Una riflessione sul mio paese

Una riflessione sul mio paese

Ciao a tutti e scusate per il silenzio degli ultimi mesi, per prendere ‘sta laurea mi sto ammazzando.

Scrivo oggi dopo tanti mesi perche’ mi sento  abbattuto, sfinito e tradito dall’Italia. Ho bisogno di sfogarmi.

Vivo all’estero da quasi 10 anni, e da sempre difendo la mia terra, la terra delle belle arti, delle belle donne, del buon cibo. La terra della gente solare e dell’amore incondizionato. Ho sempre difeso il nostro modo di fare aperto e ‘alla mano’, rispetto a coloro che lo ritengono difettoso ed imprudente.

Ed invece oggi, dopo l’ennesima lettura dei vari pezzi d’opinione sui giornali, su questo o quell’altro scandalo, mi rendo conto che siamo arrivati al punto piu’ basso.

Siamo ridotti ad un paese senz’anima, eterogeneo a tal punto che ormai si considerano eroi della patria persone che dividono per il gusto di dividere. Parlo dei vari noti opinionisti , politologi , filosofi, commentatori, fancazzisti della tv e del web; del panettiere sotto casa tua che ‘se ce foss’er duce…’, del tuo coetaneo che ‘E che voto a fa’, tanto e’ tutto no schifo…’, ed intanto si dispera perche’ non trova lavoro; del figlio di puttana che il lavoro glielo ha regalato il papa’, lecca culi come fossero gelato, e magari con i voti della brava gente si fa lo yacht.

La mia Italia

La mia Italia

In che si crede oggi in Italia? In cosa si puo’ credere? Per me, in nulla.

Non alla famiglia, che con un tasso di separazioni, divorzi, tradimenti ed egoismo oltre ogni ragionevole maniera, lascia troppi ragazzi a crescere da soli.

Non alla scuola, che basta crescere per capire che i tuoi professori erano gente frustrata, fallita e di parte, e che l’insegnamento era l’unico lavoro che si potevano permette nel nostro marcio sistema di sotto-qualificati raccomandati. Peggio, ti rendi conto che erano gente sola, che insegnare era l’unico mezzo che avevano per farsi ascolare, come se i bambini delle elementari e delle medie potessero sostituire lo psicologo.

Non allo psicologo, non al tuo migliore amico, non ai conoscenti: ti dicono solo cio’ che vuoi sentire.

Non alla chiesa, che si puo mascherare come vuole, e che magari e’ un po’ piu’ credibile con Bergoglio, ma rimane un pozzo di potere e soldi di dubbia provenienza; di saputelli che pensano di saperla lunga ma che alla fine non hanno vissuto neanche un millesimo della tua vita; di verginelli che dettano legge sul sesso; di gente che se arrivasse Gesu’ oggi lo condannerebbe a morte per essere un eretico fascio-comunista libertario.

Non si puo’ credere ai politici, ma questo gia’ lo sapete.

Non ai giornalisti, perche’ nel nostro paese va di moda parlare a se stessi.

Non agli stranieri che ti rompono il cazzo mentre per mangiare ti lavano il vetro della macchina; non a quelli che stuprano le italiane o picconano la gente per strada; non a quelli che ti occupano la casa popolare. Altri invece sono brava gente che scappa dalla merda che tu neanche ti immagini. Gente con tanta voglia di lavorare. Tu pero’ te ne sbatti e spari sul mucchio facendo il razzista contro i clandestini (piu’ perche’ va di moda che per altro).

Non alla giustizia che ‘I magistrati rossi!’.

Non al Presidente della Repubblica che ‘ Il complotto dei banchieri!’.

Non ai poliziotti che amano troppo i manganelli, non ai manifestanti che amano troppo le BR.

Non ai vecchi che non capiscono le problematiche di oggi, non ai giovani che non hanno abbastanza esperienza.

E allora puoi credere solo in te stesso, e l’Italiano questo l’ha sempre fatto bene.

Per citare Montanelli, alla domanda ‘Quale futuro per l’Italia secondo lei, Montanelli?’ lui rispose ‘Per l’Italia Nessuno… ma gli Italiani se la caveranno bene: sono i meglio qualificati ad entrare in un calderone multinazionale perche’ non hanno resistenze nazionali. Nei mestieri servili noi siamo imbattibili’.

Ecco io concordo in pieno.