Intervista a Fabio Cavalera, Inviato Corriere Della Sera a Londra

Incontro Il Signor Cavalera appena fuori la stazione di High Street Kensinton, una bella zona della metropoli londinese. Ha una copia del Corriere in mano e lo sguardo del giornalista romantico che ne ha viste tante. Mi porta in un Bar di simpatici Kossovari che balbettano anche qualche parola di Italiano. Lui prende un doppio espresso ed io un singolo, e cominciamo a parlare.

Corrispondente Corriere Della Sera Londra - Fabio Cavalera

Corrispondente Corriere Della Sera Londra – Fabio Cavalera (2013)

Inizio chiedendogli come si diventa Giornalisti di questi tempi in Italia, come ha cominciato lui e se ha qualche consiglio. Lui mi spiega tutto con logica stringente, e mi fa capire che purtroppo in Italia non e’ semplice, che una via maestra c’e’ (la scuola post-laurea di giornalismo) ma che e’ difficile, se non impossibile, entrarvi. Parliamo di Universitari in fuga, di numero chiuso, del vecchio giornalismo romantico, e la conversazione si fa viva.

Qui iniziano le domande sugli argomenti pesanti:

AI: Allora, questi 35 saggi per le riforme costituzionali: ma non ne avevamo già 10?

FC: L’Italia e’ un paese difficile da riformare, servono riforme profonde, ma non vedo alcuna politica con voglia di farle. Si troveranno, litigheranno, e poi tutto rimarrà chiuso in un cassetto. Se ne parla da 30 Anni di riforme costituzionali. Ci sarebbero altre priorità’, la legge elettorale per esempio. Ma da elettore di centrosinistra deluso, so che ne gli uni ne gli altri vogliono cambiarla. Cosa possiamo aspettarci da questa classe dirigente?

AI: Lei cosa propone allora?

FC: Bisogna spazzare via la classe dirigente di tutti e due i partiti. Non appartengo alla schiera dei giustizialisti, ma ritengo che politicamente Berlusconi non sia un leader utile al paese. Alla sinistra serve un interlocutore dall’altra parte per stimolare il dibattito.

AIChe ne pensa dell’anomalia per cui la destra fa campagna elettorale su politiche kaynesiane, mentre la sinistra su politiche fiscalmente conservatrici?

FC: Alla fine e’ sempre stato cosi’ in Italia, non a caso bisogna riconoscere al governo Berlusconi-Tremonti di non aver smantellato lo stato sociale, ed anzi di aver fatto delle politiche per sostenere il lavoro durante la prima fase della crisi. Ora ci devono spiegare: 1- Chi ancora vuole l’austerità; 2- Chi vuole stimolare l’economia , e dove a prende i soldi per queste riforme.

AI: Spostiamoci su Londra: Lei scrive spesso di Islam, viene in mente l’articolo su Hanan Al-Shaykh (che si può leggere qui‘) e sull’Islam fashion. Qui esiste la comunità’ mussulmana in più rapida crescita al mondo. Pensa che L’Islam verrà un giorno rappresentato anche nelle più alte istituzioni, penso alla Premiership, del Regno Unito?

FC: L’Islam e’ già’ rappresentato in questo paese. non sono pochi gli MP (membri del parlamento) che rappresentano gli interessi della grande comunità’ Islamica. Viene in mente la Baronessa Warsi, già presidente dei Conservatori. Nonostante ciò io non ritengo che assisteremo mai ad una Premiership Mussulmana. In Italia non succede perché c’e’ il vaticano, ed il cattolicesimo e’ meno aperto a questo tipo di flussi migratori. Nel caso della Francia e dell’Inghilterra c’e’ anche il Colonialismo e la ragione storica che porta ad immigrazione di massa.

AI: Ritiene che la presenza del vaticano non lasci spazi per la discussione di materie importanti come per esempio la liberalizzazione della prostituzione o la legalizzazione delle droghe?

FC: La presenza vaticana si fa sentire più in Italia che nel resto del mondo. La separazione tra potere secolare ed ecclesiastico e’ formale in Italia, ma non perfettamente determinata. Pero’ la società cambia, i giovani cambiano, la Chiesa cambia. Il nuovo papa ha già fatto per esempio dichiarazioni rivoluzionarie, penso al dire che le suore devono essere come delle mamme per esempio.

AI: Lei e’ cattolico?

FC: Non praticante, non sono un uomo di chiese. La mia famiglia e’ sempre stata laica. Pero non ho nessun tipo di pregiudizio, anzi sono molto curioso dell’evoluzione che sta accadendo nel vaticano, e ritengo che il Papa vada ascoltato, se non altro perché’ e’ la guida morale di tantissime persone. Quindi bisogna prestare molta attenzione a ciò che dice, anche se le sue posizioni possono essere talvolta molto conservatrici.

AI: Sul parallelo tra Inghilterra ed Italia: Chris Huhne si dimette da MP per uno speeding ticket, in sostanza una multa per eccesso di velocità, e per aver tentato di sviare la magistratura utilizzando la sua posizione di potere. In Italia questo non fa neanche clamore.

FC: Qui vale un principio: Se menti te ne devi andare. Anche se dici una bugia sulla cosa piu stupida, te ne devi andare. In Italia manca la sanzione social, mentre invece a londra e’ molto forte. Il politico che si pensa possa aver sbagliato , e’ subito messo da parte dall’opinione pubblica.

AI: In Italia c’e’ l’anomalia Berlusconi. Se 9 milioni di italiani votano per Berlusconi, e credono che la magistratura sia corrotta. Allora si crea una situazione in cui ci sono due tipi di sanzione sociale, uno per cui e’ immorale il comportamento dei magistrati, ed uno per cui e’ immorale il comportamento di Berlusconi. Come se ne esce?

FC: In italia si e’ creato uno stravolgimento per cui un signore padrone di un sistema mediatico con grande potere, profittando della crisi sistemica italiana degli anni 80 e 90, e’ riuscito a convincere gli italiani delle sue idee. E’ stato talmente pervasivo questo modo di fare politica usando la TV, che anche a sinistra si e’ fatto lo stesso. La politica si e’ sensazionalizzata. Quali sono i partiti che mantengono il contatto con la base?

AI: Viene in mente il Movimento 5 Stelle?

FC: SI, ma non solo, anche la Lega ha avuto un effetto dirompente, negato addirittura dai media. Ma gli altri partiti hanno perso il rapporto diretto con l’elettore, e la capacita’ di capire cosa vuole la gente.

AI: Forse e’ per questo che alle Comunali di Roma in piazza per i partiti tradizionali c’era poca gente?

FC:Assolutamente si, li’ poi bisogna ricordarsi che l’elezione di un sindaco e’ molto più basata sul territorio. La bravura di un sindaco si evince dalle piccole cose – panchine, strade, tombini etc.. Non bisogna scordarsi pero’ che al livello di elezioni generali, altri fattori entrano in gioco, e Berlusconi e’ abilissimo a fare campagna elettorale. Basti pensare al suo successo nello show di Santoro e Travaglio. In Italia non esiste più la sanzione sociale, quindi si affermano fenomeni populistici che danno risposte di breve periodo. Berlusconi e’ populista, Grillo e’ populista , ed anche il PD sta spesso su posizioni populiste.

AI: Dove ha sbagliato Bersani in campagna elettorale?

FC: La mancanza di proposte serie sul taglio al finanziamento ai partiti ed i costi della politica, ma anche la mancanza di proposte concrete sul conflitto di interessi. Ha detto troppo poco. Poi adesso stanno facendo un autogol dopo l’altro. Sulla legge elettorale per esempio, dove addirittura una proposta del PD con il supporto dell’M5S e’ stata bocciata dallo stesso PD. Ma anche sull’ineleggibilità. Troppo immobili. Alla fine, magicamente, il PDL ha perso 6 milioni di voti ma effettivamente ha vinto le elezioni. Bersani ha sbagliato anche ad essersi voluto proporre come premier. Avrebbe dovuto optare per Rodota’ per stanare i 5 Stelle. Poi quello che e’ avvenuto su Prodi e’ stato indecente.

AI: Sull’Università’: Per i giovani la scuola e’ il punto focale, ma nessuno ne parla. Non e’ quello l’argomento più’ importante? Sarebbe buono aprire l’università’ ai privati, per sbarazzarsi del nepotismo ed incoraggiare la meritocrazia?

FC: Si, credi di si. Bisogna stare attenti sul dibattito pero’, perché’ qualcuno griderà’ alla privatizzazione dell’istruzione. Bisogna incentivare gli investimenti dei privati, e le imprese devono credere nella ricerca invece di nascondere soldi all’estero. Bisogna essere anche sicuri che ci siano mezzi come le borse di studio per le famiglie di redditto basso e prestiti agli studenti come qui in Regno Unito. Purtroppo pero’ in Italia manca la cultura riformista per fare queste modifiche.

AIUltima domanda: a Londra si sta meglio che in Italia?

FC: Londra e’ Londra, si vive e si sta benissimo. Citta’ aperta, viva anche in un momento difficile come questo. Nella città ci sono le regole, e queste regole ancora valgono. Mi dispiace ogni volta che torno in Italia, perché’ e’ un paese bellissimo come ben sappiamo, ma decadente, specialmente per i giovani. Penso a mia figlia.

wake the f#*! up

A.I.