato nei primi anni del Novecento, il film di James Gray (Two Lovers, I padroni della notte) è l’affascinante storia vera del tenente Percy Fawcett, l’esploratore britannico che si inoltró nel profondo dell’Amazzonia, per provare l’esistenza della cittá perduta da lui stesso chiamata “Z”. In un primo momento la sua missione avrebbe dovuto essere soltanto di carattere esplorativo: c’era bisogno di mappare una zona che fino a quel momento era rimasta inesplorata e che non era altro che carta bianca sugli atlanti del tempo. Il primo compito di Fawcett, inviato dalla Royal Geographic Society d’Inghilterra, è risalire il Rio Verde per scoprire quanto sia esteso ed arrivare fino alla fonte, dove nessun uomo è mai arrivato prima… o meglio: nessun uomo bianco.

PercyFawcett
Nel ruolo del protagonista c’è Charlie Hunnam che abbandona le motociclette di Sons of Anarchy per la giungla inospitale. All’inizio in realtà Fawcett avrebbe dovuto essere interpretato da Brad Pitt che però poi ha scelto di restare soltanto nelle vesti di produttore; successivamente il ruolo era andato a Benedict Cumberbatch che a sua volta ha poi dovuto rinunciare per altri impegni lavorativi. Forse però è stato meglio così, perché Charlie Hunnam è molto calato nella parte e perfettamente credibile nei panni di Fawcett. Nel cast anche Sienna Miller (Casanova, American Snyper), che interpreta la moglie di Fawcett e Tom Holland (ora nelle sale anche con Spiderman Homecoming), che è il maggiore dei figli. Tra i compagni di viaggio di Fawcett invece c’è Robert Pattinson (Twilight, Maps to the stars) che smagrito e barbuto cambia parecchio i connotati tanto che si fa fatica a riconoscerlo.
Il film è basato sull’omonimo libro di David Grann, pubblicato nel 2009.

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La colonna sonora di Christopher Spelman (I padroni della notte, Two Lovers) e la fotografia di Darius Khondji (Amour, Io ballo da sola, Okja), che ha lavorato tra gli altri anche con Polanski, Bertolucci e Allen, contribuiscono a creare l’atmosfera unica del film: percepiamo il caldo, il verde onnipresente, i suoni della foresta e contemporaneamente anche l’ignoto.

Civiltá perduta è un viaggio nella natura e nella natura umana: ci mostra quanto l’uomo possa essere ostinato, perseverante e curioso, così come arrogante. Racconta come una semplice curiosità possa trasformarsi in ossessione e soprattutto ci insegna che a certe storie mancherà sempre un tassello e che certi misteri possono essere svelati solo fino a un certo punto. In particolare, ci sono luoghi della terra che sono da sempre avvolti dal mistero, che sono nati impenetrabili; e forse non è un caso che ancora oggi, sia proprio l’Amazzonia uno dei pochi angoli di terra in cui l’uomo non è ancora riuscito a infiltrarsi del tutto.

Studentessa innamorata del cinema e ormai dipendente da serie tv. Scrivo perché anche altri se ne innamorino e perché così ho una scusa in più per parlarne. Se mi leggete e trovate una bella frase, è molto probabile che io l'abbia rubata ad un film.. Ma francamente cari, me ne infischio..Nessuno è perfetto! (Ecco, l'ho rifatto lo sapevo).