Come sopravvivere all'attesa in coda

Come sopravvivere all’attesa in coda

Vi siete mai chiesti quanto tempo si passa in coda, mentre si attende il proprio turno? Io nella settimana appena passata ho trascorso un’ora e mezza in coda in posta, lo stesso tempo in banca, mezz’ora nella biglietteria in stazione, due ore in coda per entrare ad un concerto, quaranta minuti in autostrada e un’altra mezz’ora seduto al bancone del bar attendendo che liberassero il tavolo al ristorante. Totale delle ore in fila/attesa: 6 ore e 10. In una settimana ho trascorso ¼ di una giornata in coda.

Tralasciamo di discutere il primo quesito sulle code (“Immagini cosa potevi fare invece di stare in coda?”) ma parliamo della cause delle interminabili file. Se si ricercano le cause delle code ciò che più spesso verrà spiegato sono le tipiche e odiose code in autostrada: in realtà le spiegazioni per i disagi al traffico possono essere applicate anche alle code in posta.

Le cause sono le seguenti: incidente, eccessiva densità di traffico, l’inevitabile presenza numerosa al casello e il susseguente tempo speso per ogni individuo che si avvale del servizio, cantiere/lavori e malfunzionamenti generali.

L’incidente tra due autovetture equivale al rallentamento causato in banca da un’anziana che ha problemi di udito e non capisce che le viene richiesto l’Iban del suo conto corrente e non il codice fiscale. La densità di traffico è facile da paragonare: andate in banca o in posta il giorno in cui sono disponibili le pensioni. Poi, ovviamente, ci sono gli intasamenti: gente che si mette in coda per il biglietto veloce e non sa usare la macchinetta alla stazione: quei quarti d’ora persi inutilmente per l’incapacità delle persone. Poi ci sono le volte in cui ti ritrovi 6 sportelli di cui solo due funzionanti, in posta, in banca, in ospedale…

Come passare il tempo in coda? Sconsiglio di leggere (ripassare per l’università va bene ma libri avvincenti no) perché ci distraiamo. La musica è una soluzione interessante ma anche qui dobbiamo prendere precauzioni: ascoltate musica che vi calmi e se a tutto volume deve essere qualcosa che eserciti un effetto placante su tutti.

NB: in luoghi dove l’età media è elevata alcuni generi sono sconsigliati. O meglio: i ritmi devono essere adatti a chi ci circonda. Esempio: ascoltando i Fleetwood Mac e le Bangels in banca (pop rock/new wave/soft rock, insomma, non metal) puoi essere bollato come satanista perché ascolti “quel rumore”.

Sembra incredibile ma la cosa migliore da fare in coda è parlare con gli altri in attesa. Non dirò che in coda si trovano persone straordinarie. Non è così. Sono persone normali. Parlando con le anziane potrai scoprire il perché siano sempre in giro negli orari di punta (dalle 7 e mezza a mezzogiorno). Non si svegliano presto perché ogni giorno potrebbe essere l’ultimo ma perché semplicemente vanno a dormire alle 21 al massimo. Troverai signore gentili che scambiandoti per un bravo ragazzo ti chiederanno tutto della tua vita. È un po’ come se, attraverso i tuoi racconti, pensassero: “Cosa avrei fatto se fossi nata nel 2000?”. Tu fornisci loro le varie opzioni, un altro racconto su cosa significhi essere giovane nel 2016. Io ho un debito di riconoscenza verso le vecchie in coda: studio storia e quando lo vengono a sapere fioccano i racconti sulla Seconda Guerra Mondiale. Poi ovviamente ci sono le anziane fuori come dei balconi: una volta una signora, raccontandomi del marito, ex marinaio, mi fece vedere anche una sua foto. Bellissimo uomo quello della foto ma non era il suo caro maritino da giovane: era Fred Astaire. Ci sono poi le anziane che per partito preso ti odieranno (invidiose della giovinezza?) e che pretendono che tu le faccia sedere (ci può stare) ma anche he ti possano superare (no). Ci sono poi tutte le altre persone: perché in banca vanno i ricchi come i poveri, così come in posta e in ospedale.

Poi c’è il confronto coi coetanei, il vedere come potrebbe essere la vita a quarant’anni, c’è l’osservare un bambino in coda con la mamma che si rompe le palle. Ci sono un sacco di cose in quelle code: osservi il comportamento umano, chi imbroglia, chi sorride comunque, chi perde a calma, chi è convinto di andare contro il sistema insultando l’addetto allo sportello delle poste, chi non perde tempo e  flirta palesemente in coda. Non puoi fare nulla con le file: quelle esistono e ti fottono.  un’ennesima sconfitta, tu sei contro il mondo, sei un pesciolino di cui nessuno si interessa e sei bloccato in coda. Cosa fai? Puoi prenderti quel tempo per essere davvero solo, nonostante tu sia circondato da altri pesci inutili, per riflettere. Cosa sarò da grande? Sarò la madre in coda con la spesa in un braccio e per le mani il bambino col moccio al naso? Sarò mai così fortunato da delegare ad altri il dover stare in fila? Il vecchietto lamentoso era come me? Finirò tra 50 anni a lamentarmi del passato, lo stesso passato che denunciavo quando lo vivevo?

PS: un trucco. Spesso nelle code in cui bisogna munirsi di biglietto ci sono rinunciatari. State sull’attenti e quando vedete che il numero 38 non risponde… fiondatevi!