La musica è musica. I gay possono fare Rap?

La musica è musica. I gay possono fare Rap?

Tutti i generi musicali, tanto più i sottogeneri, interessano una certa nicchia, un gruppo più o meno ristretto di fan e seguaci: non tutti amano Vasco, non tutti ascoltano i “talenti” dei Talent Show (per fortuna) e non tutti (non abbastanza) conoscono De André. L’Hip Hop è un genere musicale facilmente riconoscibile, poiché il mondo Hip Hop (di cui il Rap è uno stile, più che un sottogenere) coinvolge non solo musica, testi e suoni ma anche, ad esempio, un preciso stile di abbigliamento. Il fatto che sia ormai un fenomeno consolidato di costume non lo rende però un genere conosciuto, specialmente in Italia, e i sottogeneri in cui l’enorme universo dell’Hip Hop si diversifica sono scarsamente compresi qui oltre oceano, al di fuori dell’incubatrice born in the USA. Ci stiamo abituando all’hip hop femminile, ma da alcuni anni esiste ormai anche un fenomeno spesso (forse a torto) chiamato LGBT Hip Hop, ossia hip hop della comunità omosessuale.

Per gli omosessuali sono due i momenti difficili della vita: dover rivelare al mondo la propria sessualità e dover ammettere di non essere fan di Lady Gaga. Non tutti i gay vivono per le Divas. Alcuni gay amano il rap, altri amano persino fare rap. LGBT Hip Hop o Homo hop, noto anche come queer hip hop, è un sottogenere applicato dai critici e dai alla musica hip hop eseguita da artisti LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender). Nacque in California alla fine degli anni ’90 ed è visto come un movimento che parte da amanti del genere musicale, il quale è spesso associato a testi omofobi. L’homo hop come genere non è precisamente definibile: vi sono certo al suo interno stili e artisti differenti che rientrano tutti nel genere Hip Hop. Tuttavia i performer spesso identificati come membri della comunità LGBT Hip Hop possono essere associati ad uno dei numerosi e distinti sottogeneri dell’hip hop. L’appartenenza a questa branca (la cui stessa esistenza, come vedremo dopo, viene messa in dubbio), è definita da un impegno diretto con la cultura LGBT attraverso i testi, l’identità visiva dell’artista o la presentazione.

Nella maggioranza dei casi non sono gli artisti stessi a identificarsi come membri del mondo omosessuale-Hip Hop ma vengono inclusi in questo “sottogenere” dai critici o dai fan. Gli artisti che sono stati etichettati come parte del genere hanno opinioni varie su questa identificazione: alcuni sostengono sia utile essere annoverati in questo preciso mondo per promuovere la visibilità LGBT nella musica popolare, mentre altri hanno criticato essenzialmente la “ghettizzazione” della loro musica e di loro stessi in questa branca precisa. Alcuni affermano infatti che non sia un sottogenere distinto di hip hop, altrimenti “dovremmo avere un hip hop femminile? Uno gangsta? Un altro Africancentrico?” (Juba Kalamka, membro dei  Deep Dickollective, gruppo hip hop).

Vediamo ora alcuni esempi di membri che sono stati annoverati nel mondo LGBT dell’hip hop.

Zebra Katz
Ha avuto successo nel 2012, grazie allo stilista Rick Owens che ha scelto la sua “Ima Read” per il suo show.

lgbt zebra katz

Zebra Katz

Cakes Da Killa
Varia da un genere dell’hip hop all’altro, in “Goodie Goodies” dice: “Hit me on grindr so I know where to find ya/Trovami su Grindr (chat di appuntamenti per gay, precursore di Tinder) così saprò dove sei”.

lgbt Cakes Da killa

JbDubs
Nato James Whiteside, JbDubs ha iniziato come ballerino: infatti il suo più grande successo è “I Hate My Job”: ecco cosa causa in un maschio “Single Ladies” di Beyoncé.

Le1f
Ecco una parte del testo di Yup:

Fuck these white dudes
You know I love to fuck these white dudes
I’m not a gold digger but if he wants to pay for brunch, cool

(Fotti questi tizi bianchi,
sai che amo fottere questi tizi bianchi
Non sono un cacciatore di dote ma se vuole pagare il brunch va bene).

lgbt le1f

Cazwell
Di lui vediamo “All over your face” (il titolo è esplicito, direi)

Angel Haze
Ecco “Cleaning Out My Closet,” una cover da Eminem.

Come si nota dalla lista gli artisti che vengono messi in questo genere musicale variano tra di loro non solo per aspetto e gusti sessuali (ci sono lesbiche, bisessuali, gay e transgender), ma anche per lo stile. E se fossero Hip Hop e basta? Si spera prima o poi arrivi il giorno in cui non sarà così rilevante essere gay, neri o ebrei. Ghettizzarsi è sciocco. Per essere considerato artista contano talento e innovazione. come ascoltatore, fan o seguace ama ciò che vuoi: come nella vita, che sia Beyoncé, Cristina D’Avena, i Beatles o Zebra Katz ama chi vuoi.

(In copertina Frank Ocean che ha rivelato al mondo la sua sessualità nel 2012: “Ora sono un uomo libero”).