Beyoncé: regina del pop o del marketing?

Beyoncé: regina del pop o del marketing?

Dopo quasi due anni di assenza, Beyoncé è tornata alla ribalta. Lo ha fatto col suo sesto studio album, dal titolo “Lemonade”, accompagnato da un video-documentario di un’ora mandato in onda il 23 aprile sul canale HBO. Beyoncé è un grande nome e uno potrebbe pensare che non abbia bisogno di ulteriore pubblicità; eppure le strategie di marketing dietro al rilascio di questo album sono notevoli.

RITORNO IN GRANDE STILE – Il video di cui ho parlato sopra illustra metaforicamente la storia di questo “visual and concept album”. Le scene richiamano i suoi temi, che vanno dai movimenti razziali all’esperienza delle donne di colore americane, del matrimonio e dell’infedeltà. E’ un prodotto artistico di alto livello, sbalorditivo a livello cinematografico. Il tutto è diviso in 11 segmenti, che presenta numerosi cambi di scena, ambientazione, colori ed è inframmezzato dai versi di Warshan Shire, poetessa somala espatriata in UK. Insomma, un ritorno in grande stile. D’altronde non ci si poteva aspettare niente di meno.

ALTA INFEDELTÀ – L’intero album è in qualche modo concentrato sul rapporto tra Beyoncé e suo marito (il famoso rapper Jay Z) e sull’infedeltà matrimoniale di quest’ultimo. Più volte i testi fanno allusione a passati flirt del rapper , come una certa “Becky with great hair” nella canzone “Sorry”. A volte raccontano esplicitamente le fasi dello sviluppo di questi tradimenti: la scoperta, il risentimento, il perdono e infine la redenzione.

Sicuramente l’argomento dell’infedeltà matrimoniale è vicino a molte persone, e il modo quasi “violento”  e diretto con il quale Bey ne parla dà soddisfazione all’ascoltatore, quasi come fosse una valvola di sfogo. E poi, la personalizzazione è una grande arma: chi non è anche solo un minimo interessato alla vita matrimoniale di una delle coppie più potenti della musica? Non mentite, il gossip piace un po’ a tutti.

BASTA CHE SE NE PARLI – Interessante è il fatto che Jay Z, la “vittima” dei testi in questione, abbia collaborato alla preparazione di questo album. Pur conoscendo le parole dei testi e immaginando le accuse che ne sarebbero conseguite, il buon maritino non ha fatto niente per evitare lo “sputtanamento”? Non che il produttore abbia mai esattamente negato i rumours a riguardo, ma come si dice: che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli. Soprattutto se questo ti permette di vendere di più.

Tra i temi affrontati ricordo quello del genere e dell’empowerment femminile: il video in particolare mostra donne di tutte le età, che sembrano affrontare insieme in una sorta di legame di sorellanza il “tradimento”, punto focale dell’album. Grande enfasi è data anche alla celebrazione delle donne di colore. E’ un calderone di temi cari a Beyoncè e al pubblico in generale: legarsi a cause sociali sicuramente offre copertura mediatica e il consenso degli ascoltatori, che si riconoscono nelle parole della cantante.

beyonce-lemonade-1

CORAGGIO E FURBIZIA – A livello più strettamente economico, l’album è stato rilasciato in un primo momento unicamente sulla piattaforma Tidal che, sorpresa sorpresa, appartiene niente di meno che alla coppia sopracitata: nei giorni seguenti il lancio dell’opera la app ha registrato un incremento di registrazioni del 150% ed è finita nella classifica Itunes delle app più scaricate. E’ una mossa coraggiosa quella di rilasciare un prodotto musicale su una piattaforma esclusiva e sicuramente non largamente utilizzata: ma Beyoncé può. E Tidal, una app che prima faceva parecchio fatica ad affermarsi, ora sta competendo con colossi come Pandora e Spotify.

La cantante non è estranea ad audaci strategie di marketing: nel 2013 aveva fatto uscire il suo album “Beyoncé” senza alcuna forma di promozione a precederlo. La mossa dell’assoluto silenzio aveva creato molto hype: nessuno sapeva nulla di questa uscita prima e la notizia stupì fan e media in tutto il mondo. Per la prima volta in assoluto un’artista pubblicizzava la sua musica facendo unicamente affidamento all’elemento sorpresa e al passaparola sui social network. Ovviamente fu un successone.

UN ALBUM CHE FUNZIONA – Personalmente penso che la musica di Mrs Carter in ogni caso si venda da sola. Il suo ultimo album è complesso a livello tematico e lirico, ma coerente. E’ un album coraggioso, in tutti i sensi, anche a livello musicale: pur avendo come base le sonorità R’n’B, vede l’aggiunta di diversi generi musicali (persino il country, nella traccia “Daddy Lessons”). Inoltre è arricchito da preziose collaborazioni, come quelle di The Weeknd, Jack White e Kendrick Lamar.

Il sound di “Lemonade” è personale e intimo, ma allo stesso tempo potente e over the top. E la voce di Beyoncé era e rimane incantevole e coinvolgente. Erwin Lowers della rivista Exclaim! riporta bene il mio pensiero sull’opera con la conclusione della sua recensione: “Se la vita ti dà limoni, hai bisogno di Lemonade”. Questo perché l’ultima opera di Bey racchiude dei messaggi positivi ed importanti: il tradimento è spregevole, ma la famiglia e l’amore possono vincere e sopravvivere (come raccontano le scene finali del video, dove si vede Jay Z  giocare con la figlia e mostrare tenerezza alla moglie).

In “Lemonade” le donne sono le protagoniste, mostrate in diverse sfaccettature: a volte più orgogliose e sfrontate, altre tenere e “sensibili”. E il tema della discriminazione razziale è trattato con una luce insolita: più che dipingerle come vittime di essa, Beyoncé le mostra come vincitrici.

beyonce-and-jay-z

Viene allora da chiedersi: c’era bisogno di creare tutto questa attenzione mediatica su un album che non ne ha bisogno? E i temi trattati sono considerabili personali o sono semplicemente “sfruttati” per attirare polemiche?

Ognuno la pensa come vuole a riguardo, ma personalmente alla domanda del titolo risponderei: Beyoncé è regina del pop E del marketing.