L'Italia nel pallone: colpi ad effetto

L’Italia nel pallone: colpi ad effetto

Una nazionale di calcio, sostiene il grande Mario Sconcerti, rispecchia l’attitudine del suo popolo: gioca con catenaccio e contropiede (l’Italia) se esso è abituato a vivere sulla difensiva; gioca in modo estroso (il Brasile), se la sua gente è calorosa e portata all’esuberanza. Allora, mi sono chiesto, è possibile rovesciare la metafora e applicarla alla politica? Ovvero, il modo in cui una nazione vive il calcio influenza gli usi e i costumi della politica?

Sembrerebbe proprio di sì, almeno nel nostro caso. Nel corso di questa rubrica, intitolata L’Italia nel pallone, tenterò di mettere in luce i comportamenti simili, soprattutto le cattive abitudini, che condividono le tradizioni pallonare e il modus operandi della politica. Le soprese saranno tante, perché tra il calcio e la politica nel nostro Paese vi è un legame a doppio filo.

COLPI AD EFFETTO

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Anvedi come ti conquisto la Merkel! (cit. Renzi)

Siamo in estate, periodo, per chi non lo sapesse, nel quale gli appassionati di calcio approfittano della pausa del campionato per rilassare (per quanto sia possibile) i nervi e dimenticare i veleni della stagione appena passata. Ma l’estate per gli italiani amanti del pallone è anche il periodo del calciomercato, dello scambio di figurine, delle attese sotto l’ombrellone. In una parola: dei colpi ad effetto. D’altronde si sa, la mancanza dell’adrenalina domenicale, gli stadi vuoti, i bar desolati, rappresentano il male di vivere dell’italiano medio. Così i presidenti delle squadre di Serie A, anime pie che tanto hanno cuore la salute mentale dei propri tifosi si dimostrano sempre pronti a regalare loro una emozione in grado di farli uscire, almeno per qualche settimana, dal torpore del nulla estivo.

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Genova, 29.01.2015: presentazione di Eto’o | credit: ilsecoloxix.it

Non sorprendano in questo senso le ultime estati grame di sorprese. La crisi economica non è passata inosservata neanche nel mondo del pallone italiano, che vive già da tempo una crisi parallela, di investimenti, di innovazioni, di onestà. Una crisi simile a quella che sta vivendo il Paese intero. Le riforme tanto menzionate, per esempio, sarebbero necessarie tanto in Parlamento quanto presso le sedi decisionali della FIGC. Ma la voglia del colpo ad effetto, in entrambi i casi, non è per nulla sopita, anzi. Giace sotto la brace, pronta a tramutarsi in fiamma viva appena il caso (e il portafoglio) lo vorranno. In fondo il colpo ad effetto è il modo più immediaro e spettacolare di conquistare i cuori dei propri tifosi: il colpo di mercato è un fulmine che strappa il grigiore quotidiano, una scarica che anima le menti.

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Il “contratto” di Berlusconi | credit: lettera43.it

Lo stesso a ben vedere accade spesso nella politica nostrana. Lo dimostra un esempio di giusto un paio di giorni fa. I tempi di Berlusconi, dicevano i commentatori politici, sono ormai finiti. La politica delle promesse non rispettate, del “contratto con gli italiani” è alle spalle. Poi ecco che Renzi annuncia a gran voce un prossimo taglio delle tasse, a partire da quelle sulla prima casa. E il popolo esulta per la grande notizia, arrivata senz’altro a sopresa. La somiglianza tra questo tipo di annuncio e il colpo di mercato del Presidente di turno, possa essere Agnelli con Dybala oggi o il sempreverde Berlusconi con Ibrahimovic domani, è evidente, dovete ammetterlo.

C’è un arte particolare nel mettere a segno questi colpi, anche una bellezza dell’atto in sè si potrebbe dire. Esiste tuttavia un problema in questa speciale arte che strega le menti. Anche se nessuno lo dice, il nuovo acquisto per quanto forte non ha ancora dimostrato una briciola della sua qualità, nè è provato che il detto “colpo” si dimostrerà tale. Potrebbe benissimo darsi che il giocatore non si ambienti nella sua nuova squadra, o che non trovi il giusto feeling con l’allenatore. Le variabili scatenate da un nuovo arrivo in una squadra sono tante e indecifrabili. Mettiamo, per dire, che il giocatore appena arrivato in Italia si innamori perdutamente della cucina del suo nuovo habitat e cominci a mettere su chili su chili, cosa che influenzerà assai negativamente le sue prestazioni. Per non fare altri esempi meno bonari.

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Podolski all’Inter: da colpo a flop | credit: gazzetta.it

Lo stesso vale per la politica: una misura annunciata con grande entusiasmo dal governo in primo luogo non è detto che verrà effettivamente implementata; inoltre è ancora meno sicuro che essa, nonostante l’apparente certezza, porterà degli effetti positivi sulla vita dei cittadini nel lungo periodo. Nel caso della promessa di tagliare le tasse fresca di questi giorni, ad esempio, per quanto possa apparire una manna dal cielo, si tratta di una scelta che potrebbe costringere in futuro il governo a tagliare in pari o maggio misura la spesa pubblica, riducendo i servizi (scuola, sanità, infrastrutture, ecc.) a disposizione della popolazione, necessari soprattutto alle classi meno agiate della società.

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Tagliare è facile, e poi chi paga? | credit: gazzettadellaspezia.it

Allora perché in Italia, nel calcio come in politica questa prassi risulta tutt’altro che abbandonata, nonostante i suoi incerti benefici? Semplicemente perché coi colpi ad effetto è più facile conquistare il favore della gente, che si tratti di elettori come di semplici tifosi. Un annuncio ben fatto in politica, così come la promessa di un grande colpo nel calcio, fanno salire immediatamente il grado di sostegno del personaggio pubblico in questione. Molta più fatica, va da sè, ci vorrebbe invece per conquistare un così grande consenso parlando di riforme serie e necessarie, di lotta all’evasione, così come di fair play finanziario, di progetto di lungo periodo o di giovani talenti. Anzi, sarebbe quasi impossibile. Attenzione, non si tratta di una regola solo italiana: si pensi al caso delle ultime elezioni presidenziali del Barcellona, quando uno dei candidati ha promesso agli azionisti che in caso di vittoria avrebbe messo le mani sul talentone della Juventus Pogba. In Italia questo comportamento è semplicemente più frequente e accentuato.

Insomma il colpo ad effetto capace di regalare gioie, anche se spesso illusorie, ai propri sostenitori, siano questi cittadini-elettori o tifosi, è una caratteristica in comune al calcio e alla politica nostrani. Sarà un caso se questi annunci vengono fatti spesso durante le vacanze estive, quando la nostra mente è rilassata e più incline ai buoni pensieri? Forse no, d’altronde si sa che è più facile sognare sotto l’ombrellone. In attesa del prossimo colpo ad effetto.

Studia e vive a Bruxelles. Scrive di politica internazionale, Europa e Italia. Non crede nelle soluzioni facili ai grandi problemi. Segni particolari: europeista convinto. Twitter: @WattGuidi