Bonus ai diciottenni: ecco pro e contro dell'ultima idea di Renzi

Bonus ai diciottenni: ecco pro e contro dell’ultima idea di Renzi

La scorsa settimana Renzi ha proposto di istituire dal prossimo anno un bonus da €500 da investire in cultura per tutti i neo-diciottenni. In un Paese perennemente immerso nel tifo da stadio, anche se poi allo stadio alla domenica non ci va quasi nessuno, è inevitabile che su ogni provvedimento proposto dal governo ci siano solo due schieramenti: pro o contro. Il mondo è bianco o nero, si è buoni o cattivi. O forse no? Fatta la premessa che si tratta soltanto di un’idea, cerchiamo di dare una panoramica il più possibile equilibrata dei pro e contro denunciati dalle varie forze politiche e non solo.

Partiamo dalle argomentazioni contro:
”E’ uno spot elettorale! I soldi arriveranno sicuramente poco prima delle elezioni amministrative”
Diciamo innanzitutto che in Italia si vota sempre, almeno una volta all’anno c’è un’elezione, che sia nazionale, regionale o locale. E’ un po’ come quando Berlusconi si lamentava della giustizia ad orologeria prima delle elezioni. Sicuramente l’eventuale arrivo del bonus a poche settimane delle elezioni sarebbe sospetto, specie visto che è rivolto ai neo-diciottenni, neo-elettori; ma va anche detto che un mondo in cui il 100% dei provvedimenti ‘a favore di qualcuno’ è uno spot elettorale è un mondo eccessivamente complottista…forse!

”Perchè solo ai 18enni? Perchè votano e nei sondaggi sono tendenzialmente grillini!”
Effettivamente il bonus da 80€ prima delle Europee ha funzionato, e sicuramente molti 18enni non seguono la politica, non votano e quindi potrebbero essere indotti a scegliere PD. Però va anche detto che un limite da qualche parte va posto. Avessero detto “bonus agli under 21” si sarebbero lamentati i 22enni, “bonus dai 16 ai 25” e sarebbero scesi in piazza 15enni e 26enni”. E poi ovviamente dandolo “solo” ai 18enni si risparmia! E’ sicuramente un inizio e non credo si possa essere contrari a dare soldi a qualcuno. Chiaramente sarebbe meglio darli a tutti, ma anche a me questa sera piacerebbe uscire con la Satta, per dire.

”Non si premia il merito, è un provvedimento a pioggia”
Vero, ma provate ad immaginare cosa sarebbe successo se si fosse stabilito un criterio di merito. Chi se la prende questa responsabilità? Ipotesi: saranno beneficiari tutti quelli con media superiore a X. A parte che anche qui quelli con media X-0,1 creerebbero barricate, già lo stesso prof. non è mai equo al 100%, pensare che lo siano scuole diverse mi pare irrealistico. Per tacere delle ovvie obiezioni “Sì ma io ho fatto il ‘liceo Y’, è più difficile del liceo K!’”. E non voglio dire niente su scuole che in caso di istituzionalizzazione del provvedimento per gli anni a seguire, per raccattare più studenti cercherebbero di dare un aiutino agli studenti con media “nelle vicinanze di X”. Insomma, secondo me la meritocrazia sarebbe difficilmente attuabile, purtroppo. Sicuramente si sarebbero potute istituire differenze tra famiglie a reddito alto e meno alto, su questo non credo ci siano dubbi. E questa mancanza dà adito alle valutazioni pro-elettorali del provvedimento.

”Si potevano spendere meglio!”
A titolo personale avrei preferito qualcosa tipo “Musei gratis ai 18enni”, o una spesa a favore dell’edilizia scolastica. Certo, sarebbero stati provvedimenti meno “tangibili” dall’elettorato e non so quante scuole si sarebbero potute mettere a posto con 275 milioni. Un punto a mio avviso critico della proposta saranno i paletti posti sul come spendere questi 500€. Problema analogo al bonus ai professori. Sicuramente molti avranno investito in corsi di formazione e libri, ma temo che molti abbiano investito in tablet per giocare a Candy Crush e cinema (e non venitemi a dire che anche “Natale sul Nilo” e simili rientrano nella ‘cultura’).

”L’avesse proposto Berlusconi sarebbe successo un casino!”
Innazitutto lasciatemi dire una cosa: non l’ha fatto. Anzi, Tremonti operò tagli alla cultura dicendo che “Con la cultura non si mangia”. Detto questo, sicuramente qualcuno avrebbe storto il naso, ma si ritorna al problema del tifo da stadio di cui sopra. Purtroppo abbiamo una visione manichea della politica, e non ci possiamo fare alcunché.

”Fatta così sembra un dono del Principe”
Purtroppo questo è un malcostume della politica. Da circa 25 secoli. Come la lettera alle neo-mamme che anticipava il bonus-bebè era a nome del “presidente Berlusconi”, così gli €80 erano praticamente firmati. E’ così, è sbagliato, è una conseguenza del fatto che la politica si fa su Facebook e Twitter, che dei giornali si leggono solo i titoli e così via. Aggiungo che forse Renzi preferirebbe che il parlamento bocciasse il provvedimento per fare bella figura a costo zero. Ma notoriamente penso sempre male.

500_euro

Bonus vermiglio | cc: internet

Passiamo ai pro:
”E’ giusto rilanciare i consumi, specie in ambito culturale”
Vero, sacrosanto. Alla fin fine i conti devono quadrare ed in periodo di crisi bisogna far ripartire l’economia. L’Italia dovrebbe guadagnare dalla cultura quanto gli Emirati arabi guadagnano dal petrolio. In più sicuramente educare alla cultura è un passo importante. Resta da vedere come verrà applicato in pratica il provvedimento. Se i soldi venissero spesi in libri, musei, opera e così via l’obiettivo sarebbe raggiunto. Se invece fossero spendibili in biglietti per i cinepanettoni, tablet e biografie di calciatori…
Gli esponenti del governo dicono che la cultura è al centro del programma, come si vede ad esempio nella “buona scuola” e nella reazione alla sciopero che ha chiuso il Colosseo qualche mese fa. Speriamo!

”La cultura favorisce la lotta al terrorismo”
Sicuramente parlare di cultura in riferimento alla lotta la terrorismo è un fatto di per sè positivo, che aiuta a non cadere ancora nella trappola dell’ossessione sicuritaria e antiliberale. Voglio però sperare che questo non sia l’unico provvedimento ideato dal governo. I vari sindacati di polizia si lamentano della scarsità di risorse, forse bisognerebbe intervenire anche in questo senso.

”Diventerà un provvedimento strutturale”
Ecco, se l’investimento in favore dei giovani e della cultura diventasse un impegno organico, stabile, nell’ordinamento italiano, ci piacerebbe molto di più. In quel caso le critiche sulla tempistica dei provvedimenti-lampo e sulla “mancetta” verrebbero meno.

In tutta onestà non so cosa pensare della proposta. E’ inutile negare la componente pro-elettorale, ma la stessa cosa si potrebbe dire di qualsiasi provvedimento governativo. Da quando esiste la politica chi se ne occupa cambia registro quando va al potere, essere all’opposizione è più semplice, criticare è di una facilità disarmante. Al contrario è spontaneo cercare di accaparrarsi il consenso, e la tentazione di aiutare più persone possibile anche. Se il bonus in questione fosse il primo di una serie di provvedimenti a sostegno della cultura in senso ampio io, come molti scettici, ne diventerei un pieno sostenitore senza remore.