Elezioni Presidenziali degli Stati Uniti: Clinton vs Trump. Posizioni politiche e sondaggi

Elezioni Presidenziali degli Stati Uniti: Clinton vs Trump. Posizioni politiche e sondaggi

Le elezioni del Presidente degli Stati Uniti del 2016 , in programma per martedì 8 novembre, decreteranno il 45° Presidente degli USA. Tenendo conto del fatto che il mandato può essere rinnovato due volte (non di più, quindi si possono ottenere in totale solo due mandati da quattro anni) l’ elezione presidenziale del 2016 è la 58°.

Come tutti sanno i candidati dei due maggiori partiti sono Hillary Clinton (per il Partito Democratico) e Donald Trump (in corsa per i Repubblicani). La Clinton è il primo candidato alla presidenza donna (il primo quindi a superare le primarie all’interno del proprio partito per poter concorrere alla carica) ed entrambi i candidati, Clinton e Trump, per la prima volta nella storia, vengono dallo stesso stato, in questo caso quello di New York.

Prima di osservare pronostici e proiezioni cerchiamo di conoscere meglio i due candidati principali: non tratteremo in maniera approfondita i candidati degli altri partiti, sono partiti minori e oggettivamente hanno poche possibilità di arrivare alla Casa Bianca.

Hillary Clinton , il candidato del Partito Democratico alla presidenza degli Stati Uniti, è stata First Lady degli Stati Uniti ( 1993-2000) come moglie di Bill Clinton, 42° Presidente, senatore dello Stato di New York (2001-2009) e Segretario di Stato ( 2009-2013) sotto Obama. È laureata in legge a Yale.

Donald Trump è nato e cresciuto a New York, è un businessman e ha conseguito un titolo di studio in economia alla Wharton School della Pennsylvania. Non ci addentriamo nella vita privata del pluri-divorziato Trump (o nelle sue avventure televisive) così come non parleremo della Lewinsky. Parliamo invece delle posizioni politiche dei candidati, riportando le loro opinioni sui temi più importanti.

Ambiente e fonti di energia

Clinton supporta il risparmio energetico, una minor dipendenza dal petrolio aumentando il numero di veicoli a idrogeno ed è a favore della ratifica del protocollo di Kyoto. Si oppone perforazione nell’Arctic National Wildlife Refuge e alla politica energetica dell’amministrazione Bush.

Trump ha una visione nettamente differente: secondo Reuters, agenzia di stampa britannica, Trump sta prendendo in considerazione la nomina del magnate del petrolio e del gas, originario dell’Oklahoma, Harold Hamm come segretario all’energia se eletto presidente. Per la prima volta una carica relativa all’energia verrebbe affidata ad un uomo tratto direttamente dal settore petrolifero e del gas. Clinton inoltre accetta l’opinione scientifica sui cambiamenti climatici mentre Trump vede queste dichiarazioni come “bufale” (Washington Post, 2015).

Immigrazione

L’immigrazione (clandestina e non) è un tema fondamentale della campagna presidenziale di Trump. Il candidato dei Repubblicani ha espresso il suo sostegno per una serie di “limitazioni in materia di immigrazione legale e sulla concessione di visti temporanei” (quelli per i guest-worker). Ha anche proposto una “pausa” sulla concessione di Green Card, che consentirà di placare il numero alto di immigrati.

La politica della Clinton al riguardo si dirama in vari punti: 1) Riforma globale in materia di immigrazione con un percorso per arrivare alla piena e uguale cittadinanza. 2) Promuovere la naturalizzazione dei circa nove milioni di residenti permanenti legali negli Stati Uniti, che hanno diritto a diventare cittadini statunitensi (NB: gli illegali sono circa 11-12 milioni ma secondo Trump addirittura 30-34 milioni). 3) Sostenere l’integrazione degli immigrati attraverso la creazione di un Ufficio nazionale per gli affari degli immigrati , con una sovvenzione di $ 15 milioni per servizi di integrazione e per un aumento delle risorse federali per l’educazione degli adulti alla lingua inglese e di educazione alla cittadinanza. 4) Condurre l’applicazione della legge in materia di immigrazione in maniera più umana e mirata con la detenzione e la deportazione di quegli individui che rappresentano una minaccia violenta per la sicurezza pubblica. La Clinton sostiene inoltre la chiusura dei centri privati di detenzione degli immigrati. Clinton sostiene comunque la costruzione della barriera di 1,1 km per evitare l’immigrazione illegale dal Messico.

cl3

Politica estera

Conflitto tra Israele e Palestina: Clinton ha ribadito il suo sostegno per una soluzione “a due stati… L’unico modo per garantire la sopravvivenza a lungo termine di Israele come un forte stato ebraico e democratico”. Nel dicembre 2015, Trump ha detto all’Associated Press che il raggiungimento di un accordo di pace israelo-palestinese dipenderà molto da Israele. Trump ha detto che “bisogna capire se entrambe le parti vogliono pace e se Israele è disposto a sacrificare certe cose”. Trump ha criticato l’Autorità palestinese per l’assenza di volontà nel mantenere e cercare la pace , dicendo: “L’Autorità palestinese deve riconoscere il diritto di Israele ad esistere come stato ebraico e devono fermare il terrore , fermare gli attacchi, fermare l’insegnamento dell’odio… devono smettere di insegnare l’odio ai bambini che aspirano a crescere come terroristi”.

Iraq: nel 2002, ad uno show in una stazione radio, Trump si dichiarò favorevole alla Guerra in Iraq e addirittura la vide come un successo. Successivamente cambiò idea e disse che era impossibile installare in Iraq la democrazia: “Due minuti dopo che avremo lasciato l’Iraq, ci sarà una rivoluzione”. Nella campagn elettorale 2015-12016 ha sostenuto di non aver mai sostenuto la guerra. L’11 ottobre del 2002, Clinton ha votato a favore della Autorizzazione all’uso della forza militare contro l’ Iraq. Ha inoltre sostenuto l’importanza di mantenere una minore percentuale di truppe in Iraq per il futuro.

Afghanistan: il 6 ottobre 2015, Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti “hanno fatto un terribile errore farsi coinvolgere in Afghanistan”. Quando gli è stato chiesto di nuovo il 20 ottobre 2015, Trump ha invertito la sua posizione , affermando di non aver  visto l’entrata degli Stati Uniti in Afghanistan come un errore. Trump ha dichiarato che la guerra in Afghanistan era necessaria e ha sostenuto la necessità di mantenere un numero limitato di truppe nel paese.  Clinton sostiene la decisione del presidente Barack Obama di mantenere 5.500 truppe statunitensi in Afghanistan fino alla fine del suo mandato nel gennaio 2017.

ISIS e Siria: Trump ha dichiarato nel novembre 2015, “Io so di più sull’ISIS dei generali. Credetemi”. Quando gli è stato chiesto nel  dibattito sulla CNN l’11 marzo se avrebbe inviato truppe di terra per combattere l’ISIS , Trump ha risposto “Dobbiamo, non abbiamo scelta. Dobbiamo mettere fuori gioco l’ISIS”. Quando gli chiesero di specificare i numeri di queste truppe, Trump ha risposto: “Bisognerebbe ascoltare i generali , ma credo di aver sentito da 20.000 a 30.000. Dobbiamo metterli fuori gioco  in fretta.” Più tardi quel mese, ha ritrattato questa affermazione , dicendo che non avrebbe mai  mandato da 20.000 a 30.000 statunitensi a combattere l’ISIS . Nel giugno del 2016, Trump ha dichiarato che « [ ama ] l’idea di usare i vicini della NATO e anche gli stati che non sono nella NATO” per combattere l’ISIS. La Clinton si oppone a mettere truppe da combattimento a terra in Siria o in Iraq , ma supporta una distribuzione estesa di operazioni speciali delle truppe degli Stati Uniti per aiutare le forze locali. Sulle azioni militari americane contro l’ISIS in Siria, la Clinton vuole andare oltre quello che il presidente Obama ha fatto in termini di campagna aerea e di  supporto per le forze locali. Clinton ha anche proposto una no-fly zone nel nord della Siria, applicata dagli Stati Uniti e dagli alleati, che fornirebbe una zona cuscinetto umanitaria (o “porto sicuro”), che proteggerebbe i civili in fuga dal regime di Assad e dall’ISIS.

cl

Aborto
Trump ha detto che l’aborto dovrebbe essere legale in casi di ” stupro , incesto o quando la vita della madre è a rischio”. Clinton è pro- scelta e afferma che l’aborto dovrebbe essere sicuro e legale. Clinton ha dichiarato che il controllo delle nascite è fondamentale per l’assistenza sanitaria.
Problematiche razziali

Secondo Clinton c’è “razzismo nel nostro sistema di giustizia penale”. Sostiene che gli americani bianchi dovrebbero entrare in empatia con gli afro-americani. Quando gli è stato chiesto se crede che la polizia tratti gli afro-americani in modo diverso rispetto ai bianchi, Trump ha risposto: “Potrebbe essere”. Quando gli è stato chiesto se poteva comprendere l’ esperienza di essere afro-americano Trump ha risposto: “Mi piacerebbe dire di sì , ma davvero non si può se non si è afro-americani. Non è possibile capire veramente cosa stia succedendo se non si è afro-americani. Vorrei dire di sì , però.”

Matrimoni tra persone dello stesso sesso

Nel giugno del 2015, quando gli viene chiesto della sentenza Obergefell v Hodges (quella che ha poi permesso il matrimonio tra persone dello stesso sesso in tutti gli Stati Uniti), Trump ha detto: ” Avrei preferito che ogni singolo stato potesse scegliere cosa fare al riguardo. Ma hanno preso questa decisione … Ad un certo punto bisogna essere realistici al riguardo”. In seguito, il 1 ° febbraio 2016, Trump ha dichiarato che, se eletto, avrebbe fortemente considerato  la nomina di giudici della Corte Suprema che avrebbero ribaltato la sentenza Obergefell v . Hodges. La Clinton nel 2007 si dichiarò contraria alle nozze tra persone dello stesso sesso. Successivamente però ha cambiato opinione e ad esempio, il 28 aprile 2015 , il giorno in cui la Corte Suprema ha deciso riguardo alla Obergefell v . Hodges la Clinton ha rilasciato una dichiarazione per mezzo di Twitter “Ogni coppia & famiglia merita di essere riconosciuta e trattata allo stesso modo secondo la legge in tutta la nostra nazione – H. “. Ha usato anche gli hashtag #LoveCantWait e #LoveMustWin. Nel giugno del 2015, Clinton ha spiegato perché ha cambiato la sua posizione sul matrimonio omosessuale, dicendo che “si è evoluta nel corso del tempo”. Ha aggiunto “Sono molto, molto orgoglioso di affermare che io sono un sostenitore a pieno dell’uguaglianza del matrimonio”.

 

Vediamo ora i pronostici: ciò che più mette in allarme i dirigenti delle campagne elettorali sono gli stati Swing, ossia gli Stati in bilico, anche detti battleground states (Stati terreno di battaglia). In questo caso tra gli stati Swing troviamo Arizona, Colorado, Florida, Georgia, Iowa, Maine, Michigan, Minnesota, Missouri, Nevada, Nebraska, New Hampshire, North Carolina, Ohio, Pennsylvania, Utah, Virginia e Wisconsin. Nella maggioranza di questi stati nessuno dei due partiti ha un chiaro vantaggio. In alcuni però uno dei candidati è favorito: la Clinton sembra esserlo in Colorado, Michigan, Minnesota, New Hampshire, Virginia e Wisconsin (6), mentre Trump è in apparenza in vantaggio in Nebraska e Utah (2).

cl2

Nel Nationwide opinion polling (sondaggio di opinione) che tiene conto di quattro candidati (oltre alla Clinton e a Trump vengono contati Gary Johnson per il Libertarian Party e Jill Stein per il Green Party) a settembre la situazione è questa: Clinton, 41%, Trump, 38%, Johnson, 8% e Stein,3%.  Clinton è in vantaggio su Trump di 3 punti. In tutti questi sondaggi, realizzati da giugno a settembre, la Clinton è sempre stata in vantaggio di tre punti in media (a volte arrivando a 6) tranne che in uno dei sondaggi di luglio: nei tre sondaggi realizzati quel mese la Clinton è in vantaggio di 4 punti in due mentre in uno dei sondaggi Trump le è superiore di un punto.

Nel Nationwide Polling – Choice for President (Trump vs. Clinton), con solo i due candidate dei partiti maggiori come sfidanti la situazione è differente: i sondaggi vengono realizzati da aprile. Ad aprile la Clinton era in vantaggio di 10 punti nei primi due sondaggi e di 8 nell’ultimo. A maggio all’inizio la Clinton supera Trump di 6 punti ma poi si ritrovano pari. A giungo il vantaggio della Clinton oscilla dai 2 ai 7 punti mentre a luglio, come già detto, parte da 5 punti di vantaggio su Trump e arriva ad essere sotto di lui di 1 punto. Ad agosto Clinton è in testa tra i 6 e i 7 punti e attualmente, settembre, è in vantaggio di 4 punti: Clinton è al 46% mentre Trump è al 42%. Ad oggi quindi il vantaggio della Clinton è palese ma non al massimo: è stata in vantaggio di 10 punti in passato mentre ora la distanza che la separa da Trump è di soli 4 punti.

Non è una battaglia dall’esito così certo quindi: la Clinton si dimostra, nelle sue opinioni, una donna democratica che ha fatto della politica un vero mestiere, dimostrando un’ampia conoscenza anche dei temi di politica estera. Trump d’altro canto si dimostra deciso nelle sue affermazioni non sempre popolari (si può ammirare la sua temerarietà) e rappresenta un prestito alla politica. La sua poca conoscenza su alcuni temi e i suoi repentini cambi di opinione non dimostrano però una grande forza o una solida preparazione nei punti tematici più rilevanti. Il vantaggio della Clinton è stato pressapoco costante ma negli ultimi sondaggi il vantaggio su Trump si è assottigliato. Saranno gli indecisi, gli Stati “Swing” in bilico a decretare il vincitore? O anche tra i più accaniti sostenitori di un partito preciso potrebbero esserci dei ripensamenti? Alla fine la domanda è questa: Trump riuscirà a convincere davvero i Repubblicani?