10 modi infallibili per non ammorbare i tuoi amici

10 modi infallibili per non ammorbare i tuoi amici

Io non sono una persona insensibile. Io capisco lo stato d’animo degli altri. Sono empatico. Empatico per eccellenza…

L’empatia è la capacità di comprendere a pieno lo stato d’animo altrui, sia che si tratti di gioia, che di dolore. Empatia significa “sentire dentro”.

(Da Wikipedia)

Io capisco le emozioni, le provo ma non le esibisco. E vado anche oltre: nonostante la mia vita sia stata talvolta pesante (per pesante, sempre da Wikipedia, si intende “costellata di merda”) ho comunque un occhio di riguardo per le sofferenze altrui che potrebbero apparire superficiali. Mi spiego: nella tua vita è andato sempre tutto bene. Ti si spezza un’unghia e vieni a piangere da me. Va bene. Ti ascolto e ti consolo. Ma per 10 minuti. Non di più.

Ci sono 10 comandamenti che tutti dovremmo seguire per non diventare amici pesanti-noiosi-cambio numero di cellualre-ti blocco su Facebook-mi fingo morto.

1) NON GETTARMI ADDOSSO I TUOI DRAMMI
Davvero mi interesso alla tua vita. Davvero. Ma io non lo faccio con te, non ti riverso addosso tutti i miei problemi. Perché sono miei. Alcune persone risolvono i propri problemi individualmente. Sì alla condivisione. Ma non ammorbarmi per ore. Tanto io che cosa posso fare?

2) NON INTASARMI LA BACHECA DI FACEBOOK CON LE TUE STORIE STRAPPALACRIME
Io quando sono stato vittima di tragedie non ho avuto la pessima idea di scriverlo, con cattivissimo gusto, su Facebook. Il mio “mi piace” non riporterà in vita tuo nonno.

3) NON MANDARMI MESSAGGI CHILOMETRICI
Mi piace leggere. Ma preferisco leggere dei 7 anni di Harry ad Hogwarts. Anche perché se scrivi un messaggio lungo io poi devo risponderti con un messaggio lungo.

4) NON MANDARMI MESSAGGI VOCALI LUNGHISSIMI
Incidi un album e chiamalo “La solitudine capitolo 2” perché con me hai chiuso.

5) NON CHIEDERMI TROPPI CONSIGLI
Tanto non li segui. Se fossimo due persone identiche non saresti nella situazione in cui ti trovi. Perché io non farei le cazzate che fai tu per cui poi ti lamenti per ore e ore.

6) NON CHIAMARE NEI MOMENTI INOPPORTUNI…
Il momento in cui vengo chiamato più spesso? Le 20. Ma io mangio!

7) …E NON TENERMI PER ORE AL TELEFONO!
Mi fai saltare la cena e pure lo spuntino di mezzanotte.

8) SE SEI IN CRISI NON USCIRE CON ME LA SERA
Le uscite serali non sono il momento adatto per parlare di drammi. No. Le uscite serali sono fatte per sfogarsi dalla stanchezza giornaliera e settimanale (se è il weekend). Poi se ti sbronzi fai cazzate e indovina chi dovrà sorbirsi i tuoi sensi di colpa drammatici/postumi?

9) NON METTERMI IN MEZZO
A molti capita che venga chiesto di coprire amici-amiche che tradiscono. Non farmi mentire al tuo fidanzato. Non obbligarmi a dire alla tua amica del cuore che in realtà odi che quella sera non può venire al concerto perché sono finiti i biglietti (in sala siamo noi due e Gigi D’Alessio e basta).

10) NON CHIEDERMI DI PARLARTI DEI MIEI PROBLEMI
Se ti diverti o ti fa bene parlare per tanto di te stesso… non significa che tutti vogliano farlo. Alcuni i problemi se risolvono per i fatti propri. Poi con tutto quello che so di te, ti potrei mai chiedere consiglio? Non è un rapporto vero, è un rapporto univoco: tu, senza che te lo abbia chiesto, mi parli dei tuoi drammi e pretendi che io faccia lo stesso.

Ecco come dovrebbe essere, a mio parere, una conversazione tra amici.
Amico invadente: Voglio tornare con la mia ex…
Persona sana mentalmente ed emotivamente equilibrata che non ama ammorbare gli altri: ma sei sicuro? È stata stronza con te…
A.I: Dici? Lo so, ma sento ancora qualcosa per lei. Io ci credo.
P.S.M.E.E.E.C.N.A.A.G.A.: Allora fai ciò che ti senti ma pensa sempre al tuo benessere innanzitutto.
A.I: Va bene. Ci penserò. Sabato andiamo ad ubriacarci mortalmente al ‘Garage di Zio Peppino’?
FINE.

Confidarsi con gli amici è bello. A volte mi accorgo che è anche grazie agli scambi di opinioni e consigli che sono diventato ciò che sono. Quando si hanno problemi parlarne aiuta, è il primo passo per risolverli. Ma non è l’ultimo, non è l’unico. Per quanti amici si possano avere, per quantoi fratelli tua madre possa aver partorito fondamentalmente siamo tutti soli. Soli con noi stessi e i nostri pensieri. A volte le persone verbalizzano sentimenti e idee pensando che tutto magicamente si possa sistemare. Non è così: ognuno di noi ha un lavoro da fare. Da solo, con se stesso. Parla prima con il tuo io interiore. Poi ammorbami. Ma di meno.