Sex & the Angry: Le 10 risposte sbagliate al "Ti amo" (e quella giusta)

Sex & the Angry: Le 10 risposte sbagliate al “Ti amo” (e quella giusta)

“Ti amo”: che belle parole, nevvero? Una frase densa di trasporto che se pronunciata (anzi, diciamo “pronunziata” per darci un tono) con coscienza e reale sentimento è quasi (quasi) alla pari di altre bellissime frasi che tutti vorremmo poter dire, come “Te l’avevo detto”, “Ma volevo pagare io ‘sta volta, vabbè sarà per la prossima” oppure “Ma io mangio tantissimo, ho un metabolismo che brucia tutto”. Sentirselo dire invece è diverso: ci mette nella condizione di essere il membro ricettivo della coppia, quello che ottiene qualcosa, inaspettatamente, e che quindi deve gestire questa informazione nel modo migliore. Il compito non è facile se non dici “anche io” poiché da una parte bisogna cercare di non ferire l’altro, ma si deve anche evitare di compromettere se stessi o di mentire. Che si fa? Ci si finge improvvisamente sordi e tutto finisce qui. Sono sordo da due minuti non so leggere le labbra, non ti capisco, davvero, lasciami in pace. Magari.

No. Bisogna trovare la risposta giusta. Come? Vedendo per prima cosa quali sono le risposte sbagliate.

TI AMO…

1) …GRAZIE.

L’educazione è sempre apprezzabile, le buone maniere e l’essere civili ci rendono sempre persone migliori. Detto ciò brutta test di c***o non ti ho appena tenuto la porta aperta mentre passavi. Non ti ho confessato che mi trastullo pensando a te (non si deve ringraziare per questo, ma forse deve partire una denuncia per stalking mentale a fini erotici?). Il “grazie” ficcatelo dove non batte il sole, per favore (l’educazione prima di tutto).

2) …IO NO
Allora: se qualcuno ti dice che te quiera (sarà spagnolo corretto? Forse sì, ma può essere che significhi “la mia tartaruga è nostalgica”… o forse no, che ne so, io ho fatto francese… non so niente di Don Chisciotte di Miguel de Cervantes Saavedra ma ne so solo di Lady Oscar, Cristina d’Avena) siete ad uno stadio avanzato della vostra relazione. Insomma: non siete due sconosciuti. Tu non lo ami oggi. Ma domani? Datti del tempo. Se invece è praticamente uno/a sconosciuto/a colui/colei che je t’aima (ok non ho fatto nemmeno francese, neanche Lady Oscar, ma “Mai dire Banzai”, in giapponese) allora puoi anche non rispondere. Sorridi e mollalo/a. In maniera delicata. Tipo fingiti morto.

3) …DAVVERO?
Ti stupisci? Stai ammettendo l’impossibilità per qualcuno di amarti. Datti un tono. Davvero? Sei sicuro? L’accendiamo? Minchia Gerry, mi ama, avevi ragione, non posso crederci.

4) …NON PENSO PROPRIO
Che ha delle varianti tipo “ma anche no”, “non credo proprio” o la più prolissa che pone questioni rilevanti “ma che c***o dici?”. Potete pensare che sia prematuro dirlo. Ma perché dubitare del sentimento dell’altro? Ripeto: chi dice “ti amo” dovrebbe farlo con coscienza, il tempo però non conta. Ho due amici che si sono innamorati e sposati lo stesso giorno in cui si sono conosciuti. Sì, Dharma & Greg, e…ah no, quella non è vita vera.

5) …ARGH… (con annesso ghigno contrariato)
Lui/lei ti dice che ti ama e tu ora, proprio ora esterni i tuoi dubbi sulla relazione. Uno dei due è sul “ti amo” e l’altro pensa “Merda ma io  stavo considerando di lasciarci…”. Le cose sono due: o quello che ama non ha capito la crisi che state vivendo o tu non hai avuto le palle di parlarne prima, o almeno di dimostrarlo in qualche modo.

6) …CHE ROMANTICO/A!
Ovvietà. Certo che chi ti dice che ti ama è romantico/a. Ma far notare all’altro questa ovvietà non ti tira fuori dai pasticci. Poi qualcosa lo devi dire comunque. Se l’altro guida in autostrada ai 20 all’ora, tu dici “Come vai piano!”, ma aggiungi anche “Schiaccia il pedale che mio fratello è partito per l’Erasmus ieri e vorrei vederlo quando torna, tra sei mesi” oppure “Menomale che sei una lumaca perché soffro la macchina e caccerei anche l’anima di mortacci mia”. Qualcosa devi aggiungere comunque!

7) …ANCHE IO TI VOGLIO BENE!
No. Spieghiamo tramite un esempio pratico dove sta l’errore. Uno dei due (il “ti amo”) regala un iPhone 9. L’altro un sasso a forma di cuore trovato per strada e che in realtà è una gomma da masticare.

8) …ESAGERA!
“Addirittura mi ami? Ma tu hai dei problemi, ma ti sembra il caso? Ma che cavoletto dici? Sei fuori come un balcone! I tuoi genitori, evidentemente imparentati, geneticamente parlando sei uno squallore, ti hanno fatto cadere per terra da piccolo?”. Si può rispondere così?

9) …PERCHÉ?
È una risposta/domanda che non si dovrebbe fare, ma a me piace. Perché l’altro potrebbe rispondere male. Tipo “perché sì” (te lo ha prescritto il medico?), “perché sei bello/a” (sei solo una faccia, un corpo?) o “perché mi fai ridere” (sono quel cesso di Checco Zalone?). Se invece desse spiegazioni plausibili e aggiungiamo incredibilmente romantiche potrebbe andare. Però avete risposto facendo ruotare tutto su voi stessi. Questo non si fa. La cosa meno sexy e meno galante del mondo è l’egocentrismo.

Arriviamo all’ultima risposta SBAGLIATA…
10) …ANCHE IO
Vi spiego perché questa, la classica risposta al “Ti amo”, è sbagliata. Io ti dico che ti amo e tu mi dici che provi lo stesso per me. Io ti dico che nutro un forte sentimento per te, il più coinvolgente, il sentimento ultimo e finale oltre che fatale, e tu, solo in quel momento, mi dici che provi lo esso per me. Capite dove voglio arrivare? Se mi rispondi che mi ami anche tu, dopo che te l’ho detto io… perché non me lo hai detto prima? Non ci avevi mai pensato? Tu non pensi a me, a noi, a cosa ci porti ancor oggi a stare assieme? Hai dovuto aspettare che lo dicessi io? Perché? Mi stai mentendo col tuo “anche io”? Oppure non ti fidavi di me?

Quindi, per finire, la risposta corretta al “Ti amo” è ….discuterne. Discuti del perché lo/a ami anche tu. Del perché non lo hai detto prima o perché solo ora, che l’altro confessa i suoi sentimenti, credi di condividerli o del fatto che la tua insicurezza ti ha impedito di esternarli prima. E se non l’ami, va bene lo stesso: spiega perché per te è troppo prematuro parlare ora di amore e se l’altro/a può capire la tua ritrosia. Se tu mi ami e io non ne sono certo, puoi aspettarmi?