Gli adulti, e Facebook

Gli adulti, e Facebook

AVVERTENZE: Il seguente articolo non descrive la totalità dei comportamenti di nessun individuo in particolare. Il suo scopo è quello di elencare , a cuor leggero, le abitudini più diffuse di molti over-50 e over-60 che passano del tempo su Facebook. ‘Adulti’, non abbiatene a male (il fatto che io stessa, alla veneranda età di 26 anni, non mi definisca tale, fa pensare…). Il coraggio e la voglia di stare al passo coi tempi che dimostrate, beh, quello è fonte di ispirazione, non certo di derisione (per altro, a parte i miei genitori, dubito ci siano molti “adulti” che leggano Angry Italian e si possano offendere).

Da almeno un paio di anni a questa parte, Facebook ha smesso di essere una moda per studenti. Gradualmente, silenziosamente, ha iniziato a conquistare le fasce di età più disparate, divenendo il social medium più mainstream tra gli over 50. In un certo senso si è come democratizzato, ribellandosi alla regola non scritta per cui solo i più giovani hanno diritto a una vita online.

Ma si sa, i cambiamenti richiedono tempo, e le differenze di status consolidati non si superano dall’oggi al domani. E così, la sensazione che suscitano la maggior parte di cinquanta e sessantenni su FB è quella di essere esageratamente entusiasti, esageratamente volenterosi di piacere, come il ragazzino timido e silenzioso che per caso è stato invitato alla festa di gente più grande e smaliziata.

Gli adulti, e Facebook 2

L’insicurezza nei confronti del mezzo si vede in tante piccole cose, basta farci caso. Per esempio, raramente i cosiddetti “adulti” pubblicano post personali, condividendo pensieri o foto. Più che altro si limitano a commentare foto o post di altri, e se per caso si sbagliano a digitare una parola, invece di editare il commento, postano la correzione subito dopo, magari preceduta da * e proferendo scuse non richieste ed esagerate per la piccola svista.

Poi, le poche volte che pubblicano qualcosa, si tratta di link da siti e blog mai sentiti, probabilmente provenienti dal deep dark web.

Molti di loro sembrano non aver ancora capito bene la differenza tra la propria bacheca/wall e la pagina delle notizie/newsfeed. Così se ne saltano fuori di tanto in tanto dicendo che sul “loro Facebook” (?!?) una tal cugina di quindicesimo grado ha pubblicato una foto un po’ sconveniente, come per fare un torto personale a loro.

Altra cosa che mi fa sempre sorridere: sembrano usciti da una Delorian tutta loro, appena approdati da un passato in cui Candy Crush è ancora all’apice del suo successo (e per cui non mancano di mandarti innumerevoli richieste ed inviti).

E per finire, sono assolutamente sfacciati nel farsi gli affaracci tuoi, per poi venirtelo a dire di persona. Questo comportamento, forse, è il più straordinario di tutti, che merita lodi più che sfottò. È il segno che lo scollamento tra realtà e social media per loro non è ancora avvenuto. Mi spiego: per noi ‘Millennials‘ – fu mai coniata parola più insopportabile?! – il mondo reale e il mondo di Facebook sono due universi paralleli che non hanno intersezione… Saltiamo da uno all’altro in continuazione, ma raramente abbiamo un rapporto sano riguardo alla loro effettiva connessione. Per esempio, sappiamo benissimo che ciò che vediamo sulle pagine Facebook dei nostri amici e conoscenti non è un ritratto veritiero delle loro vite, ma un abbellimento, il risultato di uno sforzo estetico da parte loro di mostrarci come vorrebbero che la loro vita fosse veramente (lo sappiamo così bene perché, 9 volte su 10, siamo noi stessi a farlo). Proprio per questo motivo, non ci verrebbe mai in mente di andare da un coetaneo e chiedere, vis à vis: ‘Ah, ho visto su Facebook che sei andato a una festa ieri. Com’era? Divertito? Il posto era bello come sembrava?’. Oh no. Likare, commentare un forzatamente entusiasta ‘OMG quanto siete teneri in questa foto!!!!’ alla coppia di compagni del liceo che miracolosamente stanno ancora insieme e che non ti sono mai stati molto simpatici, quello è accettabilissimo. Affrontare un discorso con qualcuno partendo dall’ammissione che hai trascorso del tempo a farti gli affaracci suoi tramite fb, oh no, quello mai.

Ma per gli adulti, questo problema non esiste. Sono più sinceri, più trasparenti, non sono ancora stati corrotti dal mezzo. Comunque diamogli un altro paio d’anni, e sono certa che perderanno anche questo ultimo sprazzo di innocenza…

Italian 20-something living and dreaming in London. Literature geek, film fanatic, social media enthusiast and incurable feminist.