La Posta di Sex & the Angry: Come difendersi da una suocera invadente

La Posta di Sex & the Angry: Come difendersi da una suocera invadente

Caro Sex & the Angry,

il mio problema è che nella mia relazione siamo in tre: io, il mio lui e… sua madre.

Vi racconto brevemente la nostra storia: io e il mio ragazzo stiamo insieme da 5 anni e a parte piccole crisi esistenziali (non ho ancora accettato la fine di Settimo Cielo, era la mia bussola morale) stiamo bene. Davvero, ci amiamo (e incredibilmente è stato lui il primo a dirlo!) e ora, a quasi 30 anni, stiamo iniziando a pensare alla nostra vita insieme nel futuro: lui lavora in maniera stabile da qualche anno (ma il contratto a tempo indeterminato ancora non è arrivato!) mentre anche io da poco, dopo la laurea, ho trovato un lavoro che anche se non mi sta arricchendo mi permette ormai di avere una certa indipendenza economica. Quindi abbiamo deciso di fare un enorme passo: la convivenza! E vissero felici e contenti. No. No perché invece di tradirmi con una cubista con l’ottava e il vitino da vespa il mio ragazzo ha nel cuore una donna meno affascinante: sua madre.

Sua madre lo ama alla follia, follia è la parola chiave. Ha altre due figlie ma lui è l’unico maschio, il piccolo di casa. Sì, lui ha 30 anni ma è il piccolo di casa. Questa donna mi ha sempre trattato in maniera educata, sia ben chiaro, ma si è sempre preoccupata di tracciare dei confini tra me e il mio ragazzo, il suo adorato figlio. Vi faccio una lista delle stronzate di questa donna:
1) La domenica io ho la tradizione di fare il pranzo in casa con la famiglia. Dopo un anno che stavamo insieme ho deciso di invitare anche il mio ragazzo. Apriti cielo: lui viene a casa mia la domenica ossia il giorno del Signore dedicato alla famiglia?  Niente da fare, si è dovuta inventare un suo pranzo familiare e lui poteva venire al massimo per il dolce.
2) La scelta della casa: io sono originaria di una zona
della città diversa da quella del mio fidanzato. Volevo una casa o in centro oppure vicino a dove sono cresciuta esclusivamente perché è una bella zona e mi è comoda per il lavoro. Le case in centro al mio ragazzo non piacevano (niente parcheggi) quindi decidiamo di stare nella mia zona. Niente, l’idea che vivessimo “lontano” da lei (saranno 20 minuti) e vicino alla mia famiglia la uccideva. Ha fatto di tutto per non farci andare a vivere là. Ogni casa faceva schifo e soprattutto “è una zona malfamata”. È dove io sono cresciuta e dove abitano i miei, che sa benissimo che non sono spacciatori. Alla fine sapete cosa ha fatto? Ha affittato un box in centro. Così abbiamo preso casa là. Non siamo vicino ai miei e nemmeno a loro ma dobbiamo essere grati del suo stupido box: grazie ma nessuno te lo aveva chiesto.
3) viviamo insieme e siamo felici. Facciamo insieme le pulizie e magari a volte cucina lui e a volte cucina sempre lui perché io sono negata. Lavo i piatti. Ora ogni volta che lo vede gli dà teglie di lasagne e altre cose da portare via perché “in quella casa non mangi”. “Quella casa” dice, con me presente come se parlasse di un bordello. E poi io lavoro quanto lui, lavo i panni e li stendo (ma lo fa anche lui a volte) ma non sono bravissima a stirare. Alcuni giorni fa mi sono accorta che i panni da lavare erano solo i miei. Ho pensato che il mio ragazzo avesse addosso gli stessi vestiti da troppo tempo, però mi accorgevo che in realtà si cambiava. Dove erano i panni sporchi? Dove? Ma da sua madre. Lei gli ha detto di portarglieli perché così mi levava un peso e stirava bene anche le camicie, al lavoro mica può presentarsi con i vestiti arruffati. Questa è stata la goccia che mi ha portato alla prima litigata con il mio fidanzato in cui palesemente gli ho fatto notare, in tono educato, non l’ho chiamata brutta strega rompi palle, quanto sua madre sia invadente. Lui mi ha detto che sua madre fa questo perché ci tiene a noi (mica ha stirato i miei panni quella stro**a e io sono allergica al latte quindi tutti i piatti che prepara per lui da portare in “quella casa”, la nostra, contengono latticini e io mica li mangio, e lo sa della mia allergia perché una volta ad un pranzo di Natale a casa loro, ad esempio, a me ha fatto arrosto e patate e a loro sette portate, di cui TUTTE, dal primo al dolce, contenevano latte. Il mio lui a fine pranzo ha detto che era commosso dalla gentilezza di sua madre. Gentilezza? Se non faceva l’arrosto io non mangiavo, che gentilezza non lasciarmi col piatto vuoto a Natale) e che faccio “scene” perché sono nervosa per il lavoro. Ho lasciato perdere perché lei lo adora ma lui non vede proprio come si comporta la sua cara mamma.

Che faccio? Lasciarlo no, è una piccolezza questa. Ma mi irrita a morte dovermi sempre scontrare con sua madre.

Ciao carissima lettrice che dimostra come il cliché della suocera rompi palle non sia solo una leggenda o una “scena”. Sì, tua suocera è invadente. Molto. Non credo abbia davvero problemi con te, credo abbia solo paura di essere abbandonata dal figlio. Non capisce che se fosse davvero gentile con te, se avesse un sano rapporto con la “nuora” ne avrebbe di più da guadagnarci.

Ciò che ci hai raccontato delinea un’invadenza soprattutto nella quotidianità. Ti racconto un aneddoto storico che ha molte somiglianze con la tua storia. Enrico VIII, il famoso Re d’Inghilterra, ad un certo punto decise di lasciare la sua prima moglie, Caterina d’Aragona, principessa spagnola da cui non aveva avuto figli maschi, per Anna Bolena, una nobildonna inglese. All’inizio il “divorzio” (che non è inteso come ai giorni nostri, Enrico voleva che il matrimonio con Caterina fosse considerato proprio nullo, come mai avvenuto) non era ancora definito ma il Re fece venire a vivere a corte la sua amante, Anna. Mentre il Re era ancora sposato con Caterina, che però non considerava sua moglie, come tutti, compresa la ormai ex Regina, sapevano, tra Anna e il Re avvenne una lite furiosa per ciò che può essere considerato una sciocchezza. Anna infatti scoprì che il Re si faceva ancora cucire le camicie (a quei tempi Zara non esisteva, H&M invece era poco conosciuta) dalla ex moglie. Tragedia: Anna si adirò molto col Re che non comprese la gravità della cosa. Perché occuparsi delle camicie, di una cosa così semplice, così quotidiana, aveva un significato: rappresentava la vicinanza col Re, col marito, facendo le camicie per Enrico Caterina dimostrava di essere ancora sua moglie. Questo il tuo ragazzo non lo capisce: le ingerenze nella vita quotidiana di sua madre lo rendono ancora legato a sua madre, alla sua vecchia casa, lo rilegano ancor al ruolo di piccolo di casa.

Cosa fare quindi? Non ti dirò di portare le camicie a stirare in qualche lavanderia per dimostrare che sei brava o ordinare di nascosto cibo per far valere le tue doti culinarie in “quella casa” (la terminologia della suocera è davvero da stronza, ad Halloween mi vesto da lei, mandami una foto!), ti sconsiglio di iniziare una guerra segreta perché non ne usciresti più: ti faresti il sangue marcio e arriveresti ad odiare anche lui ogni volta che perdi perché nel suo corredo genetico per metà c’è quella carogna di sua madre. Il mio consiglio, che in realtà può essere utile per ogni problema di coppia, è il dialogo:  parla con lui. Digli che apprezzi le gentilezze di sua madre, che le vuoi bene (col cavolo) e che le sei grata per averlo cresciuto con tanto amore e con questa solida idea di famiglia, oggettivamente così rara al giorno d’oggi (ma lui ha il complesso di Edipo, tutti ora lo sappiamo). Ma che ora dovete crescere come individui, come coppia, per porre le vostre basi per la vita insieme. Dovete imparare a gestire le cose, quelle quotidiane da sole perché nel futuro sarete voi una famiglia e non si può sempre contare sugli altri, bisogna crescere. Quindi cercate di cavarvela da soli in queste cose.

Per la domenica facciamo i turni: una volta pranzate dai tuoi e andate poi magari il pomeriggio a mangiare il dolce dai suoi e la domenica dopo fate il contrario, con dolce SENZA LATTE dai tuoi. Il box? Il box è una fregatura perché può essere un’arma in mano a questa donna che potrebbe utilizzarla per farvi notare quanto siete in debito con lei: a Natale o al suo compleanno falle un bel regalo, davvero, dicendole, che visto che non puoi permetterti (giustamente) il box, vuoi in qualche modo pareggiare i conti e ringraziarla per il suo aiuto: “Sei stata così gentile a farlo, anche senza che te lo chiedessimo”. Così sottolinei che siete pari e che non lo volevi quel cazzo di box.

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