I matrimoni omosessuali nel mondo. E in Italia?

I matrimoni omosessuali nel mondo. E in Italia?

Qual è la situazione nel mondo delle leggi riguardo al matrimonio tra persone dello stesso sesso? Dove sono legali, riconosciuti? Dove avvengono? E che dire invece di quel posto fuori dal mondo, un Paese che ha una regolamentazione lontana da quella dei vicini, un Paese che vuole sembrare evoluto, rispettoso dei diritti di tutti i suoi cittadini ma che in realtà si dimostra indeciso, lento e ambiguo? Lo Zimbabwe. No, scherzo, è ovviamente l’Italia.

In blu i Paesi in cui possono essere celebrati matrimoni tra persone dello stesso sesso.

In blu i Paesi in cui possono essere celebrati matrimoni tra persone dello stesso sesso.

IL MATRIMONIO TRA PERSONE DELLO STESSO SESSO NEL MONDO

Ad oggi diciotto paesi consentono il matrimonio tra persone (persone, ripetiamolo, non parliamo di alieni, esseri inferiori o bestie) dello stesso sesso. Questi paesi sono: Argentina , Belgio , Brasile, Canada , Danimarca , Francia, Islanda , Lussemburgo, Paesi Bassi , Nuova Zelanda , Norvegia, Portogallo , Sud Africa , Spagna, Svezia, Regno Unito , Stati Uniti e Uruguay. Leggi simili devono essere attualmente approvate in Finlandia , in Irlanda e in Slovenia.

I sondaggi mostrano crescente sostegno verso il matrimonio tra persone dello stesso sesso in America , in Australia , e nella maggior parte d’Europa. Ad eccezione di Sud Africa e Israele (che non ha reso legali i matrimoni ma registra quelli contratti all’estero) nessun paese africano o asiatico però riconosce tali unioni.

Perché è importante sapere che è diffusa l’idea che i matrimoni tra omosessuali siano da rendere legali? La Finlandia ne è un chiaro esempio. La Finlandia è stato l’ultimo Paese nordico ad aver legalizzato queste unioni: nel 2013 nacque la campagna “Lo voglio 2013” per raccogliere almeno 50 000 firme (ne vennero raccolte più del triplo) per una legge sul matrimonio gay da portare in Parlamento. Il 28 novembre 2014 il Parlamento ha ratificato la legge (voti: 105 a favore, 92 contrari) diventando così la prima legge di iniziativa popolare che è stata approvata dal Parlamento: il matrimonio tra omosessuali entrerà in vigore il 1º marzo 2017.

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L’accesso a tale diritto è particolare in Israele: qui non esiste il matrimonio civile essendo il matrimonio sottoposto alle autorità religiose. Il matrimonio omosessuale non è quindi legale ma Israele riconosce i matrimoni omosessuali contratti all’estero.

In Islanda poi è successo qualcosa di incredibile: nel 2010 si è votato in Parlamento per decidere se legalizzare i matrimonio tra omosessuali. Nessun membro del parlamento ha votato a sfavore dell’approvazione della legge.

Tutti poi ricordiamo quando Facebook si è riempito di foto profilo arcobaleno per celebrare un’importante passo avanti negli USA: il 26 giugno 2015 la Corte Suprema affermò che il matrimonio tra persone dello stesso sesso era un diritto costituzionale e pertanto gli stati non potevano vietarlo. Quindi negli Stati Uniti d’America il matrimonio tra persone dello stesso sesso è un diritto sancito dalla Costituzione.

Non sono mancate le polemiche sul web, non tanto sulla questione, ma sull’entusiasmo generale. “Oggi arcobaleni ovunque, domani tornano ad odiare i froci”. “Io non sono come tutti, sono un diverso, non seguo le masse, niente arcobaleni”. Io ho tanti amici su Facebook e direi che il 70% di essi ha condiviso un’immagine arcobaleno. Ho tanti amici, di diverse nazionalità, diversi ceti sociali e diverse correnti politiche: nessuno di loro mi è sembrato falso, nessuno è voluto salire sul carro del vincitore. Un carro per una volta non costituito solo da Drag Queen e bell’imbusti in completi sadomaso (non che non apprezzi) ma tutti i generi umani insieme danno un messaggio più forte. Nessun ipocrisia di fondo comunque. Era solo entusiasmo, coloro che erano arcobaleno per difendere i diritti degli omosessuali non si danno fuoco in piazza, ma dimostrano il loro sostegnoo. Devi per forza creare polemica? Alcuni che conosco lo hanno fatto: mi dispiace persino parlarne ora, perché forse quello che volevano era proprio ottenere dei “mi piace” e fare la figura delle persone che pensano con la propria testa. Tentativo fallito, siete solo risultati più stupidi, meno empatici e meno coscienti del grande passo avanti nell’evoluzione dei diritti LGBT. Ma riprovaci, magari quando si festeggia Madre Teresa parlate male pure di lei, quella nana in bianco.

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IN ITALIA

Il 21 luglio 2015 la Corte Europea dei Diritti Umani da Strasburgo ha affermato che è avvenuta una violazione dei diritti di tre coppie omosessuali che avevano fatto ricorso perché la legislazione italiana non riconosce le unioni civili o i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi ha quindi dichiarato che “sulle unioni civili recupereremo il tempo perso”. Iniziano quindi i lavori per il disegno di legge Cirinnà. Cosa prevede questo disegno di legge?

L’UNIONE CIVILE: avviene di fronte a un ufficiale di stato civile, alla presenza di due testimoni e viene iscritta in un registro comunale. Si può scegliere uno dei due cognomi o decidere di adottare entrambi i cognomi

ADOZIONI: più precisamente la stepchild adoption, ossia l’adozione del bambino che vive in una coppia dello stesso sesso, ma che è figlio biologico di uno solo dei due, prevista dall’articolo 44 della legge sulle adozioni. Nessuna modifica al testo sulla fecondazione assistita.

DIRITTI E DOVERI DEI CONIUGI: diritti e doveri reciproci, figli, residenza, concorso negli oneri, abusi familiari, interdizione, scioglimento dell’unione ESATTAMENTE come tra le coppie eterosessuali.

ASSISTENZA: sanitaria, carceraria, unione o separazione dei beni, subentro nel contratto d’affitto, reversibilità della pensione e i doveri previsti per le coppie sposate.

Le unioni civili tra coppie omosessuali hanno valore, lo stesso del matrimonio tra eterosessuali. Che bello? No, perché il ddl Cirinnà è stato cambiato. Passo indietro del PD: invece che citare gli articoli del codice civile che fanno riferimento al matrimonio “avrà un elenco di diritti“, ha detto la stessa Senatrice Cirinnà. La nuova formulazione, infatti, definisce l’unione civile come una “formazione sociale specifica“ non è più equiparata al matrimonio, è un’altra cosa, un gradino più basso secondo le associazioni LGBT, un gradino enorme. I cambiamenti e la riscrittura del ddl sono avvenut pochi giorni dopo la partecipazione di Matteo Renzi al convegno di Comunione e Liberazione a Rimini: c’è un avvicinamento palese tra il Pd e il partito di Alfano. Il ddl Cirinnà andava bene, rendeva scontenti alcuni (Lega, Forza Italia e Nuovo centrodestra votarono a sfavore a questo disegno di legge in commissione Giustizia al Senato) ma sanciva un grandissimo passo avanti dell’Italia in materia di diritti civili. Perché rendere infelici Salvini, Giovanardi o Alfano? Meglio togliere qualcosa ai cittadini italiani, non solo gay e lesbiche, ma tutti: a ottobre 2014 il 55% degli intervistati in merito (etero, gay, cattolici o altro) si è detto favorevole ai matrimoni gay. Indietreggia il Pd, indietreggia Renzi, teme la disapprovazione, si cambiano idee e parole. Renzi è un po’ come le persone su Facebook: accalappiatori di “Mi piace” e di followers. Alcuni non cercano followers, alcuni uomini vogliono essere assistiti da un marito quando ne avranno bisogno, alcune donne vogliono fare in modo che il figlio che per la legge è solo della compagna possa chiamare anche loro “mamma” senza essere in errore, alcuni vogliono solo sposarsi, non FORMARSI SOCIALMENTE IN MODO SPECIFICO. Che vuol dire?