SPINELLI e MONNET: le due facce dell'Europa

SPINELLI e MONNET: le due facce dell’Europa

20 Giugno 2014, ore 18, Roma: fase a gironi dei mondiali, un uomo sta seguendo la partita Costa Rica – Italia. Sembra una serata come tante. E invece no. Paura eh?! Ma facciamo un passo indietro: 1943, un altro romano è fondatore del Movimento Federalista Europeo: si tratta di Antonello Venditti. E invece no: è Altiero Spinelli.

Come sarebbe il mondiale di calcio 2014 se la corrente federalista di Spinelli avesse prevalso durante la determinazione dell’Unione Europea? Quante squadre di calcio avrebbe l’Europa ai mondiali? Probabilmente quante ne ha adesso, poiché Spinelli non parlò di unificazione calcistica, ma non possiamo esserne certi.
Probabilmente quindi l’Italia si sarebbe comunque presentata con la propria nazionale di calcio, Thiago Motta avrebbe arrancato 45 minuti e noi avremmo comunque fatto una figuraccia.

Brutte figure calcistiche a parte, il dibattito che si creò ai tempi della formazione dell’Europa ha prodotto i suoi effetti durante tutti questi decenni, con un impatto enorme sulla crisi dei giorni nostri (economica e di identità europea).
Alla fine della seconda guerra mondiale come è noto l’obbiettivo primario era quello di annullare possibili rischi di conflitto futuri. Si riteneva quindi necessaria la formazione di una federazione che unisse gli stati europei e scongiurasse questa minaccia. In tale contesto si inseriscono le figure di Jean Monnet (politico francese) e Altiero Spinelli (politico e scrittore italiano), annoverati tra i padri fondatori dell’Europa.
“Quando una persona è niente, l’offesa è zero” cit. Anna Tatangelo, X-Factor 4

“Non ci sarà mai pace in Europa se gli stati si ricostituiranno su una base di sovranità nazionale…[ciò presuppone che gli stati d’Europa formino una federazione o una entità che ne faccia una comune unità economica” cit. Jean Omer Marie Gabriel Monnet, Wikipedia

Entrambi (Monnet e Spinelli, non la Tatangelo) erano ovviamente a favore di una federazione; la forte discrepanza di vedute riguardava però quale tipologia adottare di questa: mentre Spinelli era un sostenitore di quella classica, simile a quella statunitense per intenderci, Monnet pensava a qualcosa di singolare e unico nel panorama internazionale.
Secondo il politico italiano il processo di unificazione dei paesi doveva essere favorito dall’introduzione di una forte federazione con un potere centrale definito, una moneta e un esercito comune che difendesse il territorio dal rischio di conflitti interni ed esterni (nel non lontano futuro una difesa comune dal pericolo sovietico ad esempio).
Jean Monnet al contrario era fautore delle “istituzioni nei processi”, e quindi di una iniziale federazione economica dove ogni paese avesse una propria parte di autonomia e potere decisionale, per poi eventualmente modificare questo assetto in futuro a causa di una eventuale integrazione socio-culturale dei paesi membri.
Come è noto tra i due la spuntò Monnet, e oggi viviamo in un’unione che è unica nel mondo. La sua natura diversa dal contesto mondiale però a mio parere potrebbe essere stata una seria debolezza durante gli ultimi anni. L’economia infatti si è sviluppata secondo il modello americano delle multinazionali, che giocano la loro partita a livello internazionale. Ovviamente per queste il fatto che la legislazione spesso sia ancora a un livello nazionale o sovranazionale (ma spesso non globale) rappresenta una grossa opportunità, una asimmetria da sfruttare a pieno. In secondo luogo, il mercato finanziario, che negli ultimi decenni è esploso distaccandosi definitivamente dai valori dell’economia reale gioca sempre sul ritardo legislativo-esecutivo degli stati nei confronti del mercato globale.
In un contesto simile, può essere che decisioni differenti ex-ante potessero renderci meno vulnerabili: come avrebbe reagito alla crisi un’ Europa con forte potere centrale, e cioè un assetto alla Spinelli? A rigor di logica la risposta dovrebbe essere “meglio”: la speculazione si è insinuata tra le nostre debolezze strutturali mettendo in crisi il sistema più di una volta.
Questo quesito in realtà mi venne già nel 2011: mi trovavo a Pavia e stavo studiando Monnet e Spinelli in un esame tenuto dal professor Dario Velo. Durante l’esame gli chiesi espressamente questa domanda, e mi rispose così:

“Amico caro..te lo dico da Monnet..fatti un’unione tua…”

In realtà la risposta del professor Velo fu più articolata (nelle prossime settimane proverò ad intervistarlo, restate sintonizzati su angryitalian.com, #momentopubblicitàperfarcontentoildirettore): l’Europa, così come è oggi (basata sulla sussidiarietà), è custode dei valori europei liberali, di una economia “democratica” fondata sulla coesistenza tra pubblico e privato, espressione di quell’”economia sociale di mercato” ispirata alla Repubblica di Weimar di Rathenau, alla scuola di Friburgo, a Luigi Einaudi in Italia.
L’Europa così è contrapposta al liberismo della globalizzazione, un Far West dove sono gli stessi enti privati a darsi le regole, sfruttando l’assenza di un ordine giuridico unificato: a livello macro, la parte liberista è stata portata avanti dagli Stati Uniti, dopo essere divenuti il riferimento geopolitico mondiale, estendendo al mondo i propri meccanismi di controllo, senza successo.
Personalmente, trovo che queste argomentazioni siano valide, ma che comunque l’Europa potesse avere una diversa impostazione sin dall’inizio, magari sfruttando l’emotività postbellica, senza contraddire per forza il pensiero del professor Velo.
Aspetto i vostri commenti e vi lascio con un video molto recente dove proprio il professor Velo parla della crisi attuale.
Kwaheri!

Fonti
Velo D., “A Social Market Economy and European Economic Monetary Union”, Peter Lang, Oxford, 2013
Velo D., “Il governo dello sviluppo economico e dell’innovazione in Europa”, Giuffrè Editore, Milano, 2009.

 

 

Angry dottorato in economia applicata, vivo e lavoro a Londra. Scrivo e dirigo Angry Italian perché penso che sia una grande opportunità per confrontare le proprie idee con gli altri, ed un importante mezzo per far sì che qualunque ragazzo in gamba e con la passione per la scrittura possa dire la sua!