Sbarchi, Europa e l’estrema difesa del privilegio che la porterà alla rovina.

Sbarchi, Europa e l’estrema difesa del privilegio che la porterà alla rovina.

950 migranti su 20 metri di barca. 28 superstiti. Come evidenzia Gwynne Dyer su Internazionale, numeri paragonabili alla tragedia del Titanic (se partiamo da Gennaio siamo anche oltre).
Quali sono stati i messaggi dell’Europa al riguardo?
In generale, ostili: in maniera esplicita ed implicita.

Per quanto concerne i primi, sono sotto gli occhi di tutti: secondo la Santanchè gli immigrati vengono pagati per invaderci, secondo Salvini la Boldrini e l’Europa sono colpevoli di non bloccarli in Africa. Katie Hopkins sul Sun:”No, non m’interessa. Mostratemi foto di bare, mostratemi cadaveri che galleggiano in mare, mettete musica di violini e mostratemi esseri umani magri e dall’aria triste. Non me ne frega niente…Non lasciatevi ingannare, questi migranti sono come scarafaggi. Sono fatti per sopravvivere a una bomba atomica. Sono dei sopravvissuti. È arrivato il momento di fare come gli australiani. Tiriamo fuori i cannoni, obblighiamo i migranti a tornare sulle loro coste e bruciamo le loro barche”.

Il messaggio più implicito e sottile (ma neanche moltissimo) che l’Europa manda, è espresso dalle sue decisioni formali sul tema: Triton.
Come detto da Matteo Guidi su queste pagine, Triton si è rivelato null’altro che l’espressione di ciò che vuole Salvini in salsa democratica.
Martedì Crozza su La7 sosteneva che l’UE non sappia proprio che fare e come affrontare la situazione. Io penso che invece lo sappia eccome.
Il problema dell’Europa è che sa che i migranti nella maggior parte dei casi non si fermano in Italia, ma puntano Francia Germania e Nord Europa. E quindi, tutti assieme, si è pensato a Triton. Ci si limita a pattugliare le coste, invece che puntare a salvare persone, con pochissimi fondi impiegati. L’operazione “Mare Nostrum” italiana costava 9,5 milioni di euro al mese e ha tratto in salvo centomila persone (tasso di mortalità era stato dell’1 per cento).
Grazie a Triton il tasso di mortalità è dieci volte superiore, a parità di flussi migratori. Qualche responsabilità la si ha insomma.
Restate a casa vostra.

In un’economia mondiale in generale (con una certa variabilità) crescita, l’Africa e il Medio Oriente stanno ferme al palo. La disuguaglianza mondiale sta aumentando in maniera preoccupante.
Gente disperata, come dimostra l’ultima tragedia, parte da ogni dove, rischia ogni cosa e compie tragitti interminabili (per esempio i ventotto sopravvissuti, arrivano dal Mali, dal Gambia, dal Senegal, dalla Somalia e dal Bangladesh. Sulla nave vi erano anche moltissimi siriani) per salire su quelle instabili imbarcazioni.

L’Unione Europea vuole mantenere i suoi privilegi, Salvini e gli altri vogliono preservare il loro grande merito di essere stati concepiti da una vagina facoltosa (passatemi il termine).
Dal punto di vista sociale, è una cosa inammissibile. Precisamente, quali sarebbero i meriti di Salvini, e di noi tutti, nell’essere nati dove siamo nati? quale dovrebbe essere la colpa di un noi nato in Siria, che deve scappare da una guerra senza fine, fare un viaggio interminabile per salire su una bagnarola che si capovolgerà poco dopo?
E il noi che fugge, è anche lui un “privilegiato”: scappa chi ha la fortuna di avere qualcosa da parte, spesso persone di cultura o con una formazione professionale, i più restano e subiscono ogni dramma e ingiustizia.

L’Europa è pure un continente dalla popolazione vecchia, arriverà il giorno nel quale sarà vuoto. Gli studi economici dimostrano che un continente vecchio non cresce, non ha dinamismo nella produzione e ha bassa propensione la consumo. Chiaramente, questo non significa accogliere l’intero continente africano in Italia, o non essere fermi nel mandare via chi commette reati.
Il problema non è l’immigrazione, ma l’integrazione efficiente.

Possibili soluzioni? In questi giorni se ne è parlato davvero poco.
Sicuramente i paesi che ricevono la maggioranza dell’immigrazione finale, come UK Svezia e Germania, dovrebbero essere più coinvolti e responsabilizzati nel processo di accolta.

Triton deve essere immediatamente modificato, e il flusso quanto più regolarizzato (per evitare sfruttamenti e clandestinità), al limite posizionando punti di accoglimento già a monte, in Libia in questo caso.
Il punto focale della situazione a mio parere sta nel fatto che l’Europa deve capire che se si impegnerà maggiormente nel contesto geopolitico a lei circostante, anche a livello di risorse (soprattutto in maniera più efficiente: Dambisa Moyo ne “La carità che uccide” spiega gli effetti perversi degli aiuti a pioggia), avrà lei stessa meno problemi.
Un esempio lampante è la situazione attuale libica, dove ci siamo interessati fino ad un certo punto per poi lasciare tutto nel caos più totale, e ora il paese è diventato zona perfetta per il traffico clandestino di vite umane. Avere governi stabili in queste zone ci consentirebbe di impostare accordi per gestire i rifugiati al meglio, ricollegandoci con sopra.

A livello interno, la parola d’ordine deve essere integrazione. Ancora in troppi paesi dell’eurozona ci sono situazioni di disparità forte che comportano l’emarginazione dal tessuto sociale, o altre volte persone con prole e lavoro si trovano emarginate dal punto di vista dei diritti, risultando clandestini dopo decenni trascorsi nel paese ospitante.
Come spiega il professor Dustmann, professore presso University College of London e direttore del CReAM – Centre for Research and Analysis on Migration, una forte integrazione dei migranti non può che rappresentare un boost per l’economia del paese ospitante. E un’indubbia risorsa per un continente per lo più stagnante.

Se l’Europa non vorrà ricoprire un ruolo più attivo e maturo in questa partita, il contrasto tra disperati e privilegiati diventerà sempre più pressante, e il 2015 verrà ricordato solo come un campanello d’allarme non preso in considerazione.

References

http://www.cream-migration.org/publicationsdiscussionpapers.php
http://www.limesonline.com/come-evitare-la-prossima-strage-di-migranti-nel-mediterraneo/76845
http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2015/04/19/naufragio-si-infiamma-di-nuovo-la-polemica-salviniservono-altri-700-morti-per-stop-_854b3afa-c496-431d-ba40-5c2e5a01e616.html
http://www.internazionale.it/opinione/gwynne-dyer/2015/04/20/naufragio-sicilia-titanic
http://www.internazionale.it/notizie/2015/04/20/italia-migranti-grafico
www.angryitalian.com

Angry dottorato in economia applicata, vivo e lavoro a Londra. Scrivo e dirigo Angry Italian perché penso che sia una grande opportunità per confrontare le proprie idee con gli altri, ed un importante mezzo per far sì che qualunque ragazzo in gamba e con la passione per la scrittura possa dire la sua!