Il vero prezzo del tuo telefono

Il vero prezzo del tuo telefono

Probabilmente non sono l’unica a cui la nuova pubblicità dell’iphone esce fuori dalle orecchie: cari signori Apple, riusciamo a capire bene gli enormi benefici che la “fotografia modalità ritratto” con lo sfondo sfocato porta alle nostre vite senza che ci sia il bisogno che voi ci facciate il lavaggio del cervello. Il dato più interessante della pubblicità, in realtà, è che chi l’ha creata ha chiaramente pensato che l’idea dello sfondo sfocato avrebbe convinto la gente a comprare un telefono nuovo. Probabilmente l’intuizione è giusta.

Per vari motivi, negli ultimi anni l’industria della telefonia si è ampliata a dismisura: compriamo telefoni nuovi che diventano, a furia di nuove uscite, subito vecchi. Non ci resta altro da fare se non buttare quello che abbiamo e comprarne uno nuovo.

Questo consumismo esasperato non è tipico esclusivamente della telefonia, ma si applica quasi a tutti i beni di cui disponiamo. Nel caso dei telefoni, però, le conseguenze sono particolarmente dannose.

Una delle sostanze più importanti per la telefonia è la columbite-tantalite, spesso chiamata coltan, un minerale che premette una maggiore efficienza energetica. Il coltan ha cominciato ad avere particolare fortuna dall’inizio degli anni 2000 e continua ad essere richiestissimo dai produttori di smartphone. Prima di qualche settimana fa, non avevo la minima idea del vero prezzo che un telefono avesse, in termini di violenza e sfruttamento.

Il coltan ad oggi viene principalmente importato dal Congo. Come molti sanno, la situazione politica del Congo è ormai a dir poco instabile da almeno 30 anni. Un Paese ricchissimo di risorse, che sembra non poter vedere la fine di guerre e sfruttamento. Un Paese ricco di oro, avorio, diamanti e -infine- coltan è più facilmente oggetto di razzie che di commerci. Così il coltan, oro del XXI secolo, è conteso dai tanti gruppi armati presenti in Congo che sono disposti a tutto per riuscire a venderlo al più basso prezzo possibile. E, ugualmente, le multinazionali della tecnologia sono pronte a chiudere un occhio su tutto se è possibile comprare coltan al più basso prezzo possibile.

I gruppi armati del Congo razziano, violentano e uccidono la popolazione e costringono tutti, fino ai bambini di 5 anni, alla schiavitù nelle miniere di coltan. I rapporti ONU dichiarano che 11 milioni di persone sono morti in questo business. Le statistiche, che sono pure difficilmente verificabili, non rendono l’idea del danno e della violenza che l’estrazione del coltan porta al Congo.

Il problema è ben conosciuto dalla comunità internazionale, ma tutti gli sforzi per impedire alle multinazionali che richiedono il coltan di finanziare la violenza dei gruppi armati congolesi sono stati pressoché inutili. Spesso noi, piccole persone di fronte a problemi enormi, ci sentiamo assolutamente impotenti. In questo caso, tuttavia, si può fare la differenza.

Uno dei possibili rimedi allo sfruttamento legato al coltan si chiama Fairphone. Fairphone è una azienda olandese che ha come obiettivo quello di produrre un telefono, anche se non dei più prestanti, prodotto eticamente, in modo sostenibile e senza violenza. Il telefono in questione è poco conosciuto e non facilmente reperibile (si può soltanto ordinare online), ma sta cominciando ad avere un discreto successo, aldilà di ogni aspettativa.

Dovremmo anche chiedersi se non ci sia qualcosa di profondamente sbagliato nel cambiare telefono ogni anno quando non ce n’è nessun bisogno. Una vita umana non dovrebbe valere di più della modalità ritratto sull’iphone?