100 Cose da fare nella vita: tornare bambini per apprezzare ciò che si ha

100 Cose da fare nella vita: tornare bambini per apprezzare ciò che si ha

È quasi Natale, la festa per i più piccoli. Non perché i nonni non ricevano regali o non si festeggi tutti insieme, ma semplicemente perché quelli che riescono a godersi di più il Natale sono i piccoli, grazie alla magia che nei loro occhi avvolge questo periodo dell’anno. “Come vorrei poter tornare bambino e rivivere il Natale”. Non puoi. Da qui in poi è tutta una discesa verso la vecchiaia. E la morte. Buon Natale! Vero, non possiamo DAVVERO tornar bambini o più giovani. Se un venticinquenne si concia come un adolescente (sto parlando di qualcuno che conosco) fa solo ridere. Una quarantenne che si riempie di botox e creme e vestiti da ventenne sembra… una quarantenne che si riempie di botox e creme e vestiti da ventenne. Però possiamo tornare bambini, se non nell’aspetto, almeno per alcuni momenti. Ogni tanto, si può liberare il nostro bambino interiore, e ciò serve per apprezzare ciò che avevi e rispettare di più la nostra vera età. La prima parte delle “100 Cose da fare” è QUI! Ecco di seguito la seconda parte…

11) GIOCARE (DA GRANDI) A NASCONDINO
Da bambino, amavo giocare a nascondino. Mi emozionavo così tanto che rischiavo di farmela sotto, per l’emozione. Per una sera o un pomeriggio invece di alcolizzarsi, andare al sushi, a quella bellissima mostra d’arte, radunate i vostri amici (non per forza amici di infanzia) e giocate: nascondino, mosca cieca, sardina, fulmine… cercate amici che non conoscete sin da quando siete piccoli: ognuno cresce in modo diverso, magari conoscono giochi che voi non conoscevate. PS: nascondino da ubriachi finisce malissimo perché gli alcolizzati tendono ad addormentarsi se stanno troppo tempo nello stesso posto.

12) FARE UN PASTO A BASE DI DOLCI
I bambini, si sa, amano i dolci. La strega di Hansel e Gretel non ha una casetta fatta di salame, ma di marzapane. Fate una cena alternativa: partite dal dolce, mangiate ciò che mangiate a colazione per cena (colacena!), come antipasto servite zucchero filato, primo lasagne (tiramisù), secondo fonduta (di cioccolato) e come dolce… bagna cauda. A caso.

13) TRASCORRERE UNA GIORNATA AL LUNA PARK
Da adulti prendetevi malattia, ferie, fingete che la prozia Sibilla stia male e andate al Luna Park: se andate presto incontrate meno bambini (vanno a scuola, sfigati). Com’è vedere lo Zoo da adulti? Andare in un parco acquatico con super scivoli da grandi è ugualmente divertente? Tenete conto che potete superare le code spingendo a lato i bambini. Dimmi qualcosa, nano.

14) RIGUARDARE UN FILM CHE VEDEVI DA PICCOLO
Mi è capitato di rivedere Lilly e il Vagabondo dopo anni che non lo vedevo: ho scoperto che i padroni della cagnetta NON si chiamano davvero “Gianni-Caro” e “Tesoro”. No. Sono i nomi con cui LORO si chiamano a vicenda. Wow. Oppure ho rivisto Brisby e il segreto di NIMH: ho chiamato le assistenti sociali e ho fatto revocare ai miei genitori la patria potestà perché è inquietante come film, farlo vedere ad un bambino è criminale. Bellissimo. Ma non per i più piccoli! Oppure… andate ad un concerto di Cristina D’Avena: canterete più dei bambini presenti (sempre se ci sono…). All’ultimo concerto che ho visto c’erano solo adulti gasati! Quest’anno salgo a quota 3 concerti di Cristina. Wow. Sono una groupie. Ma niente sesso con Cristina perché lei è la cosa più pura del mondo.

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15) ANDARE AD UNA FESTA IN MASCHERA
Da bambini i nostri genitori (sadici) ci vestivano secondo la loro volontà: io sono stato Pierrot, la maschera triste con lacrima sulla guancia; mia sorella a tre anni, il diavolo. Ora avete la capacità di scegliere voi il vostro costume: osate. Una volta ho organizzato una festa dal titolo: I SOGNI SON DESIDERI. Bisognava vestirsi come il lavoro che si voleva fare da bambini. Ossia quando rispondevamo alla domanda “cosa vuoi fare da grande?”. Io il supereroe. Ginecologo delle principesse era brutto.

16) GIOCARE CON UN BAMBINO
Che sia il nipotino, un cuginetto figlio della zia che FINALMENTE ha trovato qualcuno che la ingravidi, il figlio di un amico dei tuoi, non importa. Giocate con un bambino. Non decidete voi a cosa giocare. Fate decidere a lui/lei. Mettete alla prova la sua immaginazione e vivetela.

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17) DIFENDERE QUALCUNO DAI BULLI
Qualche giorno fa sul bus c’erano alcuni ragazzini. Mi sono seduto vicino a loro, con le cuffie dell’Ipod spente. Sì, spente, amo ascoltare le conversazioni altrui. Erano due ragazzine (16-17 anni) ed un ragazzino. Le ragazze erano vestite come TUTTE le adolescenti: Vans, leggins, felpone gigante e occhiali da sole (a dicembre, questo è divismo). Il ragazzino con loro, stessa età, aveva delle simil Converse (non originali) e un normalissimo maglioncino panna con righe blu sopra dei jeans. Il ragazzino prova a parlare con le ragazzine, e le due chiaramente lo deridono. “Stasera che fate voi?” chiede lui con tranquillità, quasi timoroso, mi pare. Una delle due (una ha tantissimi capelli neri ricci mentre l’altra è rossa, tinta, tinta male, ed è lievemente grassottella), la finta rossa, risponde: “Di certo non usciamo con te se metti quel maglione!”. E ridono. Mi parte l’embolo. Non solo perché non sopporto il bullismo ma perché ho anche io quel maglione. Stronzetta. “Che ha il maglione?” chiede lui con l’aria più innocente che abbia visto. “E’ da sfiguz!” risponde la nera. E ridono fortissimo. COSA? “Belle” questo sono io “punto primo siete vestite uguali, fantasia ne avete? Vedere qualcuno e copiare il modo in cui si veste vi rende migliori o pecore?”. La cicciona mi risponde: “Scusi, le abbiamo chiesto qualcosa?” con strafottenza. Mi ha dato del lei. “Secondo i tuoi occhiali sono firmati ‘RaybOn’ mentre la tua felpa” e indico l’altra ragazza “puzza di negozio di cinesi più di un involtino cinese! Molto meno ragazze, perché se tutti giudicassimo dai vestiti vi denuncerei”. Non dicono nulla e si spostano. Il ragazzino è tipo in imbarazzo. “Studia, diventa ricco, comprati bei vestiti e un giorno lavoreranno per te”. Prendere in giro qualcuno è stupido. Le vittime sono tali per come sono fatte? Per il loro aspetto? Per i vestiti? Mi pento ogni giorno di aver preso in giro i miei compagni “sfigati” mentre avrei dovuto prendermela con quelli che si credevano “vincenti”. Scusa X. Per aver detto che avevi le dita così lunghe che quando alzavi la mano per rispondere violentavi quelli al piano di sopra. E scusami se rido lievemente mentre lo ripeto.

18) DIRE A QUALCUNO: “ALLA TUA ETA’ IO…”
Essere vecchi, sentirsi carichi di esperienze, credere di aver vissuto. Che bello. Dire a qualcuno più giovane: “Io alla tua età riuscivo ad uscire sia venerdì che sabato e a fare un’interrogazione da otto il lunedì!”. “Il tuo pusher si chiama Giovanni? Ma dai! Io alla tua età mi rifornivo da suo padre!”. In questo modo crediamo di poter essere utili alle generazioni future e sappiamo, speriamo, di poter essere visti come adulti.

19) SENTIRSI TROPPO VECCHI…
A 25 anni, almeno una volta, dovete provare la sensazione di essere nel posto sbagliato a livello anagrafico: ritrovarvi ad una cena di famiglia circondati da ragazzini di 16 anni perché gli amici dei vostri hanno avuto figli tardi. Andare a ballare a caso e scoprire che il locale è frequentato da diciannovenni. “Non ce la posso fare, non ho più l’età”. Si torna a casa, birra/cioccolata calda, piumone e maratone serie tv!

20) …SENTIRSI TROPPO GIOVANI!
Una volta dovrà capitarvi di sopravvalutare la vostra maturità. Andrete ad un concerto di musica classica, ad uno spettacolo teatrale, a prender e un aperitivo in un posto frequentato da tardoni, essere rimorchiati da qualcuno che faceva il liceo con tuo padre… E queste volte penserete: “non ancora, mi dispiace”. Si chiama un amico e si va a bere ricordando l’ultimo viaggio, l’anno della maturità, l’ex fidanzato. Oppure: casa, birra/cioccolata calda, piumone e maratone serie tv!