La politica d'estate, fra chiacchiere e imbarazzo

La politica d’estate, fra chiacchiere e imbarazzo

Estate è sinonimo di sole, relax e vacanze. I campionati degli sport più seguiti sono fermi e la sete di novità viene placata con le chiacchiere da bar, tipiche dei vecchietti (e non solo) davanti al bicchiere di bianchino.

Queste però non si limitano, purtroppo, agli sport: la politica non è infatti esclusa dalle chiacchiere da bar e, in alcuni casi, offre delle situazioni che farebbero sembrare un’accesa discussione sul calciomercato un argomento colto. Possiamo raggruppare questi fatti, le discussioni televisive, i finti scoop sui quotidiani, i titoloni su internet, e tutto ciò che ne segue, in una categoria e chiamarla “politica d’estate”.

Innanzitutto occorre evidenziare cosa la distingue dalle chiacchiere sugli sport: la politica d’estate viene discussa dai politici stessi, dagli esperti del settore e dai giornalisti; molta gente comune discute sicuramente di politica davanti all’aperitivo, in spiaggia. L’aspetto abbastanza grottesco è che lo faccia anche chi di politica ci vive, sui mass media.

D’estate infatti, forse complice il caldo, assistiamo a clamorose “sparate” e proclami. Un esempio, quello a mio avviso più di impatto, è la lettera del Premier Renzi ai parlamentari del Partito democratico. In questa lettera, il premier elenca minuziosamente ciò che è stato fatto dal governo nell’ultimo anno, preoccupandosi in continuazione di elogiare l’operato con frasi ad effetto tipo “abbiamo riacceso la macchina della speranza” e “l’Italia non è più il problema dell’Europa e contribuisce a risolvere i problemi dell’Europa”. Ora, se fossimo in una situazione favorevole, se si vedessero dei risultati concreti, sarei ben felice di leggere queste parole. La verità è però che l’Italia fa ancora fatica a camminare, molti italiani vivono in situazioni disagiate e la sfiducia nella politica è in crescita. Questa lettera, per come è impostata, è rivolta più all’elettorato che ai parlamentari del PD, atta a infondere un po’ di fiducia al governo, in calo di consenso. É pura politica d’estate, inconcludente, inutile e proclamata.

Rispondere alla domanda ”come funziona? ” sarebbe quindi facile, basterebbe dire “semplice, non funziona”. La politica d’estate è criticabile, appare inconcludente e equipara un dibattito politico in televisione ad una puntata di una qualsiasi trasmissione sportiva; è costruita volutamente in questo modo, in quanto ci distrae da situazioni che potrebbero essere scomode per il mondo politico.

Pensiamo ai matrimoni gay: la Corte di Strasburgo ha sentenziato che l’Italia è in torto. Il premier è sotto pressione dell’opinione pubblica, non solo omossessuale, per questa questione. La discussione è slittata a dopo le vacanze ma, anziché mantenere un minimo di dibattito sui media, si preferisce parlare della lettera del premier, di dove vanno in vacanza i politici e di quelli che, dipinti quasi come eroi, rimangono in città a lavorare per il bene del Paese.

Pensiamo alla situazione di Roma, città totalmente nel caos, che meriterebbe molto di più di rifiuti e parentopoli: ne parlano di più i giornali stranieri, o comunque ne parlano in maniera più decisa. Potrebbe apparire un’esagerazione nei nostri confronti ma, avendo dei conoscenti a Roma, mi è stato confermato che la città è in una brutta situazione. Perchè quindi se ne parla solo con proclami?

Napolitano_Renzi_Letta

La politica d’estate trova però la sua massima espressione nelle feste di partito, sia a scala territoriale che nazionale. É qui che i politici si scatenano, esponendo i programmi per i mesi a venire, facendo sembrare tutto facile; la platea in seguito, ovviamente, applaude. Il politico torna a casa soddisfatto, la platea pure, convinta che sarà l’anno della svolta. Di concreto però non ci sarà nulla, perchè dei problemi, quelli veri, non se ne parla. Un discorso politico estivo è di semplice impostazione: basta inserire alcune parole chiave, come riforme e cambiamento, citando alcune classiche categorie come “scuola, sanità, sviluppo….”.

Nella politica d’estate, non diranno nei comizi del nuovo taglio da 2.3 miliardi di euro alla sanità. Se ne parleranno, si preoccuperanno di specificare che è indirizzato ad eliminare gli abusi nelle prestazioni mediche non necessarie; però non vi diranno che, con una sanità già martoriata dai tagli, sarebbe stato meglio vigilare sui casi in cui le prestazioni non sono necessarie, senza tagliare altri fondi. Questa operazione viene fatta però tutto l’anno, è importante dirlo.

D’estate ci vengono inoltre offerte interviste lampo ai vari esponenti politici, anch’esse prive di contenuti interessanti e utili. Talvolta possiamo imbatterci anche in qualche dibattito, anche se dobbiamo essere particolarmente sfortunati per assistere a un momento di valore politico così scadente. Alcuni anni fa assistetti ad un dibattito tra l’allora Premier Berlusconi e un esponente dell’opposizione, Massimo d’Alema se ricordo bene. Era il mese di luglio. I due politici, fra i più in vista, diedero vita ad alcuni botta e risposta imbarazzanti; fu palese che si fossero messi d’accordo per evitare di toccare nervi scoperti, sebbene ce ne fossero parecchi. Ci fu anche uno scambio di battute con sorrisi e risate annesse. Fu un momento veramente basso per la nostra politica; da quel momento cerco di evitare di assistere a dibattiti politici, soprattutto se estivi.

Infine, la politica d’estate ci offre, sui principali media, foto dei politici in ferie. Talvolta non sappiamo dove alcuni nostri amici passino le vacanze, però siamo ben a conoscenza che Berlusconi si trova in Sardegna, di che colore è il suo costume e dove ha mangiato la sera prima.

Resta un’ultima domanda a cui rispondere: che spunti di riflessione ci offre la politica d’estate? Tanti e pochi al tempo stesso. Pochi, perchè di concreto non c’è molto, soprattutto se non ci si informa minuziosamente tramite altri mezzi più seri. Tanti, perchè è evidente quanto le situazioni siano atte a distrarci ed a convincerci che tutto va bene.

La politica si basa molto sulla retorica e sul nascondere le parti scomode dei vari temi trattati. D’estate questo procedimento è ulteriormente amplificato, approfittando delle vacanze e della distensione generale. Il risultato è un’informazione peggiore del solito e la creazione di situazioni grottesche, nelle quali ai politici manca davvero solo il bicchiere di bianchino in mano. Con buona pace (e buone vacanze?) per i poveri cittadini.

*le immagini dell’articolo sono prese da internet

Studente di Scienze internazionali ed istituzioni europee, appassionato di storia moderna e contemporanea, sport americani e natura. Scrivo per soddisfare la mia voglia di condividere idee e cercare un confronto costruttivo.