Sex & the Angry: Primo Appuntamento, dove andare, cosa fare e soprattutto... sesso o no?

Sex & the Angry: Primo Appuntamento, dove andare, cosa fare e soprattutto… sesso o no?

Partiamo con questa rubrica dall’inizio della storia.

No, non parleremo di come nascano i bambini anche perché ultimamente sembra che la gente debba capire come NON far nascere i bambini: controllo delle nascite, mai sentito?

Non parleremo nemmeno di Adamo ed Eva. Anche se un po’ riguarda pure loro: se Adamo avesse portato ad Eva per il loro importante incontro una cesta di frutta esotica, un bel piatto di sushi o la pelliccia di un leopardo (non erano in via d’estinzione all’epoca) magari non si sarebbe vista costretta, la nostra povera progenitrice, a doversi occupare lei della cena. Una mela per cena. Un aperitivo diciamo. Una merenda vegana. Di questo parleremo oggi: gli appuntamenti.

adam-and-eve

Tutto sto casino per una mela: per un sushi all you can eat potrei capirlo. Ma anche per un open bar. Una mela? No.

Brividi nell’aria, lo sento. Chi ci sta leggendo ed è fidanzato non è interessato ai primi appuntamenti. Sbagliato! Leggi e cerca di capire se il tuo lui o la tua dolce metà ha fatto qualche errore. Per gli altri, i single, ALL THE SINGLE LADIES!, leggete, capite e diteci delle vostre sventure.

Quando conosciamo qualcuno, ad una festa di compleanno, a casa di amici, in una serata particolare a base di collutorio, vodka e lubrificante, per dire, non possiamo dire di essere già usciti con questa persona, non vale come appuntamento. Il vero appuntamento è quando lui/lei ti scrive il giorno dopo e ti chiede di vedersi: tu leggi il messaggio, chiami tutti i tuoi amici, il tuo pediatra che diceva che con quelle tonsille così gonfie non avresti trovato mai l’amore, aspetti sette ore e poi rispondi: “Si, direi che si può fare…”.

Perché non possiamo mostrarci subito esaltati. Dobbiamo aspettare, dimostrare che non siamo troppo coinvolti. Quanto odiamo le spunte blu di Whatsapp?!? Mi impedisci di essere freddo, maledetto!

Piccola parentesi: che palle. Quando conosci qualcuno non puoi mai essere troppo sincero, rischi di spaventare gli altri. Ma se al primo appuntamento io ti rivelo le mie idiosincrasie qual è il problema? Se le cose vanno bene prima o poi le conoscerai comunque. Esempio: io non mangio mai da solo in pubblico perché mi mette in imbarazzo e temo che la gente possa pensare, se mi vede mangiare qualcosa di sostanzioso, che sono un obeso mentre se mangio insalata leggo sui loro visi “E’ inutile che mangi leggero, tanto resti grasso!”. Siamo tutti psicotici e sarebbe un bene se ci rivelassimo da subito per quello che siamo: ho un’amica che non pronuncia MAI la parola “vergine” perché è convinta che facendolo tornerebbe illibata e un amico che prima di uscire con una ragazza ogni volta si masturba, “prova della sega”, e se dopo aver finito ha ancora voglia di vederla vuol dire che è davvero interessato. Tutti siamo psicotici perché vi assicuro che questi due tizi passano per normali. Chiaramente non lo sono: siate voi stessi sempre perché nessuno vuole uscire con una maschera, un personaggio o una finzione. Nessuno è normale.

Parleremo quindi del primo appuntamento, ossia cos’è giusto fare, dove andare e cercheremo di analizzare l’annosa questione: farlo o no, darla o non darla, “saliamo da te a bere qualcosa?”

Non è per forza l’uomo, se parliamo di coppie eterosessuali, a dover decidere il luogo dell’incontro: siamo nel 2015, la donna può persino pagare il conto al ristorante, non vogliamo un padre padrone ma un cavaliere, al limite, e quello non lo si vede dai soldi. Ma dalla spada. No, scherzo, si vede dal modo in cui ti tratta, la gentilezza di qualcuno non dipende dal portafoglio.

Vi propongono di uscire e se siete disperatamente alla ricerca di qualcuno dopo sei ore dal parrucchiere, sette ore dall’estetista a farsi arare o, nel caso di uomini, dopo una seduta da uno psicologo/esorcista per estirpare dalla mente l’immagine di vostra madre, siete pronti per questo appuntamento.

Dove andiamo?

Secondo me è interessante far scegliere all’altra persona dove andare. Quante cose si capiscono da questa scelta…

Il classico da film è la cena: ma abbiamo 20 anni circa, 30 sulla carta d’identità e 40 se guardi i segni del tempo causati da esami universitari, caffè, feste Erasmus e sigarette. La cena è troppo impegnativa soprattutto a livello economico poiché se l’altro sceglie un ristorante costoso è ovvio che non pagherò. Non tutti gli studenti ne hanno i mezzi. Le ragazze hanno appena speso 350 euro tra parrucchiera, estetista e vestiti per la serata. Col cavolo. Portare una ragazza a cena in un luogo esclusivo la mette in imbarazzo in parte e poiché pagherai tu, perché tu hai scelto il posto, lei poi è obbligata a dartela. Stupro psicologico. La cena è molto da film o da persone più mature, non è adatta come primo appuntamento per quelli della nostra età. La pizza? Io non voglio che qualcuno mi veda mangiare con le mani al primo appuntamento e la mia pizza preferita è con gorgonzola, salsiccia e cipolle, l’anti pomiciata quindi.

lilli e il vagabondo

Quindi no alla cena. E’ da film americani. Giusto Lilli e il Vagabondo vanno a cena fuori. Ma solo perché lei è un’astemia. E comunque ai cani mangiare pasta così tanto condita non fa bene. Il Vagabondo non lo sapeva? E’ saggio uscire coi poveri?

Il più gettonato è sicuramente l’aperitivo: un classico italiano. E’ poco impegnativo sia a livello economico che temporale. Se ci vediamo alle sette e mezza io alle nove posso andarmene se mi disgusti. Io di solito uso amici/sorella/madre come complici: al messaggio “Chiamami” mi devono chiamare e stare in silenzio mentre interpreto il personaggio tragico del momento:

“Cosa? Oddio quando è successo? Arrivo subito!” giù il telefono e spiego la sceneggiata: la mia cara nonna soffre di demenza senile e ha appena usato il suo gatto come bazooka contro i miei cugini gemelli siamesi. Devo correre a casa per aiutare prima che la situazione degeneri. Piano strategico di fuga si chiama questa pratica.

L’aperitivo è sicuramente più easy dal punto di vista del tempo, del costo e dell’impegno che richiede. Ma c’è un problema: cosa bere?

Io aspetto sempre che l’altra persona ordini da bere: sapete quante volte ho ordinato un bel gin tonic e l’altra persona un succo di frutta alla pera?!?

Sembro un alcolista: aspettiamo l’altra persona per decidere se non vogliamo dare l’impressione di essere una nuova Courtney Love! Però alla fine non abbiamo detto che non ci importa di risultare veramente per ciò che siamo? Ordinate pure alcolici e vediamo cosa fa l’altro.

Super alcolico per l’aperitivo vuol dire: “ Si, sono abituato a bere, ho forse bisogno di un po’ di coraggio per affrontare la serata ma al contempo ho fiducia in te, se dovessi vomitare so che mi terrai la testa”.

Il vino è la scelta più indicata forse poiché è elegante, classico ma al contempo non è analcolico, anzi.

La birra è altrettanto classica ma causa ad alcuni di noi la formazione di gas nello stomaco: dire ti amo al primo appuntamento è eccessivo, ruttare in modo selvaggio pure. Io dico di prendere il vino: se lui è in gamba vi convincerà a prendere non due calici di vino ma una bottiglia intera. Se lei è ben disposta verso di voi accetterà di condividere una bottiglia. Piccolo suggerimento: vino bianco, il rosso macchia i denti e se ne bevi troppo ti rende le labbra blu. Pomiciare al primo appuntamento è  fattibile, pomiciare con un personaggio di Avatar no.  Altro piccolo suggerimento: trovate per l’aperitivo un posto in cui diano del cibo, davvero, perché se non mangiate e bevete vi sbronzate in tre, due, uno. Dobbiamo essere noi stessi al primo appuntamento ma da sbronzi non siamo totalmente sinceri: siamo eccessivi, chiassosi, sbiascicosi (parola inventata, sbiascichi come se ti avessero intubato al pronto soccorso se sei ubriaco), appiccicosi e amiamo, amiamo alla follia essere nudi e siamo anche convinti di essere invisibili da ubriachi. Facciamo pipì in mezzo alla strada perché consapevoli non ci veda nessuno e amiamo TUTTI e di conseguenza tendiamo a voler dimostrare il nostro affetto fisicamente. Evitiamo una piomba fotonica al primo appuntamento. Si all’alcool ma controlliamoci ragazzi.

appuntamento ubriachi

Non ubriacatevi agli appuntamenti per favore. fatelo con gli amici. Con quelli che reggono quanto voi sennò se vomitano voi dovete occuparvi di loro e se invece sono sani quando siete marci vi fanno le foto. Come questa.

Ancora meno impegnativo dell’aperitivo abbiamo il caffè: 1 euro o 35 centesimi dalle macchinette se avete un appuntamento con una persona taccagna. Il caffè si prende di pomeriggio di solito o la mattina quindi non abbiamo il rischio dettato dalla notte:  “Sali da me a bere qualcosa? Col cavolo, sono le 15 e 30, non bevo a quest’ora eroinomane che non sei altro!”

Iniziamo con le particolarità, i luoghi insoliti in cui andare per un appuntamento, come il cinema. Andiamo a vedere un film…ma che film? Se andiamo a vedere un film che piace a te ma a me fa schifo è ovvio che non ti rivedrò una seconda volta: non ci veniamo in contro alla prima uscita, più avanti come faremmo? Non riusciresti nemmeno a testimoniare il falso per me in Tribunale allora. Non mi fido. Se andiamo a vedere un film che piace a me ma a te disgusta siamo punto e a capo: io sono in imbarazzo se rido o piango durante il film perché tu non capisci. Ciao. Troviamo un film che piaccia ad entrambi: non è sempre facile ma se si trova siamo a cavallo, abbiamo qualcosa in comune. Il cinema però è un luogo in cui la comunicazione non è verbale ma al limite fisica: scontrarsi con la mano, mangiare i pop corn dallo stesso cesto, sfiorarsi ancora, e ancora… (Ps: ragazzi il trucco di sbadigliare e allargare le braccia per poi abbracciarla è troppo retrò, fuori moda e troppo usato, evitiamo!)

Dobbiamo quindi ammettere che il cinema in sé ci permette poco di conoscere qualcuno, non parliamo, conosco i tuoi gusti cinematografici al limite, è tanto ma non è sufficiente. Dico quindi di fare una combo: cinema più birretta, per “commentare il film”. Questo è un appuntamento soddisfacente secondo me.

Ora parliamo di cose ancora più particolari come andare insieme ad un concerto o ad un festival. Non  conoscendo i miei gusti puoi invitarmi ad un concerto o ad un evento differente dalla solita uscita? Invitare qualcuno ad uno di questi eventi che seguono molto i personali di coloro che ci vanno non è così male come sembra. Io non seguo il metal, no davvero. Ma una volta sono andato per un appuntamento ad un concerto degli WASP, gruppo del genere, aveva i biglietti gratis e mi ha invitato: fui onorato dall’idea che qualcuno volesse condividere con me l’ingresso e fu interessante trovarmi in mezzo a gente così diversa da me. La storia non proseguì perché oltre a condividere biglietti per i concerti tendeva a tagliarsi le braccia. “Sai ho bisogno di provare qualcosa di forte fisicamente che possa sopire le mie sofferenze emotive”. Si certo. Ti chiamo io. Credici. Essere invitati o invitare qualcuno ad un concerto o ad un festival reggae, etnico, di motociclisti (tutte cose che mi sono capitate e che ho amato alla follia senza avere una moto e senza avere i rasta) è mettere alla prova: a me piace questo, entra nel mio mondo, conoscimi. Io voto si, può essere un’esperienza molto differente dalle nostre soliti abitudini e può solo arricchirci.

Quindi non è fattibile andare a cena, possiamo andare ad un aperitivo oppure anche bere qualcosa insieme dopo cena (con moderazione, per favore), prenderci un caffè, andare al cinema (e allungare l’incontro con una birra per fare anche due chiacchiere), andare ad un concerto, ad un festival, una sagra del raviolo… ma come ci si veste? Donne dovete truccarvi, depilarvi fino al midollo e sfoggiare qualcosa di Dior? Uomini in smoking? No: vale la regola più importante, siate voi stessi. Vestitevi in base ai vostri gusti senza esagerare però: se siete persone tradizionaliste ed eleganti va bene, ma niente tacchi al cinema o cravatta mentre si beve una birra. Dobbiamo essere noi stessi ma darci un contegno, come col bere.

Arriviamo ora alla domanda  spinosa: fino a dove ci si può spingere dopo un primo appuntamento? Darla o no? Sotto casa bacio sulla guancia, pomiciata pesante o petting duro? La mattina dopo dobbiamo sorridere pensando all’allegra uscita o comprare un test di gravidanza?

Io sono dell’idea che due persone, quando consenzienti e consapevoli delle conseguenze, possano fare quello che vogliono coi loro corpi, quando vogliono.

I rischi di fare sesso al primo appuntamento esistono: puoi risultare facile, puoi non essere richiamato-a per una seconda uscita, puoi prendere la clamidia. Tutto dipende da noi: cosa ci aspettiamo da quest’uscita? È una persona a cui non siamo interessati che però ci solletica le parti basse? Facciamolo. Ma l’altro cosa pensa? Se a lui/lei piacciamo e poi facciamo sesso senza aver intenzione di continuare a vedersi è illudere l’altro: non si fa, niente sesso. Un appuntamento non è un’occasione per fare sesso: in questo caso usciamo con qualcuno per conoscerlo e per capire se possiamo avviare una relazione seria. Il sesso lo si fa con gente di cui non ci importa e a cui non interessiamo noi. Una persona interessante e un bel primo appuntamento sono rari: una scopata decente o anche da urlo la si può trovare molto, molto, più facilmente. Scegliete di fare sesso a vostro rischio e pericolo quindi: se non siete interessati ed è solo un’occasione per allenarsi fisicamente sappiate che vi richiamerà quella persona in modo insistente, avrete uno/una stalker. Se siete invece piacevolmente colpiti da questa uscita e fate sesso è sicuro che l’altro-a sparirà in un batter d’occhio. Se avete capito le intenzioni dell’altra persona (pensa che dovremmo fare sesso e mai più rivederci anche lui/lei oppure ci rivedremo ma anche da parte sua c’è voglia di due botte) allora fatelo. Sennò va bene anche la classica pomiciata sotto casa. Decidete voi fino a che base spingervi.

Elenco delle basi:

Prima base: baciarsi. Con foga anche ma solo baci. Niente mani.

Seconda base: baci e toccatine. Ci si può spingere anche dentro le mutande. Non si conclude però: niente finale con sorpresa, entrambi lasciano il ring infoiati come ricci.

Terza base: baci, pesante pomiciate, toccatine e sesso orale. Il finale a sorpresa qui va bene, si può anche lasciare in sospeso l’evento culminante per rimanere in stato d’eccitazione che promuove l’idea di una seconda uscita. In questa base sapete più o meno come rende l’altro nelle attività fisiche. Siete soprattutto ferrati sulle sue capacità orali.

Quarta base: baci, toccatine, petting, preliminari tutti quindi orale compreso e sesso. Sesso, esatto, finale ovviamente. Se arrivate a questa base siate bravi perché è la prima volta con questa persona che forse vi interessa e dovete fare buona impressione. Ansia da prestazione? Non esagerate, niente muggiti, urli o versi animaleschi a caso, siate voi stessi ma metteteci impegno.

condom

Ragazzi e ragazze usate SEMPRE il preservativo. Soprattutto ad un primo appuntamento. Alla domanda: “Cosa ti ha lasciato il primo incontro che avete avuto?” non dovremmo sentir dire “Un bambino in grembo” o “Herpes genitale”.

Scegliere cosa bere, come vestirsi, dove andare e se fare o no sesso dev’essere una scelta consapevole sia delle vostre inclinazioni che dei sentimenti dell’altro: uscire con qualcuno non è un impegno eccessivo ma lo si deve fare valutandone bene le conseguenze e la portata dell’evento. Dovete innanzitutto preservare voi stessi da una batosta ma al contempo non dovete essere un boia per il povero malcapitato che già immagina i vostri figli o la poverina che pensa all’abito bianco: non illudetevi e non illudete.  Non avete intenzione di impegnarvi? State a casa o uscite con gli amici. Siete alla disperata ricerca dell’Amore? State a casa o uscite con gli amici perché se cercate un partner e non IL  partner vi accontentereste e finireste per scegliere qualcuno solo perché non volete stare soli. Ed è sbagliato. L’amore si trova, non si cerca. Il sesso invece si cerca e si trova. Ma questa è un’altra storia…