The Circle è un brutto film: cosa è andato storto?

The Circle è un brutto film: cosa è andato storto?

C’è qualcosa di fisicamente doloroso nel leggere un libro, amarlo, poi andare al cinema e vedere un film che con il libro non c’entra nulla. E non solo non c’entra nulla, ma tradisce completamente lo spirito del libro. The Circle, nelle sale italiane dal 27 aprile, ha fatto esattamente questo.

Ora, una piccola precisazione: per quanto io tenga sempre alla fedeltá al testo originale, so che non puó essere questo l’unico strumento con cui giudicare un film. Un film prima di tutto deve essere bello, deve avere un senso logico dal punto di vista narrativo, una progressione, un buon cast e così via, e tutte queste cose non sempre derivano e sono giudicabili in base alla sua fedeltà al testo di partenza. Quindi, visto che so che quando vedo un adattamento di cui ho letto il libro tendo a diventare eccessivamente critica e puntigliosa (cioè una vera rompiballe), per prima cosa mi sono imposta di vedere questo film senza pregiudizi. Anzi sono partita molto carica e dopo aver saputo che l’autore del libro, Dave Eggers, avrebbe collaborato alla sceneggiatura, mi sentivo in una botte di ferro.
Il problema di The Circle peró è che, libro o non libro, è un film non riuscito. E mi rode davvero doverlo dire, considerato che del cast fanno parte attori che amo moltissimo.

Per prima cosa, la storia: la narrazione è discontinua e mentre nella prima parte del film questo è accettabile e anzi comprensibile, perché si tratta di una parte molto lenta nel libro che andava inevitabilmente snellita, nella seconda parte si perdono dei pezzi. Ci sono personaggi che cambiano atteggiamento di colpo, senza alcuna spiegazione, come Annie (Karen Gillan) la migliore amica della protagonista. Anche nel libro Annie cambia, ma prima di tutto il suo è un cambiamento graduale e poi, soprattutto, è un cambiamento che ha una ragione, ragione che qui invece, manca completamente. Ci sono personaggi che ci perdiamo letteralmente per strada, ma non solo: le stesse relazioni tra i personaggi sono delineate in maniera piuttosto approssimativa, a volte anche improbabile; alcuni momenti che nel libro sono alla fine, qui vengono messi nei primi 30 minuti di film, il che non fa che peggiorare le cose, perché erano momenti che davano un senso a quelle relazioni, oltre che alla storia in sé.

In tutto ciò c’è almeno una nota positiva, ovvero gli attori. Sia chiaro che però, quando dico attori, mi riferisco alla qualità della loro performance e non al fatto che il casting ci abbia azzeccato. Perchè tanto sono stati accurati con alcuni, quanto con altri hanno proprio sbagliato tutto. Emma Watson è perfetta nei panni della protagonista Mae: lei è Mae, le somiglia, la incarna perfettamente. Lo stesso vale per Tom Hanks che invece interpreta Eamon Bailey, uno dei fondatori di The Circle: tra i fondatori, Bailey è il piú amichevole, il volto pubblico dell’azienda, è amato da tutti e ama tutti. È una persona che ispira fiducia e Tom Hanks ha davvero le fattezze giuste per incarnarlo alla perfezione. Poi peró, c’è il resto del cast: John Boyega per esempio, per quanto mi piaccia, purtroppo non c’entra nulla con il personaggio di Kalden. Il che non significa che reciti male o nulla del genere, perchè lungi da me criticare il mio stormtrooper preferito, ma solo che, semplicemente, se mi descrivono un personaggio come avvolto da un alone di mistero, “con la pelle olivastra e i capelli bianchi”, poi non mi possono mettere John Boyega a farlo. Stesso discorso per Patton Oswalt, che interpreta un altro dei fondatori, Stanton. Stanton dovrebbe essere lo squalo della compagnia, il fondatore che, al contrario di Bailey che ispirava fiducia e calore, invece incute piú timore. Non so, giudicate voi.

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Finora, ho cercato di mettere da parte il libro e il fatto di averlo letto, esattamente come mi sono sforzata di fare al cinema. E non mi sono nemmeno dovuta sforzare tanto, perché davvero, purtroppo questo è un film che non funziona a prescindere dalla sua lontananza dal libro. Detto questo però, non si può nemmeno ignorare completamente il fatto che questo è un adattamento. Se è vero che la fedeltà al libro non può e non deve essere l’unico metro di paragone è anche vero che dovrebbe almeno essere uno dei metri. Questo film ha preteso di chiamarsi The Circle e di mostrare la storia raccontata in The Circle. E non si può far passare inosservato il fatto che in questo, ha fallito. Lo ha fatto male. Non posso dire nel dettaglio come e quando, perché non voglio fare troppi spoiler, ma posso dire che alcuni momenti fondamentali della storia o non ci sono, o ci sono, ma sono diversi. La stessa protagonista Mae, che nel libro fa un percorso importante, è diversa.

Soprattutto però, ed è questa la cosa peggiore, il messaggio fondamentale dell’intero libro, ovvero l’idea che con la tecnologia bisogna fare attenzione, che la troppa tecnologia può essere pericolosa, che la privacy va protetta e tutelata, tutto questo, alla fine, si perde. Perché ciò che doveva essere detto chiaramente, viene solo suggerito, accennato, confuso con altre cose. E così quella morale che doveva farci gelare il sangue e venire la pelle d’oca, quella morale che oggi, nel nostro mondo e nel nostro tempo era ed è tanto importante, ci sfugge, o ci arriva solo a metà.

Studentessa innamorata del cinema e ormai dipendente da serie tv. Scrivo perché anche altri se ne innamorino e perché così ho una scusa in più per parlarne. Se mi leggete e trovate una bella frase, è molto probabile che io l'abbia rubata ad un film.. Ma francamente cari, me ne infischio..Nessuno è perfetto! (Ecco, l'ho rifatto lo sapevo).