stark spremiagrumi

Il design non si inventa, si interpreta!

Buon AngryTech a tutti! Oggi parliamo di qualcosa che con la tecnologia c’entra, ma non troppo.

PARLIAMO DI DESIGN

Intanto, cosa vuol dire design? Secondo la definizione che va per la maggiore, design è “ideazione e progettazione di oggetti d’uso da prodursi in serie dall’industria, secondo forme esteticamente valide in rapporto alla funzionalità dell’oggetto.”

Quindi? Quindi, un oggetto di design deve in primo luogo essere funzionale. E già su questo primo aspetto scoppia una bomba: vediamo infatti sempre più oggetti di design che non solo non sono funzionali, ma ancor peggio, si definiscono tali – non nel loro utilizzo, ma in loro altre caratteristiche. Facciamo l’esempio dello spremiagrumi modulare, composto da varie componenti piatte di metallo, per il quale si parla di “funzionalità di trasporto”. Questo oggetto smontato ingombra lo stesso spazio di un foglio A4, ed è di certo trasportabilissimo; peccato che non abbia un modulo per raccogliere la polpa, i semini e nemmeno il succo. Insomma, per la seconda volta dopo Stark, viene realizzato uno spremiagrumi che non serve a nulla se non ad essere “Bello, Bello, Bello in modo assurdo”. Ce la vedo mia madre, dopo averlo ricevuto a Natale, a dirmi “Sai Andrea? È proprio funzionale, lo tengo nel cassetto che è un piacere, poi dopo averlo usato pulisco la cucina per 45 minuti! Ma si ripone così bene, ed è così bello!”. Probabilmente lo userebbe più volentieri per trafiggermi il cuore.

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Dovrai pulire il bancone della cucina per un’ora, ma davanti al bello…..

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L’inenarrabile comodità di uno spremiagrumi da cassettino!

Ok, ma vista questa deriva generale, perché dovrebbe entrarci la tecnologia? In realtà, c’entra per diversi aspetti, primo su tutti il trend in continua crescita di commercializzare prodotti che siano belli e “facili/economici” da realizzare. Quanto si potrebbe risparmiare ad esempio se un PC portatile fosse completamente modulare e facile da assemblare? Il prototipo di questo concetto furono i primi MacBook Unibody di Apple: una lastra di alluminio tagliata e scavata nella quale si posavano i componenti con grande semplicità; e, in questo caso, design del prodotto e design industriale si incontrarono così perfettamente da rendere il prodotto un grande successo.

Inizia ad essere chiaro quanto sia importante il design per la tecnologia in senso ampio. Possiamo quindi tornare ai nostri ultra discussi telefoni. Sappiamo che oggi, dal punto di vista prestazionale, le differenze sono minime: i telefoni cinesi di marche sconosciuti hanno prestazioni ottime, e le loro prestazioni non si discostano più di tanto dai top di gamma dei produttori di alto livello, per cui da un anno a questa parte questi ultimi si concentrano particolarmente sul design. Questo crea un problema di omologazione: infatti, se un sistema operativo è facilmente copiabile, figuriamoci il design! Vista la foto, copiarlo è un attimo, ed è quello che sembra accadere quotidianamente, ad ogni annuncio di un cellulare nuovo.

Proprio negli ultimi giorni, a questo proposito, si è scatenata la critica nei confronti dei nuovi Samsung C5 e C7, a detta di tutti copiati pari pari dall’iPhone 6S – cosa che già è un errore visto che il design del 6S è lo stesso del 6… Ma andiamo oltre. Vi chiedo adesso lo sforzo di pensare solo all’estetica (ma non ai colori) e di confrontare le prossime immagini.

Comparazione estetica dei cellulari degli ultimi anni:

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iPhone 6 e 6S

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HTC One M7

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Samsung Galaxy C5

HTC-One-M9

HTC One M9

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L’appena annunciato OnePlus 3

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Huawei Mate S

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HTC 10

In effetti tutti assomigliano proprio all’iPhone 6! Scandalo! Eppure Apple, che denunciò Samsung per aver copiato l’iPhone 4 ai tempi del Galaxy S2, questa volta ha taciuto. Perché? Beh, perché il primo telefono con questo design Unibody in metallo, con le bande bianche per l’antenna (in modo da non ripetere l’antenna gate dell’iPhone 4) ecc ecc, non fu di un iPhone. Infatti è il secondo telefono di questa gallery, l’HTC One M7, il capostipite di questo design: ha vinto numerosi premi, surclassando per due anni Apple nei concorsi di design dei telefoni e lasciando molto indietro Samsung, che ha recuperato solo con l’S6 l’anno scorso.

Tutti copiano questo design perché, proprio come quello dei MacBook Unibody, offre molti vantaggi:

  • Il telefono non può essere smontato senza lasciare tracce: questo significa che per le riparazioni o vi affidate all’assistenza autorizzata, o decade la garanzia.
  • Il telefono viene composto dal numero minimo di componenti e assemblato in pochi istanti con margine di errore più basso.
  • La batteria non è sostituibile (e spesso non viene commercializzato il ricambio originale); aumenta perciò il tasso di sostituzione essendo soggetta a deperimento fisiologico.
  • Può essere usato il metallo per una sensazione “premium”.

Direi che questo dovrebbe aver spiegato perché questi telefoni si assomigliano tutti, ma dovrebbe anche aver sfatato il mito che tutti stiano copiando iPhone 6.

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LG G5

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Lenovo Moto Z

In tutto questo c’è comunque chi se ne priva, come LG, che con il suo G5 si è staccata da questo tipo di design o Lenovo (che ha acquistato Motorola) con il suo Moto Z; e chi, come HTC, avendo inventato questo linguaggio lo reinterpreta in maniera nuova, dando ancora più risalto all’ergonomia. In fondo, però, questo discorso lascia il tempo che trova: comprate quello che più vi piace e più si adatta alle vostre esigenze, e la prossima volta che leggete un articolo che grida allo scandalo e al plagio, provate a non esserne così influenzati.

Stay tuned!

Sono un giocatore di rugby appassionato di tecnologia, sopratutto mobile. Conosco e utilizzo iOS e Android in maniera avanzata, anche se non sono un programmatore. Sono sempre aggiornato sui prossimi trend tecnologici.