L'endorsement di Sarah Palin fortifica il consenso di Trump tra gli idioti

L’endorsement di Sarah Palin fortifica il consenso di Trump tra gli idioti

Pubblichiamo di seguito la traduzione di un articolo uscito ieri sul New Yorker, a cura di Andy Borowitz. Borowitz è uno scrittore, comico e attore molto apprezzato negli Stati Uniti, e la sua rubrica satirica, The Borowitz Report, conta milioni di lettori.

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DES MOINES, Iowa. Un endorsement da parte dell’ex Governatrice dell’Alaska, Sarah Palin, andrà prevedibilmente ad allargare il già ragguardevole consenso di Donald J. Trump tra i cosiddetti “votanti idioti”, come un assistente del pluri-milionario ha dichiarato martedì.
Sebbene si reputasse che Trump avesse già apposto il sigillo sul voto degli idioti in precedenza – in vista dei caucus dell’Iowa –, una recente impennata del Senatore del Texas Ted Cruz aveva rimesso gli idioti in gioco. Cruz infatti ha lavorato senza posa nelle ultime settimane per confezionare il suo messaggio su misura per gli idioti indecisi, persino riaggiustando il suo discorso standard, depurato dalle parole di due sillabe.
“È per questo che è così importante per noi il fatto che Palin abbia dichiarato di supportare Trump e non Cruz”, ha detto l’assistente di Trump. “ È stata fuori dalla politica per un po’, ma conserva sempre la reputazione di idiota”.
L’assistente ha anche aggiunto che nessuno si dovrebbe sentire sorpreso dal legame tra Palin e Trump. “Sono entrambi conduttori di reality show”, ha detto. “E abbassando l’asticella nel 2008, Palin da sola ha reso possibile la candidatura di Trump”.
E mentre i membri dello staff di Trump da un lato celebrano l’endorsement di Palin, dall’altro si rendono conto che hanno ancora il loro bel lavoro da fare per portare a casa la vittoria in Iowa. “Riuscire ad ottenere il supporto degli idioti è solo metà della battaglia”, conclude l’assistente. “Adesso dobbiamo assicurarci che arrivino ai caucus senza perdersi per strada”.

© Andy Borowitz – The New Yorker

«Al peggio non c'è mai fine, ma tu sei la fine del peggio» mi disse una cara amica, e m'è parso appropriato.