Pesce Fuor d’Acqua: Viaggio nel mondo dei Cosplayer

Pesce Fuor d’Acqua: Viaggio nel mondo dei Cosplayer

La cultura è un complesso di idee, simboli, azioni e disposizioni storicamente tramandati, acquisiti, selezionati e largamente condivisi da un certo numero di individui mediante i quali questi ultimi si accostano al mondo in senso pratico e intellettuale
– Ugo Fabietti,  Elementi di Antropologia Culturale

Quando pensiamo ad un antropologo o ad un ricercatore che studia una cultura diversa e lontana dalla nostra cultura occidentale standard pensiamo a indagini sui Masai, Inuit, Hamish. Avete mai sentito parlare però di “cultura Punk”? In un mondo sempre più piccolo grazie ai nuovi metodi di informazione e grazie alla facilità di comunicare e diffondere idee differenti, questo piccolo mondo è cresciuto esponenzialmente: ci ritroviamo in città abitate da milioni di persone diverse per idee politiche, identità sessuale, interessi sociali, pensieri differenti sul divertimento o sul vestiario. Queste persone cosiddette differenti hanno trovato altri che la pensano come loro, compagnie di amici che condividono la loro visione del mondo. Non sto parlando di Collettivi schierati politicamente o compagnie di strafattoni che si radunano per farsi come dei cocchi. Parlo di Tamarri, di Nerd, di Alternativi, di Writer. Vere e prorpie culture e stili di vita lontani da noi ma al contempo vicini, geograficamente parlando.

Non possiamo dire che i “tamarri” (detti che “bozzi/Guidos/zarri/zamurri, ecc…”) hanno una “cultura” differente? Ci sono idee differenti di divertimento, un approccio diverso alle relazioni di amicizia o di amore, una diversa cultura del benessere o dell’estetica. Sono esattamente come appaiono? Cosa spinge loro a comportarsi in un certo modo? Come si diventa un tamarro? Queste sono le domande che mi sono posto in questo “viaggio” alla scoperta dell’altro, delle sotto culture urbane, delle compagnie tanto e troppo differenti da me, un ragazzo, non proprio “normale”, ma senza un’identificazione culturale precisa: non sono tamarro, alternativo o un nerd.

Recentemente sono stato alla fiera del fumetto di Genova (Smack Comics) e a La Spezia Comics e ho potuto interagire con un particolare tipo di coloro che vengono annoverati tra i Nerd: i Cosplayer.

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Le cattive Disney…potevano fare un super gruppo con i cattivi!

Cos’è il Cosplay? Deriva dalla fusione del termine inglese costume (costume-maschera) e play (giocare-interpretare): si indossano i panni di un personaggio e lo si interpreta. Questa è una piccola ma gigantesca e gargantuesca differenza con il semplice avere addosso un vestito a carnevale poiché non metti solo il costume di un personaggio ma devi cercare di impersonarlo.

Costume e interpretazione: per entrambi è necessario talento. Il calarsi nei panni del personaggio ovviamente non dura per tutta la manifestazione. Se chiedo ad un ragazzo vestito da Solid Snake di Metal Gear come si chiama mi risponderà “Davide!” non certo “Solid Snake fratello di Liquid Snake”: si recita il personaggio durante le esibizioni/gare, sul palco, di fronte al pubblico e alle giurie incaricate di assgnar ei premi. Prepari una scenetta, con la musica, recitata, col playback. Le movenze, le espressioni, la camminata, tutto viene curato nel dettaglio. Ci vuole sicuramente una buona dose di conoscenza e studio del personaggio (o del gruppo di personaggi e delle loro iterazioni, a volte le esibizioni sono di intere compagnie) per riuscire a far colpo sul pubblico. Molti poi si preparano da soli il costume da indossare: io ci metto sei ore ad infilare il filo sull’ago e alcuni di loro cuciono costumi perfetti. I materiali sono spesso frutto di inventiva straordinaria: ho visto ad esempio una ragazza che interpretava Emma Frost (appartenente agli X-Men, compagna di Ciclope, telepate e col potere di diventare di diamante) cospargersi un lato del corpo con piccoli cristalli per dare appunto l’idea di pelle adamantina.

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Let it goooooooooooooooooooooooooooo!

Cosa si pensa dei cosplayer quando non  si conosce minimamente il loro mondo? Io pensavo all’uomo del negozio dei fumetti dei Simpson: grasso, mai avuta la minima esperienza sessuale e con la tendenza a mascherare il proprio disagio nei confronti della società con superbia e con un’ossessione sfrenata per fumetti/manga/fantascienza/fantasy. Credevo fossero persona che avevano fatto di vizio virtù: il mondo non mi vuole quindi mi unisco ad altri come me e interpreto un personaggio che vorrei essere per sfuggire alla mia vita.

Chi pensa questo (e un tempo lo ammetto, ero della stessa idea) si sbaglia. Molto.

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Non è bellissimo?

Chi sono i cosplayer?

Sono persone normali. Più o meno. L’età varia dai più piccoli (figli di cosplayer, ho visto una Malefica di 3 anni che era l’essere vivente più bello dell’intero universo) ai più grandi, come il signore di circa 50 anni un po’ in carne vestito da Obelix (adorabile). Si trovano soprattutto giovani dai 16-17 anni ai 24-25.

C’è quindi chi studia, chi lavora e chi va all’asilo vestito come un cattivo Disney e che causa attacchi di “OMG sei la cosa più tenera del globo”.

Non c’è quindi, dal punto di vista lavorativo o accademico, un profilo standard del cosplayer.

Sono persone normali che si uniscono per celebrare la loro passione per alcuni personaggi omaggiandoli in grande, non ne indossano solo il costume ma cercano di capire il personaggio e lo amano senza dubbio.

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Io con Don Quijote Do Flamingo e Rosinante!

Esteticamente parlando ho visto una Sailor Moon un po’ in carne e uno Spiderman a cui nessuno avrebbe tolto la maschera per farsi una pomiciata a testa in giù ma anche ragazze a dir poco fenomenali e ragazzi con fisici scolpiti nella pietra, come il ragazzo vestito da militare (Resident Evil? Predator? Non lo so) che mi ha salvato a La Spezia quando sono rimasto bloccato nel bagno e ha spalancato la porta sussurrandomi un accattivante “Ehi” con sorriso all’insù e sguardo marpione, begli addominali, bicipiti da urlo ma rivedi le tue tecniche di corteggiamento  biondino perché un semplice “Ehi” dopo aver salvato qualcuno non va proprio bene, sei circondato da gente vestita da Superman secondo te lui dice “Ehi” a Lois Lane? Ecco, svegliati.

Non sono tutti brutti, non vivono nella cantina dei genitori e sessualmente parlando non sono male. No, non ho fatto sesso con nessuno però ho sentito come parlano del sesso, gli approcci (militare cretino a parte) che hanno e ho visto gente che non stava con le mani in mano (ho passato tipo 20 minuti in quel bagno chiuso, ne ho sentite tante!).

Dal punto di vista sessuale esiste una certa libertà: non sono tutti bisessuali, assolutamente no, ma non c’è in alcun modo ostracismo verso gli omosessuali e ho conosciuto persone dichiaratamente bisex. Nei fumetti americani come nei manga la sessualità non è nascosta e non ci sono pregiudizi, credo quindi che il retroterra culturale dei cosplayer sia molto vasto da quel punto di vista, il razzismo o la discriminazione sessuale non ci sono.

Io che realizzo un sogno: foto con Scarlet, il mio Avengers preferito!

Io che realizzo un sogno: foto con Scarlet, il mio Avengers preferito!

 QUINDI?

Due cose mi hanno colpito molto di questo “viaggio”: l’accoglienza che mi hanno riservato e il loro coraggio durante le esibizioni.

Sono arrivato tra loro come un profano, riesco a riconoscere un abito fatto a mano da uno comprato e capisco quando sono fatti bene, conosco film fantascientifici, fumetti, manga, anime. Ma non sono uno di loro e ponevo domande a volte stupide, a volte invadenti e persino indiscrete. Loro rispondevano senza farmi mai sentire a disagio e senza essere minimamente imbarazzati.

Mi hanno accolto a braccia aperte, sono stati cortesi e delle guide fenomenali. Sono inoltre coraggiosi: credete sia facile salire su un palco e interpretare una scena di Rocky Horror Picture Show o di One Piece? C’è una giuria che ti giudica e un sacco di persone pronte a puntare il dito. Eppure lo fanno: il pubblico di queste manifestazioni è avvezzo a tali esibizioni quindi il comportamento è discreto (ovvio che si hanno preferenze per alcuni cosplayer rispetto ad altri) ma personalmente ho trovato alcune persone molto temerarie: se sei una Lady Oscar di 98 chili come sali sul palco? Come ci salgono gli altri e se la tua esibizione è bella puoi anche vincere.

Non sono gli sfigati che credete: sono ragazzi e ragazze, uomini e donne, bimbi e bimbe che condividono delle passioni, che con fatica creano dei costumi, provano le esibizioni, scelgono le musiche e si lanciano sul palco.

E amano le foto. Dio, sono vanitosi quanto me. Non ho visto un cosplayer negarsi ad uno scatto. Adorabili.

Viva i pokemon tosti e prorompenti tutti differenti gotta catch 'em all (catch catch catch)!!!!

Viva i pokemon tosti e prorompenti tutti differenti gotta catch ’em all (catch catch catch)!!!!

 

Ringrazio Mistermovie.it per l’opportunità che mi ha dato di seguire questi eventi (in particolare Alessia, la tedesca presentatrice che ho avuto l’onore di affiancare e Armando, il capo che nessuno vorrebbe deludere, i colleghi Alfredo e Federica) e Davide Fasce, vincitore sia a La Spezia che a Genova per i suoi costumi e interpretazioni, miglior cosplayer e migliore guida che potessi avere.

Il prossimo anno verrò vestito pure io. Da Bulldog di Angry Italian? Potrei vestirmi da Lois Lane e sperare in un Superman decente!