La mia mattina miracolosa

La mia mattina miracolosa

Non sono mai stata una persona mattiniera. Mi ricordo che persino all’asilo i miei genitori dovevano letteralmente trascinarmi fuori dal letto. Probabilmente sono stata l’unica bambina che durante i weekend si svegliava quando ormai in tv tutti i cartoni animati erano finiti. Questo attaccamento al letto è andato avanti per diversi anni. Negli anni del liceo non mi svegliavo fino all’ultimo secondo possibile, mi preparavo e buttavo giù un caffè il più velocemente possibile e uscivo di casa più assonnata che mai. Il paradosso è che mi è sempre piaciuto molto svegliarmi presto: girare per casa facendo il minor rumore possibile per non svegliare nessuno, uscire e vedere le strade vuote, la luce del sole soffusa. La sensazione più bella è quella di avere il tempo di fare tutto con calma e di cominciare la giornata con energia, sapendo che i benefici della sveglia mattutina si sarebbero estesi a tutto il giorno. Purtroppo, svegliarmi naturalmente presto la mattina non è una cosa che mi capitava spesso.

Penso di aver cominciato a valutare seriamente di svegliarmi più presto la mattina quando ho cominciato a lavorare. Per qualche mese la mia routine è stata: sveglia alle 7, esci di casa alle 8, alle 9 arrivi al lavoro, alle 19 finisci, esci, casa o cena fuori e poi la giornata è finita. La mia vita era diventata il mio lavoro, il mio lavoro la mia vita. Anche se adesso sono tornata alla privilegiata vita da studentessa, mi sono posta come obiettivo quello di svegliarmi prima e guadagnarmi un po’ di tempo per me. Non è stato facile: ho letto e sentito di gente che si sveglia tutte le mattine alle 5 e riesce a salvare il mondo prima di mezzogiorno, ma per qualche motivo io proprio non ce la facevo. Poi, un paio di settimane fa, mi sono imbattuta nella cosiddetta “miracle morning”.

“Miracle morning” è un libro di Hal Herold che sostiene che completare 6 attività di prima mattina ti cambierà la vita. 6 azioni da portare a termine ancora prima di fare colazione e guardare il telefono. Queste azioni dovrebbero, secondo il libro, mettere il buon umore, ispirare positività e produttività per tutta la giornata. Intrigata dall’idea, ho provato a mettere in pratica i precetti della “miracle morning” per due settimane.

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La cosa che mi ha colpito di più della “miracle morning” è che mi ha permesso di fare tutte quelle cose che mi piacerebbe sempre fare, ma che, per un motivo o per un altro, una volta cominciata la giornata passano in secondo piano rispetto a tutte le altre cose da fare. Le azioni sono:

1. Silenzio, ovvero, meditazione. La miracle morning suggerisce di iniziare la giornata con qualche minuto di concentrazione e meditazione, anziché cominciare a scrollare Facebook freneticamente. Anche solo cinque minuti di meditazione al giorno hanno notevoli effetti benefici: aumentano la concentrazione, la calma e la positività. Sono una grande fan della meditazione, ma spesso, con tutte le cose da fare, decido di saltare quei preziosi cinque minuti. Quale migliore scusa della miracle morning per prendersi cura del prorpio cervello.

2. Visualizzazione. Questa seconda parte prevede di prendersi qualche minuto per visualizzare mentalmente i propri obiettivi. Che si tratti di immaginarsi la propria vita tra cinque anni o fare una lista di obiettivi del giorno poco importa; l’importante è far partire la giornata focalizzando la propria attenzione su quello che si desidera veramente.

3. Affermazioni. Questa è la parte in cui si recitano le affermazioni, delle frasi su chi vogliamo essere e cosa vogliamo ottenere. Un po’ sullo stile guardati allo specchio e ripeti “I am a winner”. Sarà anche un’americanata, ma a quanto pare ripetere affermazioni fa sì che il messaggio arrivi al subconscio che si comporterà di conseguenza. [DISCLAIMER: le affermazioni possono essere qualsiasi cosa si desideri e non necessariamente le si devono fare di fronte allo specchio]

4. Esercizi. L’idea è quella di muoversi un po’ di prima mattina. Possono 10 minuti sul tappeto di casa o un’ora di camminata; qualsiasi cosa che faccia accelerare il battito cardiaco. Alla fine vi accorgerete che non avrete bisogno di caffè.

5. Lettura. Ho passato gli ultimi 10 anni della mia vita a dire che non avevo tempo per leggere, ma mai mi sarebbe venuto in mente di svegliarmi prima per farlo. Nel caso della miracle morning, l’idea è quella di leggere qualcosa che ispiri e metta di buon umore. Io ne approfitto per leggere il mio romanzo del momento. Non c’è niente che mi dà più pace che la quiete della lettura la mattina presto.

6. Scrittura. Qualsiasi cosa che ti frulli nella testa, buttala sulla carta; così c’è qualche possibilità che la mente sia libera. Anche scrivere un diario è una cosa che mi sono ripromessa di fare a lungo ma, a parte in particolari occasioni, non sono mai riuscita a fare con costanza. Dopo un paio di settimane di scrittura costante, mi sembra di aver riscoperto una parte di me. E se siete quel genere di persone che si tengono tutto dentro come la sottoscritta, è probabile che questo accada anche a voi.

Contro ogni aspettativa, per due settimane di fila sono riuscita ad alzarmi presto (tra le 5.30 e le 6.30 e, ad essere sincera, alle 9 nel weekend) e a completare tutte le azioni della miracle morning. È stata dura all’inizio e la tentazione di saltare qualche azione e rimanere nel letto è forte, ma dopo i primi giorni ci si fa l’abitudine e questa routine diventa quasi un appuntamento a cui non si può mancare. Non so se si può dire che la miracle morning abbia cambiato la mia vita da rendermi super produttiva e positiva per tutta la giornata, ma sicuramente mi ha dato la possibilità di dare priorità assoluta a delle piccole azioni per la mia salute e la mia felicità. In questo senso è proprio una mattina miracolosa.